Macerata rifiuta la Gelmini!

200 studenti e precari bloccano l'ingresso principale della sede dell'incontro, assediano il ministro e poi occupano il rettorato

12 / 5 / 2011

Come annunciato nelle ultime ore, studenti e precari delle università di Macerata e Urbino si son fatti trovare pronti per contrastare l'arrivo a Macerata di Mariastella Gelmini. Nonostante fino all'ultimo momento l'incontro fosse in forse e sulla stampa filtrassero indiscrezioni su un presunto annullamento, gli studenti sono riusciti ad ottenere informazioni su modi tempi e luoghi della visita: "Tana per la Gelmini!".

La prima tappa elettorale del ministro era a Cingoli, un piccolo paese di provincia: le contestazioni iniziano presto con una trentina di studenti medi arrivati anche da Jesi. Proteste anche degli insegnanti, gli unici ammessi ad entrare, all'interno della sala chiusa dalle forze dell'ordine.

A Macerata, già dalla mattinata, l'intera città era blindata da un ingente schieramento di forze dell'ordine teso ad impedire ogni forma di contestazione. Poco prima dell'arrivo del ministro, aggirando il servizio di sicurezza, 200 studenti e precari hanno raggiunto palazzo Buonaccorsi, luogo dell'incontro, presidiando l'ingresso principale. Di fronte ai manifestanti uno schieramento di reparto celere in tenuta antisommossa prima del retro della struttura: oltre a non aver potuto annunciare il suo arrivo, il ministro Gelmini è stato costretto ad entrare furtivamente da un ingresso secondario. Per circa due ore il gruppo è rimasto compatto, assediando il palazzo dell'incontro fino a ribadire in faccia al ministro quanto sia indesiderata la sua presenza a Macerata, come in ogni altra città d'Italia.

Subito dopo la partenza della Gelmini gli studenti si sono immediatamente mossi in corteo non autorizzato verso il centro della città: "Se ci bloccano il futro, noi blocchiamo la città!". Raggiunta la piazza centrale della città i manifestanti si sono diretti verso la sede principale dell'ateneo, occupando il palazzo del rettorato e della direzione amministrativa. 

Dopo aver calato uno striscione gli studenti hanno spiegato i motivi dell'occupazione: "è inaccettabile che all'incontro con un ministro responsabile del definitivo smantellamento dell'università pubblica abbiano partecipato sia il rettore dell'Ateneo di Camerino che Luigi Lacchè, rettore dell'Ateneo maceratese."

 “Oggi gli spazi dell'università dono rimasti inagibili alla presenza della Gelmini e di tutti coloro che si rendono complici delle sue politiche! L'università è di chi la vive e quotidianamente alla produzione del sapere”.

 Successivamente il corteo si è sciolto davanti al comune, anch'esso presidiato dalle forze dell'ordine, e sono stati affissi i cartelloni che avevano animato la protesta. Denunciata la grave decisione del Comune di concedere un palazzo di proprietà pubblica per un incontro clandestino con il ministro impegnato nella campagna elettorale. 

"I movimenti universitari delle Marche proseguiranno la battaglia per bloccare la dismissione dell'università pubblica, per l'autoriforma dal basso, per un nuovo welfare e reddito di cittadinanza, al fianco di precari e migranti Uniti Contro La Crisi! 

L'avevamo annunciato: la Gelmini a Macerata è e sarà sempre indesiderata!"

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Macerata - Gelmini indesiderata!