Fonte: Repubblica.it 08.09.09

La marcia dei precari "Troppi tagli uccidono la scuola"

9 / 9 / 2009

Francesca Pandolfi, ha 39 anni, è precaria da 7 nonostante i corsi di specializzazione e le ore passate in classe con gli alunni. E ieri sera è stata costretta a lasciare a casa due figli, scendere in strada e montare la tenda, con decine di altri docenti precari davanti al ministero della Pubblica Istruzione, in viale Trastevere. La notte si passa lì. Continua e non si ferma la lotta degli insegnanti. «Devo manifestare, è un obbligo, un dovere – ammette – sia per salvare il posto di lavoro che in 4.500 rischiamo di perdere, sia per salvare la scuola pubblica. Non ci sono più risorse, ho sempre avuto classi con non meno di 25 studenti e non si possono fare accorpamenti, ne va della qualità dell´insegnamento».

Prima c´è stata l´occupazione dell´ex Provveditorato di via Pianciani e ieri in centinaia hanno sfilato da viale Manzoni a via Labicana fino al Colosseo e poi giù per viale Aventino e via Marmorata e si sono fermati, educati e civili senza provocare un intoppo lungo il percorso e senza dare troppo fastidio al traffico, davanti alla sede del ministero guidato da Mariastella Gelmini, in viale Trastevere. Una manifestazione pacifica. Un corteo dai cori intonati nell´altoparlante e con balli improvvisati in strada. "La lotta non ci fa paura, la lotta non ci fermerà: Gelmini stiamo ad arrivà", hanno urlato all´unisono i tanti precari della scuola. Ad aprire la protesta dietro lo striscione "Tagli alla scuola: una truffa per tutti", i volti dei trentenni e quarantenni che da anni aspettano di diventare docenti di ruolo. Nel corteo anche il senatore Pd Vincenzo Vita: «È una battaglia da sostenere e troveremo gli strumenti parlamentari per farlo. Una lotta doverosa. E´ stato un corteo tranquillo e civile nei confronti dell´inciviltà di un governo che non si degna neanche di rispondere».
«Il presidio davanti al ministero è permanente – annuncia Carlo Seravalli del Coordinamento precari scuola Roma – andremo avanti per giorni, settimane, mesi». Intanto ieri notte in camper e tende, con sacchi a pelo e lettini improvvisati hanno occupato i marciapiedi di viale Trastevere. E oggi alle 18.30 ancora assemblea per decidere le prossime forme di protesta. «Blocchiamo l´inizio dell´anno scolastico – incalza Dino Bruno, precario dal 2000 – solo così potremo restare uniti nella lotta». Già, perché molti non vedranno i contratti rinnovati, ma tanti altri avranno «solo la magra consolazione di un contratto di disponibilità – spiegano i precari – cioè faremo da tappabuchi nelle ore di laboratorio». Annunciano una grande manifestazione nazionale da organizzare per fine settembre, ma intanto partiranno nelle scuole le ronde dei precari per riuscire a coinvolgere nella protesta anche i docenti di ruolo.

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