La nostra Europa non ha confini: a Venezia occupato il Consolato tedesco e a Bologna il consolato greco. Manifestazione anche a Berlino

Nella giornata europea contro i confini: Make Europe Not Borders! Verso il Noborder train, 21 giugno Milano!

13 / 6 / 2014

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A Venezia occupato il Consolato tedesco: dalle finestre striscioni con la scritta "make space, no border" per affermare un' Europa in cui sia possibile muoversi liberamente, sotto interventi con megafono. Dal consolato occupato inviato un fax al Governo tedesco per dire che ci vogliono ora canali umanitari reali con concessione del visto nei paesi d'origine e che deve essere sospeso subito il regolamento di Dublino e permessa la libera circolazione.

A Bologna con lo slogan "Make Europe not borders" è stato occupato il Consolato Greco in via Indipendenza. Striscioni dalle finestre e interventi per mandare un messaggio all'attuale presidente dell'Unione Europea, Primo Ministro greco: per fermare le stragi di migranti canali di arrivo regolari e fine dell'accordo Italia-Grecia sui respingimenti nel Mare Adriatico.

Gli attivisti dalle due iniziative, che si inseriscono nella giornata europea di mobilitazione contro i confini, lanciano il  "No border train" del 21 giugno con appuntamento alla Stazione di Milano alle ore 14.00.

Iniziative anche a Madrid contro le deportazioni e a Berlino davanti al Ministero dell'Interno contro gli effetti del Regolamento di Dublino.

Da Venezia

Comunicato dai consolati occupati

MAKE EUROPE NOT BORDERS

I media italiani ed europei con il loro racconto allontanano il confine dai nostri occhi, spostandolo in mezzo a un mare lontano dalla vita delle persone, e dove le morti diventano responsabilità esclusiva di chi si mette in viaggio.

Ma il confine agisce ancor prima della frontiera del mare e, infatti, i confini a distanza, quelli dei visti che danno la sicurezza di un ingresso garantito nel territorio europeo, stanno in questo momento impedendo a migliaia di donne, uomini e bambini di fuggire dalle guerre in corso, da quelle note come in Siria, e da quelle taciute, come in molti luoghi della terra.

E anche coloro che riescono ad arrivare in Europa si trovano poi ad attraversare le frontiere di nascosto, con la paura di essere respinti o riportati indietro, a causa del regolamento di Dublino che stabilisce che la domanda d’asilo deve essere presentata nel primo paese di arrivo.

Il 26 e il 27 giugno, a Bruxelles, si terrà un ennesimo vertice Ue sulle migrazioni di cui possiamo già prevedere gli esiti: maggiori controlli in mare e alle frontiere, più respingimenti, potenziamento degli accordi con i paesi non Ue per impedire le partenze, esternalizzazione dell’asilo. In quei giorni, contesteremo il vertice insieme alla marcia dei migranti e dei rifugiati che in questi giorni sta attraversando l’Europa per arrivare a Bruxelles. Poi, l'11 luglio, i governi europei si ritroveranno a Torino per il vertice sulla disoccupazione giovanile.

E' proprio guardando a questi appuntamenti che sabato 21 giugno, sfideremo insieme a molti altri le frontiere dell'Europa con il NO BORDERS TRAIN che partirà alle ore 14 dalla Stazione di Milano, per dirigersi verso i confini interni che ingabbiano migliaia di persone nel primo paese di approdo.

Per questo siamo qui, in questo consolato, così come avviene in decine di altre città europee, perché le frontiere sono un pezzo della nostra precarietà, per affermare la necessità di sospendere il regolamento di Dublino e pretendere che gli stati europei prevedano percorsi di arrivo garantito in Europa per le persone che fuggono da guerre o altre situazioni di invivibilità.

Facciamo spazio, non frontiere

Basta morti nel Mediterraneo

Sospensione del regolamento di Dublino

Apriamo percorsi di arrivo garantito

Libertà di movimento, libertà di scelta del paese in cui stare

#civediamolundici

#noborderstrain

Gli attivisti spiegano dal megafono le ragioni della protesta, denunciando come l'ennesima “emergenza immigrazione” mostri le immagini drammatiche di uomini e donne in fuga costretti a cercare di arrivare in Europa rischiando la vita alla merce delle speculazioni dei trafficanti. Per questo devono esserci immediatamente percorsi di arrivo autorizzati e sicuri in Europa ma su questo le istituzioni europee e quelle nazionali tacciono.

Le iniziative di oggi vogliono denunciare anche che "per i migranti una volta arrivati l'odissea non è finita: il dispositivo dell’accoglienza messo in campo dal governo garantisce ben poco e chi si muove per raggiungere altri Stati si scontra con le frontiere interne. Gran parte dei migranti che arrivano in Italia mirano ad andarsene per raggiungere altri paesi. Ma mentre nel Vecchio Continente merci e finanze circolano liberamente, i confini bloccano e dividono, selezionano le persone rivelando tutta la loro ipocrisia."

Per questo viene lanciato l'appello a sfidare i confini dell’Europa insieme ai migranti ed ai rifugiati ingabbiati in questo Paese, perché quello che sta avvenendo intorno alle frontiere che dividono l’Italia dalla Francia, la Svizzera e l’Austria ha bisogno di una risposta immediata. 

"Invitiamo tutti a raggiungere la Stazione Centrale di Milano, il prossimo sabato 21 giugno, alle ore 14.00, con carovane grandi e piccole, per poi partire in treno verso le frontiere europee, e violarle collettivamente, alla luce del sole, in tanti, rivendicando, insieme ai migranti, la nostra EUROPA senza confini."

L'iniziativa No Border Train del 21 giugno si collega alle iniziative che negli stessi giorni vedranno arrivare  a Bruxelles  la “Marcia dei rifugiati” in occasione del Consiglio europeo che discuterà di frontiere, pattugliamenti e nuove regole operative. a cui parteciperemo insieme a centinaia di migranti ed attivisti da tutta Europa. Poco dopo, l’11 luglio, a Torino, i leader dei paesi europei si ritroveranno a discutere invece di (dis)occupazione giovanile.

L'appello No Border Train si conclude dicendo: "Questa agenda ufficiale è anche l’occasione per i movimenti (tutti) di costruire insieme un’ agenda programmatica di lotte e conflitti, di battaglie e percorsi di condivisione, per continuare a tessere le fila di un movimento europeo di trasformazione.

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