Mestre - L’unica sicurezza sono i diritti

Nella guerra al degrado si sta facendo guerra ad umanità e solidarietà

13 / 5 / 2016

Mai come in questi tempi ci troviamo di fronte ad un’inutile dichiarazione di guerra al cosiddetto degrado.

Ormai vi si fa rientrare tutto. Se ci stanno microcriminalità e spaccio, allo stesso tempo ci si son fatte rientrare povertà ed esigenze dei soggetti più deboli.

E’ degrado la città deserta, sono degrado dei giovani che chiacchierano davanti ad una birra. La soluzione è una città morta, asettica con i miltari che passeggiano col mitra spianato. Le dichiarazioni di potenziamento di sorveglianza delle forze dell’ordine, i cani antidroga, i tornelli all’ingresso della biblioteca, la rimozione delle panchine sono solo ed esclusivamente specchietti per le allodole. Non risolvono niente e la città se ne sta rendendo conto. 

In realtà la scomparsa dei servizi smantellati da questa amministrazione è ciò che porterà ad una sempre maggiore percezione di insicurezza ed abbandono. Davvero, come lo stolto che guarda al dito e non alla luna, di fronte ad un uomo anziano, con dipendenza da alcol, senza accesso ad un bagno pubblico riusciamo solo a guardare alla panchina su cui siede? Ed a rimuoverla? Crediamo vadano messe in campo risorse ed operatori qualificati, che non si possa stigmatizzare la povertà. 

Una città che taglia sulle risorse destinate ai più deboli, che ha di fatto smantellato tutte le attività in strada rivolte ai senza dimora è una città che pagherà caro in termini di coesione sociale. Anche per quanto riguarda i problemi legati allo spaccio e consumo di sostanze forse bisognerebbe allargare lo sguardo, oltre agli spacciatori, spesso essi stessi con problemi di dipendenza, ai giovani che fanno uso mettendo in campo informazione e prevenzione. Oggi siamo qui con una panchina e con un senza dimora crocifisso a ricordare che una parte di questa città non ci sta a far la guerra ai più deboli! 

Vogliamo panchine, servizi e solidarietà!

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