Iniziativa di solidarietà contro la repressione verso gli attivisti anti BCE

Napoli - Presidio al consolato tedesco

A Francoforte è sospeso il diritto di manifestare

18 / 5 / 2012

Oggi a Napoli un centinaio di persone hanno manifestato di fronte al consolato tedesco contro le assurde misure repressive che – contro ogni principio costituzionale – da due giorni vengono praticate contro gli attivisti di Blockupy Frankfurt.Le narrazioni che riceviamo da chi sta vivendo i tre giorni di mobilitazione contro le politiche d'austerità imposte dalla troika – nel più assoluto silenzio dei media mainstream – ci allarmano e ci ricordano un brutto passato in cui, proprio in Germania, il dissenso era criminalizzato ed internato perché tutto sembrasse una splendida unanimità. Che alle adunate all'ombra della svastica si sostituiscano più sobri meeting nella Banca Centrale mentre tutta la City di Francoforte è presidiata da migliaia di unità delle forze dell'ordine, per noi fa poca differenza. Troppo più pregnanti ci sembrano gli echi di passate dittature (non finanziarie, ma ugualmente impegnate nel fronteggiare la crisi, con il parallelismo che faceva il professor Ugo Marani in una di quelle iniziative che abbiamo sviluppato per lanciare la campagna RiseUp): arresti immotivati, provvedimenti schizofrenici e privi di qualunque connessione con fattispecie di reato, dall'obbligo di permanenza in albergo al divieto di camminare in strada con più di cinque persone, cosa che troppo ricorda le famigerate repressioni fasciste delle cosiddette adunate sediziose.A chi ieri ci chiamava terroristi e antidemocratici perché protestavamo fuori ad Equitalia, chiediamo oggi di dare ad altri le stesse solerti lezioni. Un'Europa in cui non si può manifestare nemmeno pacificamente (come persino la polizia francofortese ammette nelle sue comunicazioni), un'Europa in cui i grandi templi della finanza sono più inviolabili dei diritti e del futuro di tanti, un'Europa in cui si può essere fermati per ore senza motivo, deportati in quartieri fuori da Francoforte, bloccati sui pullman e sui treni, non è la nostra Europa.Per questo, contemporaneamente a molti altri attivisti in tutta Italia, oggi abbiamo chiesto al consolato tedesco – di fronte allo sguardo allibito di chi ci diceva di "non sapere niente di più di quello che si leggeva sui giornali" (cioè niente, nulla, lo zero pneumatico) di intervenire immediatamente per capire in nome di quale principio potesse succedere quello cui stiamo assistendo in questi giorni.Un'Europa tecnocratica e militarizzata non la vogliamo e lo diremo con forza oltre ogni zona rossa ed ogni spiegamento di forze repressive.



Laboratorio Occupato Insurgencia
D.A.D.A

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