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L'Onda di Venezia a Global Beach 2009

Invito dell’Onda anomala di Venezia a tutto il movimento

11 / 8 / 2009

Dal 1°  al 13 settembre, il Lido di Venezia non sarà solo sinonimo di Mostra del Cinema. Quest’anno ritorna Global Beach, alla sua quarta edizione.

Global Beach è una spiaggia di proprietà del Demanio Militare, abbandonata al degrado da quindici anni, che dal 2004 viene temporaneamente occupata nel periodo della Mostra.

Global Beach non significa, solamente, la possibilità di poter campeggiare a prezzi economici in un Lido inaccessibile ai più, lo spazio dove respirare un clima diverso rispetto alla patinata superficie della kermesse ufficiale o dove partecipare ad iniziative culturali indipendenti e di qualità.

Nel tempo della crisi e dell’attacco governativo a cultura, spettacolo, ricerca e formazione, la nostra ambizione è che Global Beach possa trasformarsi in un’occasione unica di incontro, confronto e mobilitazione di esperienze tra loro differenti, ma, allo stesso tempo, capaci di connettersi in una logica di potenza e innovazione.

Stiamo parlando di esperienze quali l’Onda Anomala studentesca, il movimento dei lavoratori dello spettacolo che sta contestando i tagli al FUS e che ha già indicato la Mostra del Cinema come appuntamento chiave e la galassia dei lavoratori precari delle grandi istituzioni culturali veneziane, tra i quali gli “interinali” della Biennale che, domenica 26 luglio, hanno dato vita per la prima volta ad un partecipatissimo sciopero proprio di fronte ai cancelli dell’esposizione.

Global Beach, dunque, dal punto di vista dell’Onda, dovrebbe rappresentare un primo momento di incontro tra l’Onda e altre esperienze di precariato culturale che stanno profondamente dentro a quel movimento generale di dismissione del lavoro vivo cognitivo che colpisce appieno anche l’università.

Il nostro movimento, al contrario, si è caratterizzato, fin dall’inizio, per la sua capacità di generalizzazione e per la centralità assunta dalla questione del reddito, ben oltre, dunque, il tradizionale studentismo.

Lo abbiamo detto e ribadito, i saperi sono merce, come lo sono l’arte e la cultura. L’unico modo per ribaltare lo stato di cose è quello di lottare all’interno di questo contesto per richiedere indietro ciò che ci spetta, reddito e nuovo welfare. Senza difendere l’esistente, ma agendo la crisi dell’università (come della fabbrica della cultura) per imporre percorsi di autoriforma, di trasformazione della didattica e dei processi produttivi.

Invitiamo dunque studenti e ricercatori dell’Onda a unirsi a Global Beach, a farlo per costruire assieme un momento generale di confronto e mobilitazione assieme alla diverse esperienze di lotta del precariato culturale.

Onda Anomala di Venezia

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