La storia di Ayaz è la storia di tutti e tutte!

6 / 9 / 2015

Ayaz Morad. Giovane ragazzo curdo, politicamente con l'YPG. I suoi fratelli stanno ancora combattendo in Rojava. È in viaggio con la sorella minore dal 13 agosto. È passato dalla Turchia,naufrago nella traversata in gommone verso Kos e recuperato dagli elicotteri dopo 12 ore in mare. Ha bucato quasi tutti i confini dell'Europa balcanica, compresa la Macedonia. È arrivato a Budapest. Per tre giorni si è scontrato per ottenere un viaggio verso la Germania.

Con lui l'altro ieri siamo stati in cordone a difendere i bambini dalle frange nazionaliste ungheresi.
Con lui abbiamo riso e scherzato durante la marcia, ci ha chiesto che giorno era, oramai aveva perso il conto.
Noi dopo oltre venti kilometri desistiamo per recuperare le attrezzature, lui no, cammina fino a notte fonda.
Fino a quando un autobus militare lo carica portandolo fino al confine austriaco. Identificato, poi portato nel primo paese dell'Austria, dove un altro autobus lo porta a Vienna.

Si dice che chi è sempre in cammino non si perde mai, ed è vero.
Oggi alle 07:30, alla stazione Westbanhof di Vienna, tra la stanchezza per il viaggio e la felicità alla notizia dei treni che li porteranno in Germania, abbiamo sentito una voce calma e sicura che ci chiama fratermamente.
Era Ayaz, che stremato sta ancora aspettando la sorella bloccata a Budapest.
Oggi dovrebbe arrivare e assieme partiranno verso le lande tedesche.

Per noi è stato un colpo al cuore ritrovarlo.
questa foto e questa storia romantica e brutale allo stesso tempo ci commuove e ci indigna.
Perché la forza di Ayaz è straordinaria, ma sottolinea come sia necessario ridiscutere le politiche migratorie non adeguate alla fase contingente.
Sottolinea come sia necessario istantaneamente l'apertura di un canale umanitario.

La nostra Europa non ha confini, con Ayaz e tutti gli altri, per la dignità di tutti e tutte.

Momo, Nando, Marco,
Attivisti dei centri sociali del nord est

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