L'acqua non è merce ma è vita e bene comune

A Belluno una conferenza stampa sui generis per ribadire "stop allo sfruttamento dei fiumi"

19 / 10 / 2010

Luogo: Fiume Mis, una delle arterie più importanti delle Dolomiti, nel bellunese. 

Soggetto: Acqua come risorsa e bene comune. 

Protagonisti: il Comitato Acqua Bene Comune di Belluno contro il progetto presentato da Enel e EN&EN per la costruzione di una megacentrale idroelettrica a Camolino-Busche.

FlashBack: L'anniversario della tragedia del Vajont, simbolo di cosa ha significato, in questi territori, lo sfruttamento idroelettrico in termini sia di impatto ambientale che di tragedia. 

Sinossi: 9000 cittadini bellunesi hanno sottoscritto una petizione popolare a difesa della vita dei fiumi e dei laghi del loro territorio e con essi della qualità dell'ambiente, del paesaggio e della sicurezza idrogeologica.
Il 90% delle acque del bellunese è di fatto artificializzato: una vera e propria privatizzazione  delle risorse idriche messa in atto negli ultimi cinquanta anni. Il 10% delle risorse idriche restanti fa gola a non meno di una quarantina di progetti, il più importante dei quali consiste nella realizzazione di una centrale idroelettrica sul fiume Mis. Un progetto che prevede la costruzione di una condotta  con  una portata massima di 50 mc/s di acqua per una produzione elettrica annua di 90 gigawatt. Si tratta di un’opera di grande impatto ambientale, come dimostrano i 600 mila metri cubi di materiale che verrà scavato con l’utilizzo di una tunnel boring machine (TBM), una mega talpa che realizzerà un tunnel di 5,80 m di diametro nel quale verrà collocata la condotta.
La realizzazione di quest’opera determina la definitiva morte dell’ecosistema del fiume Mis, già fortemente compromesso a causa di un'altra grande centrale idroelettrica che ne sfrutta la portata più a monte. Ma il Mis è solo uno dei tanti esempi di sfruttamento insostenibile dei fiumi del bacino idrico della Piave.
Privatizzazione e sfruttamento delle risorse idriche contro cui stanno lottando gli abitanti di questo territorio che negli ultimi mesi hanno promosso una serie di iniziative per sensibilizzare, informare, ribadire che l'acqua è risorsa libera e comune.

Sabato 9 ottobre (anniversario della tragedia del Vajont) il Comitato Acqua Bene Comune di Belluno organizza una conferenza stampa sui generis e una iniziativa simbolica di riappropriazione delle acque del Mis per difendere il ciclo dell'acqua e impedire che lo sfruttamento idrico porti con sé disastri come quello del Vajont.
Un centinaio di cittadini del bellunese si dà così appuntamento a Camolino di Sospirolo per denunciare come i privati, con il consenso opportunistico di alcuni amministratori pubblici, tentino di appropriarsi dell'ultima acqua rimasta a scorrere nei propri alvei naturali in una provincia che su questi temi ha già pagato costi sociali ed ambientali rilevantissimi. Una trentina di canoisti con i propri kayak discende poi il fiume Mis, con in testa lo striscione “Stop alla sfruttamento dei fiumi”.
Per sottolineare che l'acqua non è merce ma è vita e bene comune ed in quanto tale necessita di una gestione sostenibile e solidale che siamo chiamati tutti a praticare rivendicandone diritti di accesso, tutela e fruibilità, nell'interesse diffuso e generale, non solo per noi ma anche per le future generazioni.

articolo tratto da Terra! - Quotidiano Ecologista del 19 ottobre 2010

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