Fonte: Il Manifesto 09.08.09

Manuli chiama Innse. «Insieme facciamo rete contro i padroni»

«Siamo con voi sul carroponte. Giù le mani dai nostri posti di lavoro!»

9 / 8 / 2009


«Siamo con voi sul carroponte. Giù le mani dai nostri posti di lavoro!». Nostri, perché a scrivere ai lavoratori dell'Innse sono quelli della Manuli Rubbler di Ascoli Piceno. Andati in ferie il 29 luglio, due giorni dopo hanno appreso che l'azienda aveva aperto la procedura di mobilità per 375 di loro. Praticamente tutti i dipendenti, visto che l'azienda chimica nella sede ascolana ne conta 420 (dei 150 interinali si era già liberata qualche mese fa). Manuli, che ha già una fabbrica in Cina, vuole delocalizzare anche produzioni «fini» fatte finora ad Ascoli
Ci separano chilometri, scrivono quelli della Manuli, ma ci accomuna la stessa condizione: lavoratrici e lavoratori espulsi dalle nostre fabbriche, impoverimento delle nostre famiglie e dei territorio dove viviamo. Tutti sacrificati sull'altare del "Dio profitto". «Ai lavoratori sul carroponte e a tutti gli altri che li stanno sostenendo fuori dai cancelli va la nostra solidarietà ma anche l'appello a metterci in rete perché la vostra azione, simbolicamente esemplare, non rimanga isolata e senza speranza. Divisi siamo tutti più deboli di fronte all'arroganza dei padroni a Milano come a Ascoli, così come in tutto il paese. Insieme vogliamo provare a vincere».

Mettersi in rete. Ecco una buona idea. Nel milanese e in Lombardia decine di aziende hanno messo in mobilità migliaia di dipendenti (vedi l'intervento su questa pagina di Andrea Fumagalli). I nodi per fare rete non mancherebbero.

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