Una nuova occupazione: il palazzo dell'autoproduzione, del welfare dal basso, della comunicazione indipendente

Napoli: presentazione pubblica di Mezzocannone12

Dopo circa cinque mesi di cantiere, apre il secondo dei due nuovi spazi occupati a novembre scorso nel centro antico ed universitario della città partenopea

30 / 3 / 2013

Ieri è stata una grande giornata a Napoli: Mezzocannone 12 Occupato è stato finalmente presentato alla città con un'iniziativa lunga tutto il giorno che ha visto susseguirsi ed incrociarsi mostre, dibattiti, e momenti musicali e soprattutto ha visto la partecipazione di centinaia di persone diverse, studenti, artisti, musicisti, ma anche cittadinanza semplicemente  incuriosita dall'edificio e dalle attività che partiranno al suo interno. La storia di questo stabile  l'abbiamo raccontata spesso, chiamandolo "il civico fantasma" della strada dell'università di Napoli, perchè di fatti era proprio di questo che si trattava: un palazzo di due piani , ben mimetizzato tra le imponenti strutture che ospitano i palazzi di scienze, abbandonato dopo dei lavori dalla dubbia riuscita e su cui in questi anni non si era neppure pensata una forma di riqualificazione. Lo spreco pubblico di Mezzocannone  è quello che porta la firma di una gestione universitaria che ancora fino a qualche anno fa in maniera evidente  ha colpevolmente intersecato gli interessi delle clientele politiche a quelle della baronia accademica (l'ex rettore, di fatti responsabile della vicenda di Mezzocannone 12 è oggi assessore"tecnico" della giunta regionale di centro-destra)  e che ha utilizzato a questo scopo anche il patrimonio immobiliare. L'occupazione di quello stabile è stata infatti dal primo momento accolta  dalla governance universitaria con un tentativo di  imbastire una precarissima argomentazione sulle intenzioni d'uso (un fantomatico polo di scienze della vita) , intenzioni che non solo non esistono sulla carta ma sono pure in controtendenza con le trasformazioni delle facoltà imposte dalla legge Gelmini. 


Dopo l'occupazione, durante questi mesi, abbiamo lavorato instancabilmente per rendere lo stabile abitabile e per far partire al suo interno delle attività di immediata  produzione del comune, di costruzione di welfare dal basso, di servizi e di cooperazione. E così dopo un lungo lavoro  oggi esiste a Napoli uno spazio che fa dell'eccezionalità la sua forza, attraversata da una composizione sociale variegata, giovanissima e che ha la precarietà come tratto comune e caratterizzante, e che ha deciso di reagire ad essa autovalorizzando il proprio lavoro artistico e intellettuale e dandosi la possibilità del diritto ad una vita fuori dallo schema frustrante della marginalità e dell'austerità. Abbiamo aperto una sala di registrazione, particolarmente indirizzata alla musica rap (ma non solo) , in modo da poter  fare un piccolissimo passo vero quella riappropriazione di quei mezzi di produzione di cui veniamo quotidianamente espropriati e che spesso i centri sociali, come le nuove occupazioni,  ci hanno insegnato a restituirci attraverso atti cooperativi e collettivi. Abbiamo aperto pure una vera e propria libreria (Libreria La Rue), in cui vendiamo testi nuovi e da catalogo con un po' di sconto rispetto a quelli  delle librerie ufficiali,affiancati da una sezione di testi  "contro la crisi" a prezzi davvero popolari. All'interno della libreria saranno organizzate presentazioni e momenti di confronto  letterario e non solo, in un format che si ripeterà ogni  due giovedì del mese, con aperitivo e degustazione di vini. Abbiamo allestito un'area co-working e un'aula studio, e una galleria per esposizioni artistiche e chiaramente uno spazio di socialità e di dibattito. 


Le pareti di Mezzocannone 12 sono impreziosite da graffiti e lavori degli artisti delle periferie napoletane che si incrociano in una sinergia produttivissima con i circuiti musicali che hanno lavorato al progetto della sala di registrazione. 

La giornata di ieri è stata pienissima e ci ha dato la possibilità di far attraversare il posto da tant* e divers* e di poter partire immediatamente con attività stabili, laboratori  tra cui, un progetto di turismo informale (sul modello di esperimenti già praticati nelle capitali nord-europee)  la redazione di una fanzine curata da alcuni studenti delle scuole superiori, protagonisti delle mobilitazioni di questo autunno. 

Abbiamo approfittato della giornata di ieri anche per scoprire la targa che dedica l'auditorium dello stabile affianco al 12, il 14- occupato pochi giorni prima del 12 e diventato anche quello un vero punto di riferimento delle performance del panorama musicale indie ed underground-a Carla e Valerio Verbano, insieme con i compagni e le compagne del Tufello che  per anni hanno fatto insieme a Carla una instancabile battaglia di verità per la vicenda orribile di Valerio e del suo brutale assassinio. 

La scelta di intitolare proprio a Carla e Valerio l'Auditorium sottratto anche in questo caso alla speculazione e all'inedia delle clientele regionali dell'azienda del diritto allo studio, è una scelta che dimostra la nostra volontà di proseguire un percorso cominciato qualche anno fa con l'intitolazione a Valerio di una strada di Scampia, un gesto, quello, come questo di oggi, che pure essendo simbolico sancisce la nostra volontà di raccontare  e far vivere vicende oscure come questa nella memoria di chi prende posizione, chi non ha paura di guardare in faccia la storia recente degli anni settanta, sapendo che non esiste ancora alcuna pacificazione indotta, che a quello Stato colpevole di troppe morti nessuno ha presentato ancora il conto.

Le occupazioni servono infondo anche a questo, a contribuire a scrivere la memoria collettiva dei territori, a decolonizzarla e a far sì che questa memoria sia tanto forte da raccogliere sempre più storie, sempre più vite, sottratte alla disperazione sociale e all'oblio della povertà.

Quando diciamo che l'esperienza di mezzocannone è "eccezionale" lo diciamo perchè siamo convinti si stare praticando, in una città che non è mai riuscita a farlo fino in fondo, un vero e proprio atto di ribellione alla povertà ( materiale e non solo) dell'esistenza. Siamo partiti con una campagna con cui ci definivamo "Napoli Choosy side", prendendo in prestito la definizione "ironica" dell'ex ministro Fornero, proprio perchè rivendicavamo il diritto a scegliere, e a scegliere sempre e non solo tra le asettiche alternative della sopravvivenza materiale, convinti che proprio la possibilità di scegliere forme di riappropriazione della dignità e dei desideri, sia la pratica più efficace contro la crisi e contro l'austerità. 


Le occupazioni sono atti illegali, lo sappiamo bene. Eppure negli ultimi anni si diffondono e contagiano piccole e grandi città del paese con una furia inarrestabile. La quantità di "illegali" è aumentata e aumenta di giorno in giorno, la pochezza della norma non frena la potenza del comune, la forza dei saperi condivisi e vivi. Mezzocannone 12 è consapevole di essere inscritto a pieno titolo dentro questo contagio di ultima generazione, che si caratterizza territorio per territorio e che assume la forma dei bisogni che ogni luogo esprime, ma che ha un comune inespropriabile, che è quella di essere tutti cartografi di quelle contrade a venire per le quali ogni giorno mettiamo in gioco i corpi e le intelligenze.

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Galleria Fotografica_Presenta-zione di Mezzocannone 12 Occupato

Copertina_PresentazioneMezzoc12Occ_NA(2)

Innaugurazione targa commemorativo per Carla e Valerio Verbano all'Auditorium Occupato di Via Mezzocannone,14