Napoli. Il fiume umano dei centocinquantamila invade la città.

Una giornata storica contro il Biocidio.

16 / 11 / 2013

È difficile contarsi ed è difficile prendere parola immersi ancora nelle emozioni di una giornata che non abbiamo difficoltà a definire "storica" per la città e anche per il paese.  Sappiamo certamente di aver invaso le principali arterie del centro  con quell' auspicato fiume in piena e sappiamo che quel fiume ha straripato oltre ogni piu rosea aspettativa . Sappiamo che quando il corteo stava arrivando nella piazza conclusiva la coda era appena partita.  Sappiamo di non essere stati meno di centocinquantamila e che Napoli non aveva mai vissuto una giornata come questa.  E' chiaramente la capitalizzazione di venti anni di lotte combattute in periferia e negli angoli più remoti della provincia che hanno  portato a  questi numeri attorno a una questione così complessa come il " biocidio".  Un risultato straordinario se si pensa che questo termine è stato inventato e proposto dai movimenti solo qualche mese fa. Il terreno era fertile e oggi si è dimostrata inequivocabilmente l' autorevolezza del sapere popolare prodotto sui territori.  #fiumeinpiena, la coalizione di realtà sociali segnate da una forte connotazione generazionale,  ha proposto infatti  una piattaforma precisa di rivendicazione tanto radicale quanto incisiva . Quella piattaforma ci portera' permanentemente nelle strade fino a quando ognuno di quei dieci punti non verrà rispettato. Tutti i cittadini e le cittadine mobilitate hanno ribadito che il diritto alla salute non è piu né negoziabile né trattabile. Le istituzioni locali nella loro complicità perfetta con i poteri criminali, hanno svelato le responsabilità della politica nella strage a cui le nostre terre sono state condannate. Lo Stato d'altro canto si è imposto su ognuno dei territori, teatro della apertura di una discarica o di un inceneritore, con commissariamenti strumentali ed esercito.  Il corteo di oggi ha delegittimato ogni potere costituito e si è imposto come unica forza costituente necessaria alla ripartenza. Il 16n non è stato un approdo. Ha certamente rappresentato una vittoria dei presidi e dei comitati  sparsi attorno a quella che definiamo la metropoli diffusa .  Ma ha sottolineato pure un salto di qualità politica che generalizza l' attacco subito dal popolo campano e che impone di affrontare il biocidio in una agenda nazionale ma anche e soprattutto europea. La stretta connessione con le altre espressioni di dissenso, che hanno caratterizzato la giornata di oggi in Val di Susa, a Gradisca, a Parma e Pisa, hanno reso la giornata di oggi una tappa fondamentale nel percoso di mobilitazioni sul tema dei Commons facendo sì che il "fiume in piena" inondasse non solo la città di Napoli con le stesse parole d'ordine e la stessa voglia di riscatto sociale contro i poteri forti. Chi parla oggi di territoti deturpati e sottratti in ogni forma alle comunità lo fa con la consapevolezza del nemico che ha di fronte: uno Stato che si fa forte proprio sulla emergenzialità che rende tutto "straordinario" ex nunc. Oggi però sono stati i cittadini, i movimenti, i comitati, i presidi permanenti a delegittimare quello stesso Stato, chiedendo conto e ragione a chi si è reso responsabile del disastro che viviamo. Come loro anche noi: ex nunc. 

Oggi questo fiume è straripato rompendo tutti gli argini. Ma per noi questa inondazione è solo l'inizio. Da Piazza del Plebiscito gremita, dalle tende, dai workshop di domani che proveranno a dare continuità alla giornata di oggi, discutendo di saperi territori ed Europa, ripartiamo. Questa volta verso il mare aperto. Ci attende uno Tsunami.

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