La piazza nelle scuole e le scuole nella piazza

Testo di convocazione di un'assemblea interregionale dei Coordinamenti Studenti Medi del Nord-Est - Domenica 6 Marzo alle ore 15.00 a L.O.Co. (Mestre)

26 / 2 / 2016

Abbiamo iniziato quest’anno scolastico consapevoli che non avremmo avuto a che fare con un'annata di movimento particolarmente forte e che, probabilmente, le piazze non avrebbero mostrato un'eccedenza nei numeri e nelle pratiche. Siamo comunque consci di avere la necessità di modificare radicalmente il nostro modo di agire sia nelle scuole sia nella città.

Abbiamo scelto di rimettere al centro del nostro agire politico il lavoro all'interno dei differenti licei ed istituti, impegnandoci a dotarci dei collettivi studenteschi in ciascuno di essi. In questo ci ha aiutato l'esempio giunto dalla Rojava e dalla resistenza curda, non solo in merito alla lotta ai fascismi e ai fondamentalismi, ma anche come modello organizzativo. Crediamo che il coordinamento studenti medi non debba essere un collettivo studentesco a sé stante, ma che il modo migliore di valorizzare il nostro agire politico sia quello di interpretare il nostro funzionamento come confederazione dei collettivi scolastici con un ruolo organizzativo, decisionale e di azione politica quotidiana fuori e dentro le nostre scuole.

Questo ha rappresentato un cambiamento nel nostro modo di costruire l'intervento  all'interno delle scuole, permettendoci di valorizzare al massimo le singole istanze nei nostri istituti. Non solo attraverso vertenze specifiche, come la “Vallenari-bis” (a Mestre) o la richiesta di maggiori fondi per i laboratori negli istituti artistici, ma anche con la messa in atto di diverse campagne. La campagna in sostegno ai progetti politici umanitari, ad esempio, ci ha permesso di creare in ogni scuola momenti di sensibilizzazione sulla resistenza curda che sono culminati con un corteo a cui hanno partecipato migliaia di studenti con una partecipazione in controtendenza rispetto all'andamento delle mobilitazioni studentesche degli ultimi due anni.

Indubbiamente il periodo successivo alla realizzazione della riforma Gelmini ha rappresentato per i movimenti studenteschi italiani un momento di profonda crisi, da cui non si è ancora usciti. Riteniamo, però, che la lettura di rimettere al centro un lavoro politico, ma anche culturale, nelle scuole possa fornirci la chiave per costruire nuove basi. Questo non solo per la salute stessa dei nostri coordinamenti, ma anche per la ripresa delle mobilitazioni a partire dal prossimo anno. Infatti, nonostante i tentativi di costruire attorno alla ‘’Buona Scuola’’ un nuovo movimento studentesco di opposizione, le piazze sono rimaste di fatto inerti. E' altrettanto vero che pratiche come autogestioni e occupazioni hanno dato una buona risposta, sia in termini qualitativi che quantitativi. Pratiche che hanno permesso di potenziare i percorsi dei collettivi, dandoci la possibilità di mantenere alta l'attenzione sui problemi della scuola, sia su un piano locale che nazionale. Abbiamo dovuto tuttavia prendere atto del fatto che la ‘’Buona Scuola’’ sia stata applicata negli istituti senza riscontrare troppe opposizioni. Questo non esclude la possibilità che pratiche di contrasto possano concretizzarsi in futuro.

Decidiamo quindi di investire anche su altre tematiche non meno importanti. Come abbiamo già detto, è stata centrale la resistenza curda in Rojava, a cui abbiamo affiancato  approfondimenti sulle problematiche delle migrazioni e delle guerre, che ci hanno permesso di creare nelle nostre scuole anticorpi resistenti alle dilaganti strumentalizzazioni dell' estrema destra, che non deve trovare terreno fertile nelle giovani generazioni. Sicuramente a questo si affianca la sempre maggior presenza nelle nostre classi di immigrati di seconda e terza generazione, che sempre di più reclamano un ruolo vivo all' interno della nostra società e la cui presenza è sempre più forte sia nei collettivi che nei cortei. Dobbiamo interrogarci su come questa parte della popolazione studentesca possa essere maggiormente coinvolta, proprio per contrastare direttamente politiche e ideologie escludenti e xenofobe, che in altre parti d'Europa stanno degenerando in uno scontro di culture che fa il gioco dei diversi fascismi.

Parlare oggi di guerre e  migrazioni è più che mai centrale e sta dentro le corde dei discorsi che una generazione nuova, precaria e “no future”, attraversa nella quotidianità: la non banalizzazione del discorso sulle crisi culturali, climatiche e umanitarie è predominante nel lessico studentesco.

Parlare di una rivoluzione culturale partendo dalla solidarietà e dal mutualismo è il miglior antidoto e può far aprire gli occhi a generazioni bombardate da informazioni fatte a slogan.

Una rivoluzione culturale è paradigmatica e necessaria dentro un mondo destinato a vivere scontri di civiltà e cambiamenti climatici devastanti.

Crediamo infatti che la rivoluzione climatica si porrà come paradigma centrale nelle sfide che si daranno nei prossimi anni. Sicuramente rappresenta un’accelerazione tra le tematiche studentesche, ma crediamo che possa rappresentare una possibilità di cambiamento talmente radicale per la nostra società da non poter essere ignorata da una componente, quella giovanile, che maggiormente risentirà nei prossimi decenni delle conseguenza dello scontro tra capitalismo e crisi climatica. Scontro nel quale non possiamo essere attori passivi, ma in cui dobbiamo essere protagonisti. Non si discosta inoltre dalla visione che ci ha spinti ad essere attori e protagonisti delle lotte ambientali che si sono date in questi anni nei nostri territori.

La nostra generazione è stata in grado di potenziare le battaglie contro la guerra e la devastazione ambientale. Siamo sempre stati al centro della battaglia contro la base Dal Molin di Vicenza, animiamo le piazze contro le Grandi Navi e la devastazione della nostra laguna, ripudiamo l'innalzamento delle polveri sottili nei nostri quartieri. E’ necessario che aria buona e cibo sano, genuino e a km0 facciano parte di un approccio rivoluzionario al mondo odierno, nel quale esportiamo Uva in Ungheria e nello stesso tempo mangiamo l'uva ungherese. Ci opponiamo alla trivellazione dei nostri mari, e vorremmo un mondo dove gli investimenti pubblici si concentrino nell'istruzione, invece di finanziare la mafia delle grandi opere inutili e devastanti come il TAV in Val di Susa o in Trentino.

Dentro questo scenario di crisi climatica irreversibile, nella quale è tradotta visibilmente la complessità del mondo dove il capitalismo sfrutta ogni agente sociale o materiale per finanziare pochi ai danni dei molti, noi crediamo sia utile dare un segnale di rottura forte radicale ampia e comprensibile ai più.

Cercheremo senz'altro di fare un passo piccolo ma fondamentale ed importante l'8 marzo, giorno nel quale  Renzi e Hollande si incontreranno a Venezia per discutere di temi vari tra i quali la TAV Torino-Lione. In quest'occasione vogliamo creare uno spezzone studentesco all'interno di quella giornata, perché crediamo che la presenza della generazione che più soffrirà gli effetti devastanti di un'opera inutile dannosa e costosissima sia centrale dentro una giornata che vuole parlare a tutti gli uomini e donne che hanno a cuore la salute dei nostri territori.

Inoltre, di fronte alla campagne che si stanno aprendo in merito ai referendum sociali - con anche quattro quesiti sulla ‘’Buona Scuola’’ -  ci stiamo interrogando su come questi possano essere per noi sia un modo per creare dibattito all’interno dei nostri istituti sia occasione per portare in piazza le nostre vertenze.

Su questi spunti e molti altri, vorremmo  discutere con tutte le realtà studentesche del nostro territorio e invitiamo i coordinamenti studenteschi del Nord-est ad un' assemblea che si terrà domenica 6 marzo a L.o.co: uno spazio occupato, autogestito e indipendente, liberato proprio dai giovani della nostra città. Un luogo che di per se è stato fondamentale per scrivere e fare le riflessioni che ci hanno portato ad individuare alcune necessità e priorità, con l’obiettivo di socializzarle con tutti gli altri coordinamenti e collettivi studenteschi.

Ci vediamo Domenica 6 Marzo alle ore 15.00 a L.O.Co.

Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre

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