Movimento del fango contro partito del cemento

14 / 10 / 2014

Ognuno si porta guanti, vanghe, stivali, con gli occhi ben puntati verso il cielo.
Così si parte insieme alla ciurma di volontari di Music For Peace, compagni di strada rientrati da Gaza lo scorso 3 ttobre, dopo oltre un mese di missione nei territori occupati, i soli italiani presenti in Palestina.
Nel day after dell'alluvione, il sabato mattina ci dirigiamo nel ponente della città. Una zona che di norma non ha mai subito danni ma che questa volta non è stata risparmiata dalla furia dell'acqua. Genova, una città tagliata in due.
Sulle strade a pulire ci sono abitanti, studenti e negozianti. All' ora di pranzo, con una ruspa in appoggio, abbiamo rimosso tutto il fango.
Ci spostiamo. Il viaggio continua tra le varie zone della città spostando pale, cuffe e carriole.
Ma non contano le organizzazioni, le associazioni, le istituzioni contano solo le persone che come una comunità agisce in piena sintonia eliminando ogni differenza.
Ultras, cittadini abbienti e meno abbienti, giocatori di serie A , migranti (tanti!) studenti, anziani, il popolo di una città globale che fa fatica a riconoscersi ancora come tale, ma che si incontra nelle vie nuovamente infangate e alluvionate di una citta fragilissima.
Perche' succede ciclicamente ormai si sa!
A Genova si convive con questa paura ormai sempre più frequente. Sei alluvioni negli ultimi quatrro anni in Liguria. Una convivenza che ricorda po' quella dei giapponesi con il terremoto. Solo che qui tutto dipende dalla mano dell'uomo speculatore che ci è andata pesante. La natura si riprende i propri spazi, l'acqua esonda. Decenni di cementificazione selvaggia non si possono cambiare in pochi ann e dovranno passare generazioni per vedere uno spiraglio a tutto questo disastro ambientale.

Ora però quello che si puo' fare è cambiare indirizzo a queste politiche.
Il Sindaco di Genova, Marco Doria non puo' essere l'unico responsabile con due anni e mezzo di governo della città, di eventi catastroficamente ciclici, di antiche e piu' recenti responsabilità.
Ma il Sindaco ora è investito, in tutti i sensi, di grande responsabilità politica, insieme a tutti gli amministratori e a quelli che hanno a cuore la cura del territorio.
Da un momento di crisi come questo che genera un momento di grande attenzione pubblica si puo' determinare una rottura governativa o una nuova ripartenza.
La catena di allerta e informazione alla popolazione va ripensata, tutti devono essere coinvolti. Dalle istituzioni pubbliche a quelle di rilevazione scientifica, non ultimi i media locali protagonisti oltre che del dibattito cittadino di una capillare rete informativa e dunque di un eccellente servizio pubblico. (con i social media a naturale supporto).
Non vogliamo piu sentire rimbalzare le non-comunicazioni come responsabilità.

Annullare e non sospendere ogni tassa comunale alle attività e privati colpiti.
Quelle attivita' produttive e abitazioni che sono gravemente a rischio devono essere ricollocate in sicurezza, nessuno pensa che si debbano esodare decine di migliaia di genovesi, alcune ricollocazioni pero' sono urgenti e possibili.
Infine le grandi opere, come possiamo pensare di spendere 6 miliardi di euro per un tratto autostradale da Genova Voltri a Genova Bolzaneto, o forare le montagne per il terzo valico. Queste opere vanno fermate. Servono quantita ingenti di denaro che non sono certo i pochi milioni dello sblocca- Italia che sbloccano in realtà soldi e altro cemento per opere speso inutili.
Il capo della Protezione Civile Gabrielli ha detto una verità: a Genova lo Stato non c'è, non c'era nelle strade non c'e' nelle politiche di indirizzo.
Genova ancora una volta ha messo a nudo il Paese Italia, con immagini nitide la cui attenzione non puo' essere spostata o edulcorata da slide, opinionisti vari, tg, twitter o con annunci e proclami!

Mentre scrivo il Prefetto ha ordinato la chiusura delle scuole anche oggi martedi 14 ottobre. In città soffia un anomalo vento caldo di scirocco e si vive una sorta di coprifuoco d'attesa, con quella faccia un po' cosi che abbiamo noi he abiamo visto Genova...

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Genova Ottobre 2014