L’arroganza al potere, Grafica Veneta abbandona il tavolo prefettizio

10 / 8 / 2021

Nella mattinata odierna si è tenuto l’incontro previsto in Prefettura al quale hanno partecipato, oltre al Prefetto Vicario e al Capo di Gabinetto della Prefettura, un rappresentante della Questura e la delegazione di Adl Cobas con due rappresentanti dei lavoratori.

Adl Cobas ha introdotto la riunione riassumendo le problematiche emerse da una vertenza che non è solo sindacale ma che è nata come inchiesta giudiziaria per diventare successivamente un caso nazionale per le implicazioni che inevitabilmente sono scaturite dalle informazioni che, via, via emergevano. Un caso nazionale perché è sotto gli occhi di tutti il fatto che il tentativo di Grafica Veneta di tirarsi fuori da ogni responsabilità civile e morale (il penale lo lasciamo ai giudici e certamente anche per noi il principio della presunzione di innocenza è inviolabile) su quanto successo.

Oggi, abbiamo provato a metter in fila le varie questioni separando il gruppo di lavoratori che lavoravano per Grafica Veneta da quelli che lavoravano da Barizza. Abbiamo rilevato, dai nostri riscontri, che sono una ventina i lavoratori che possedevano un badge che consentiva l’entrata in Grafica Veneta ed abbiamo precisato che per quanto ci riguarda, la trattativa andava ovviamente limitata a questo gruppo. Abbiamo evidenziato, come dai dati forniti dalla stessa Grafica Veneta – che oggi si è contraddetta – un appalto che vale ( a detta loro) 270.000 € può al massimo coprire il costo del lavoro (visto che il Sig. Franceschi ha dichiarato che il costo orario per ogni lavoratore era di 22 €) per 5/6 lavoratori per un anno di lavoro con un orario di 8 ore al giorno per 5 giorni a settimana e non per 7 giorni e per 10/12 ore al giorno. Abbiamo evidenziato l’assurdità di un sistema di controllo dei badge che consentiva la possibilità di entrare a più di un lavoratore. E mentre per i dipendenti di Grafica Veneta esiste un sistema identificativo basato sulle impronte digitali, per i lavoratori di BM Service non si è trovato un sistema identificativo certo. Abbiamo evidenziato che con quel sistema di rilevamento delle presenze, che ha consentito l’ingresso a lavoratori che hanno lavorato in nero, non è possibile stabilire quante ore ogni lavoratore faceva, lasciando la certificazione dell’orario all’arbitrio totale. Abbiamo rilevato che a partire dagli ultimi 4 anni vi è stato un uso, a dir poco, spregiudicato di richiedenti asilo, per i quali nulla veniva fatto per consentire una messa in regola sotto tutti i punti di vista, anzi, BM Service, usava il ricatto di lasciarli a casa per continuare a tenerli in una condizione di subordinazione totale ai suoi interessi. 

Abbiamo evidenziato che, dopo l’apertura dell’inchiesta del giugno del 2020 che ha portato agli arresti delle scorse settimane, vi è stato un ricambio ancora maggiore delle persone impiegate: i richiedenti asilo venivano prelevati direttamente dal CAS di San Piero in Gu. In definitiva abbiamo chiesto che, per un obbligo prima di tutto morale e per rimediare almeno in parte alla figuraccia che sta facendo un colosso dell’editoria, Grafica Veneta avrebbe dovuto rendersi disponibile ad assumere a tempo indeterminato tutti i lavoratori ai quali era stato consegnato un badge per entrare in stabilimento, visto peraltro che il Sig. Franceschi ha dichiarato che avrebbero bisogno di assumere 60/70 lavoratori nel prossimo futuro, corrispondere in surroga ai lavoratori che hanno lavorato nel mese di giugno almeno 1500 € e aprire la trattativa per il pregresso. Abbiamo quindi auspicato che si arrivi quanto prima alla definizione di un accordo che rappresenti una soluzione onorevole per Grafica Veneta, oltre che fornire finalmente prospettive lavorative e di vita a queste persone che hanno conosciuto questa faccia odiosa dello sfruttamento nel nostro paese.

Al termine della nostra esposizione, ha replicato l’Avv. Spata che aveva pieno mandato nel rappresentare l’azienda, il quale ha sollevato surrettiziamente un problema di rappresentanza della delegazione presente in quanto, a suo dire, non era chiaro se i lavoratori per i quali abbiamo inviato i mandati fossero effettivamente rappresentati da noi o dalla CGIL e viceversa. Dopo avere sollevato questo problema come pregiudiziale di qualsiasi apertura di trattativa sindacale, ha espresso alcuni concetti molto chiari sulla visione che ha Grafica Veneta della vicenda. In primo luogo l’Avv. Spata ha dichiarato che la vicenda sul piano giudiziale si sgonfierà fino a diventare una bolla di sapone. In secondo luogo, la disponibilità di Grafica Veneta è di assumere solo quelle persone che dimostreranno di avere lavorato continuativamente più di 300 ore al mese (sono parole testuali). In terzo luogo dai badge è possibile ricavare per ogni lavoratore ( nonostante quello che abbiamo detto noi) le ore di effettivo lavoro facendo riferimento ad un prospetto – che non ci è stato consegnato – dal quale emergerebbe con chiarezza cristallina che non vi è stato alcuno sfruttamento per queste persone e che le ore retribuite corrispondono esattamente a quanto lavorato.

Insomma, tutto quello che è uscito dai media, frutto delle dichiarazioni dell’organo inquirente, tutto quello che abbiamo documentato raccogliendo le testimonianze dei lavoratori e tutto quello che emerge dai contratti di lavoro e dalle buste paga è fuffa.
A quel punto, dopo che l’Avv. Spata si è esibito in questa sgradevole performance, senza nemmeno scusarsi con i presenti, (in primis Prefetto Vicario, Capo di Gabinetto e Vice Questore, ma il rispetto dovrebbe essere dovuto anche ai lavoratori ed al sindacato che li rappresenta) si è alzato e, nonostante il Vice Prefetto lo avesse invitato a fermarsi, abbandonava la riunione e inforcava la porta, lasciando tutti i presenti allibiti da un comportamento che è testimonianza di una arroganza senza precedenti, forse perché il Sig. Franceschi si sente ben protetto per le amicizie che ha sempre rivendicato a livello politico.

A quel punto la riunione è continuata solo per concordare che l’incontro fissato per venerdì prossimo con CGIL verrà unificato e vedrà anche la nostra presenza come Adl, a fronte di un chiarimento sulla effettiva rappresentanza dei lavoratori che hanno operato all’interno di Grafica Veneta.

Nella giornata di domani i lavoratori presenti oggi al presidio davanti alla Prefettura si riuniranno per decidere quali altre iniziative mettere in campo durante la settimana prima dell’incontro di venerdì, mentre rileviamo che l’appello in solidarietà con i lavoratori di BM Service sta raccogliendo moltissime nuove adesioni.

Comunicato del 9 agosto 2021, tratto da Adl Cobas

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