La ripresa non sarà uno spettacolo

Il mondo della cultura e dello spettacolo scende in piazza e lancia lo stato di agitazione permanente

30 / 5 / 2020

Collettivi, movimenti autonomi indipendenti, cooperative, maestranze, tutto il mondo della cultura e dello spettacolo è sceso in piazza per rendere visibile il loro stato di agitazione permanente. Il mondo degli “eventi” non riguarda solo i concerti o gli spettacoli, ma anche le fiere, l'editoria, l'arte. Tutto il mondo culturale è intrecciato e concatenato.

Si chiede un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto.

Maestranze di tutti i tipi, da chi opera nel mondo dei concerti live a chi lavora nei teatri e nei luoghi di cultura, cantanti e molte categorie di artisti, hanno promosso una mobilitazione che ha preso corpo in 14 città diverse su tutto il territorio.
Lavoratori e lavoratrici hanno lanciato uno stato di agitazione permanente della cultura e dello spettacolo, per chiedere un incontro con Governo, Regione e INPS per analizzare a fondo la tragica situazione in cui versa il loro settore, tra casse integrazioni non erogate e le pochissime tutele previste dai contratti intermittenti a cui sono sottoposte le maestranze.
Dal comunicato nazionale ecco alcuni punti delle richieste espresse dalla manifestazione di oggi:  

«Reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto, anche attraverso incontri politici e tecnici, quindi alla presenza di ministeri e INPS; La richiesta di un tavolo di confronto tecnico-istituzionale immediato sulla riapertura, fra lavoratrici, lavoratori, sindacati, governo e istituzioni, che abbia come priorità: salute per lavoratori, lavoratrici e pubblico; protocolli di sicurezza; finanziamenti pubblici; strumenti di riforma, sia per la ripartenza in presenza, che per una virtualità sostenibile e democratica».

La ripresa non sarà uno spettacolo: diritti per tutte e tutti è stato lo slogan che ha accomunato tutte le piazze da Nord a Sud.

Migliaia di persone sono scese in piazza da Venezia, Milano, Napoli, Catania, Cosenza, Firenze, Palermo, Torino.

A Venezia centinaia di persone si sono ritrovate di fronte la stazione di Santa Lucia. Maestranze, tecnici, attori, cantanti. Oltre ai lavoratori e alle lavoratrici del mondo dello spettacolo e della cultura anche chi opera nel comparto del turismo ha partecipato alla manifestazione per sottolineare l'importanza di slegarsi da quella "mono cultura" basata su un turismo che si lega oltre ai problemi di sfruttamento del territorio anche di tutela dei lavoratori e delle lavoratrici.

Più di mille persone sono scese in piazza Castello a Torino. Più volte dagli interventi è stato sottolineato come la giornata di oggi segna una tappa fondamentale nel nostro percorso di riappropriazione dei diritti per tutte e tutti.

Una marea di lavoratori e lavoratici dello spettacolo si è data appuntamento in Piazza San Giovanni a Roma per chiedere reddito e un tavolo istituzionale che veda tutti gli “attori” del mondo della cultura e dello spettacolo tra gli interlocutori.

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A Milano in centinaia si sono dati appuntamento in piazza Duomo. Più volte dal microfono si è sottolineato quanto sia importante ripartire dal mondo della cultura, soprattutto dopo esser stati colpiti da una tragedia come quella del covid-19.

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A Napoli in centinaia hanno affollato piazza del Plebiscito, tra i partecipanti alla manifestazione tantissimi attori e cantanti.  Il messaggio lanciato dalla piazza è stato chiaro: «Qualora non ricevessimo risposta, lanceremo uno sciopero di tutto il comparto e porteremo avanti tutte le azioni che riterremo più opportune. Oggi essere qui, vuol dire partecipare in forma simbolica ad una grande mobilitazione nazionale per la cultura, per ribadire tutte e tutti insieme che nei processi di ricostruzione il ruolo della cultura è sempre stato fondamentale».

A Catania centinaia di persone si sono date appuntamento davanti ad un luogo simbolo della città, il teatro Massimo Bellini, per far sentire la propria voce. Ll comparto culturale e dello spettacolo, paralizzato a causa della pandemia, è uno dei settori maggiormente colpiti.
Un settore in cui artisti, tecnici e operatori, già allo stremo per i continui tagli e l’estrema precarizzazione del lavoro, si trovano ora a dover lottare quotidianamente per la propria sopravvivenza.

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Presidio anche a Cosenza, dove lavoratori e lavoratici dello spettacolo hanno rilanciato la necessità di un tavolo tecnico di confronto. Sono migliaia i posti di lavoro persi e la ripartenza è lontana e senza nessuna certezza

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A Bari, nonostante, la pioggia, i lavoratici e i lavoratori pugliesi si sono dati appuntamento non soltanto per far sentire il loro grido d'aiuto, ma per sottolineare quanto sia importante la necessità di un tavolo di confronto istituzionale che prepari una ripartenza per l'intero settore culturale.

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La cultura e lo spettacolo sono un una risorsa fondamentale per il nostro Paese, con un grande valore sociale, oltre che economico. Per questo occorre dichiarare lo stato di crisi per l'intero settore e disegnare un nuovo assetto che garantisca maggiori tutele e diritti a lavoratori e lavoratrici che in anni di sacrifici e lavoro precario e sottopagato hanno tenuto in piedi l'intero comparto.

Niente sarà come prima e chi oggi è sceso in piazza non vuole tornare assolutamente a quella tanto acclamata normalità.

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