Fonte: La Repubblica Parma 20 novembre 2009

Lucarelli: "Parmigiani, sveglia"

Tre immobili confiscati alla mafia. Sono due a Salso e uno a Langhirano gli edifici sequestrati alla criminalità organizzata. In Regione 66 in tutto. Più 22 aziende.

24 / 11 / 2009

Lo scrittore noir: "L'esistenza della mafia al Nord provoca fastidio ai settentrionali. Ricordo quando a Parma il Prefetto mi disse che ero un rinnegato che parlava male della sua città"

Tre immobili, due a Salsomaggiore e uno a Langhirano. Sono questi i beni confiscati alla criminalità organizzata nella provincia di Parma fino al giugno 2009 secondo i dati diffusi dall'agenzia del Demanio sul proprio sito. Dove si scopre che la città ducale, quando si parla di mafia, in Emilia Romagna è in buona compagnia: altri 25 edifici sono stati sequestrati a Forlì-Cesena, 16 a Bologna, otto a Ferrara, sette a Ravenna, cinque a Piacenza e due a Rimini. A cui si aggiunge la confisca di 22 aziende, di cui 10 nel bolognese.

 SCARICA I dati del Demanio in Emilia Romagna

 LEGGI Libera: "Due immobili confiscati a Salso"


In regione. Numeri importanti, comunicati stamattina nel capoluogo di regione durante la presentazione della rassegna culturale "Politicamente scorretto", quest'anno incentrata sulla lotta alla mafia. Un fenomeno che nel Nord Italia esiste ma viene sottovalutato. Parola dello scrittore parmigiano Carlo Lucarelli, che a margine della conferenza stampa ha ribadito:"Al Nord Italia ci sono i mafiosi più pericolosi, quelli che fanno affari. Infatti quelli che hanno contatti con l'alta finanza li hanno arrestati a Milano". Eppure parlarne non è facile.

La presenza della criminalità organizzata, afferma lo scrittore, "è presa con fastidio". L'ha potuto constatare di persona quando per 'Blunotte' ha realizzato una puntata sull'argomento. "Tutte le volte che ti metti a parlare di un posto del Nord e parli di mafia - spiega - c'è sempre qualche sindaco che ti chiede perché e ti accusa di offendere l'immagine del posto". Ad esempio a Parma, sua città natale. "Un po' di gente compreso il Prefetto - ricorda - avevano detto 'guarda un po' questi scrittori rinnegati che stanno parlando male della loro città'". E' un atteggiamento, dice Lucarelli, che "al Sud non c'è più, nessuno si permette più di dire 'la mafia non esiste'". 

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"Parmigiani, sveglia"
. Ritornando alla sua città lo scrittore ha commentato: "La realtà di Parma di adesso non la conosco, ma due o tre esiti giudiziari per imprenditori, anche molto noti, che sono finiti in galera per aver fatto affari con i Casalesi ci sono stati. Quindi attenzione, è quello che vorrei dire ai miei fratelli parmigiani, 'sveglia'".
La mafia al Nord. L'Emilia-Romagna, in quanto a confisce mafiose, è la quarta regione del Settentrione, dopo la Lombardia con 655 beni, il Piemonte con 121 e il Veneto con 78. Dati di fronte a cui, secondo lo scrittore, bisogna fare "attenzione". La nostra regione, dice infatti, "normalmente non la associ alla mafia, sbagliando, perché molte cose passano di qui, poi invece vai a vedere i numeri e pensi 'Se qui erano così tante le cose in mano alla mafia, allora la mafia c'è". Anche se, precisa, no bisogna "fare allarmismi" e pensare che adesso la mafia gestisca l'Emilia-Romagna. "Non è così, è chiaro".

Poi Lucarelli ricorda la vicenda di Modena, dove lo scenario di una recente inchiesta, dice, rispecchia "uno schema tipico di Corleone e invece siamo a Modena", dove una recente inchiesta contro i Casalesi portò a scoprire di "persone che se ne stanno in galera condannati per mafia, danno ordini alla cosca che sta fuori, gestiscono due locali pubblici gestiscono gli appalti e, quando c'è un imprenditore che non ci sta, lo fanno gambizzare. Tutto questo dove avviene? A Locri? No, a Modena".

(20 novembre 2009)

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