Le ossessioni di Tosi

1 / 9 / 2009

Instancabile il sindaco di Verona. Dopo aver allegramente superato la prova della condanna per razzismo (definitiva), Flavio Tosi non ci risparmia ora il suo interventismo in materia di CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione, già Centri di Permanenza Temporanea, ai tempi dell'ipocrisia semantica del centro-sinistra).
Quella dell'immigrazione dev'essere proprio un'ossessione, per lui.
In questi giorni, da quando è stato approvato il pacchetto sicurezza, Tosi gode. Letteralmente. Mai avuto una faccia così soddisfatta.
Espulsioni, respingimenti, internamenti prolungati nei CIE, impedimenti ai matrimoni, ai ricongiungimenti, permessi a pagamento, controlli ormai diventati asfissianti per strade, stazioni, autobus (dall'8 al 18 agosto,  3 denunce per immigrazione clandestina al giorno, questa la media a Verona).
Se fossimo in un altro periodo storico, basterebbe immaginare sulla sua testa un cappello da SS e sarebbe perfetto. Sì, perché l'espressione che gli si può vedere in volto, quando parla dell'opera del suo “grande” ministro dell'interno Maroni, è quella di un sadico pericoloso.

Tosi non è uno scemo. Nel senso che non è uno che non sa cosa significhino per i migranti queste misure. 

Sa benissimo che dietro un respingimento ci sono l'internamento, le botte, non di rado la morte di chi rientra in Libia, dietro la mancata accoglienza di un barcone di migranti, c'è la “scomparsa” in mare di decine e decine di persone. And so on.

Per questo il volto di Tosi, quando parla di migranti, è deformato da un ghigno che corrisponde al suo modo di sorridere. Non poteva mancare, allora, la disponibilità totale, contro perfino sindacati di polizia (SIULP) e procuratori della repubblica (Schinaia), ad aprire uno degli “8 o 10 CIE che mancano” (sic!) nel veronese. Bovolone, sembrerebbe il luogo indicato da Tosi.

Chissà cosa ne pensa la gente del posto.
Felici perché il prototipo del sindaco leghista anti-immigrati fa quello che dice? O preoccupati che ci possano essere conseguenze negative da un punto di vista economico (tipo deprezzamento degli immobili)? O pensierosi sul fatto che risulterà più difficile girare la testa dall'altra parte di fronte ad un lager costruito sotto casa? O spaventati dalle numerose notizie di fughe e rivolte nei Centri in tutta Italia? O...?

C'è solo da augurarsi che alcuni dei “problemi” paventati dal SIULP, ovvero proteste che ne impediscano l'apertura, diventino realtà.

Sarebbe bello, per una volta, costringere Tosi a trarre soddisfazione solo dallo squallido giochino inventato dal figlio di Bossi.
Un sadico virtuale, per una volta. Di questi tempi...

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