Intervista a Argiris Panagoupolus

La situazione in Grecia nello scenario delle elezioni europee

28 / 2 / 2014

Argiris Panagoupolus di Syriza si trova in Italia per partecipare a serate di presentazione della Lista Tsipras. Ne abbiamo aprofittato per farci raccontare la situazione in Grecia nello scenario delle elezioni europee.

La prima domanda riguarda la situazione in Grecia. Siamo nel semestre greco e continuano le politiche di austerità, cosa sta succedendo nel paese?

Il semestre greco è ancora peggiore di quando non c'era il semestre greco. Da pochi giorni in Grecia non esistono più le agenzie sanitarie locali, come le chiamate voi. Da un mese hanno licenziato tutti i medici e adesso apriranno chissà quale servizio. Già tre milioni e mezzo di greci, su undici, non avevano nessuna copertura sanitaria. Ora le cose si sono complicate ancora di più. Ora è toccato alla sanità pubblica, domani sapremo, magari, che avremo altri tagli magari nell'istruzione, nello stato sociale. L'economia è a terra, le piccole e medie imprese continuano a chiudere una dopo l'altra. Insistono che il paese va bene, che i programmi di austerità vanno bene, che fra un po' avremo uno sviluppo meraviglioso, cosa che nessuno crede. Le cose sono molto complicate e difficili. E' veramente la gente arriva a livelli di sopportazione allucinante.

In questo contesto in Grecia, le elezioni europee saranno una sorte di sondaggio sullo stare o meno in Europa. Qual'è il dibattito?

Noi avremo contemporaneamente le elezioni europee e le elezioni amministrative, che saranno anche queste una prova di forza per il governo. Stiamo vedendo che nei sondaggi resistono molto le forze neo-naziste di Alba Dorata. Questa è una cosa che ci preoccupa moltissimo.

Per le elezioni europee i partiti della Troika hanno una grandissima paura perchè già da due, tre mesi Syriza è primo nei sondaggi. Noi speriamo di vincere le elezioni europee, di essere il primo partito. Ma soprattutto speriamo di costringere il governo, la Troika e la signora Merkel alle elezioni anticipate perchè vogliamo veramente cambiare il paese. Mandarli via ed assumere il governo del paese per andare in Europa, al Consglio Europeo per portare tutti i temi e i problemi che metteremo anche nella campagna elettorale europea. Vogliamo una cancellazione dei debiti, l'annullamento dei memorandum e di tutte le politiche di austerità, che sono state applicate, la cancellazione della politica assurda degli equilibri di bilancio, un nuovo piano di sviluppo che qualcuno ha chiamato Piano Marshall.

Dobbiamo cambiare l'Europa dal basso, per una nuova Europa democratica, solidale e di giustizia sociale. Per questo la nostra intenzione è di fare un fronte, per lottare,  per riscrivere tutti questi trattati che hanno trasformato l'Europa in un business, una grande fabbrica di trattati commerciali: un Europa solo dei mercati. Queste cose non vanno più. Hanno distrutto il tessuto sociale di tutti i paesi dell'Europa del Sud, le condizioni peggiorano di giorno in giorno, la classe media scompare in un paese dopo l'altro. Dobbiamo inventare le nostre società fuori da questa economia che ci ha portato al disatro.

Restiamo in Grecia. Dicevi che le elezioni europee saranno un termometro della situazione. Ma cosa si potrebbe fare se una forza come la vostra andasse al governo di fronte alla distruzione che si sta compiendo.

La nostra idea non è che se andiamo noi al governo risolveremo i problemi della Grecia, perchè è una stupidità credere che ci siano soluzioni nazionali.

Speriamo di andare al potere non per avere le poltrone, non abbiamo questa illusione. Vogliamo andare a governare per salvare la nostra gente ed anche la gente degli altri paesi.

La prima cosa che andremo a fare nel primo Consiglio Europeo, se ci sarà un primo ministro di Syriza, cioè praticamente Tsipras, sarà porre la questione del debito e di un piano di sviluppo. Nessuno può pagare questi debiti impagabili. Questo lo dobbiamo dire per la Grecia, per l'Italia, per la Spagna, per il Portogallo, per l'Irlanda. Poi vogliamo vedere che cosa faranno i primi ministri di questi paesi quando porremo tutte queste problematiche, che ammazzano i loro popoli. Vedremo se avranno il coraggio di seguire anche loro con noi questa politica o diranno che si deve continuare ad applicare l'austerità e tutte le politiche disgraziate che hanno distrutto il tessuto sociale di tutti questi paesi.

Di fronte a tutti questi tagli e alla descrizione della situazione in grecia, ci sono proteste, forme di resistenza

Dopo tutti questi anni la popolazione è stanca. Non vediamo le grandi manifestazioni come prima, ma questo non significa che la gente non è arrabbiata e non abbia voglia di combattere. C'è una fortissima resistenza dappertutto, specialmente nelle forme di solidarietà che nascono in tutti i quartieri, in tutte le città. Ma c'è anche una rabbia molto diffusa che non sappiamo mai come può esplodere. La gran parte della gente ha grandissimi problemi da risolvere, ma questo non significa che non capisce e non voglia un cambiamento. La cosa importante che dobbiamo dire, non solo in Grecia ma anche negli altri paesi, è che cercano di mettere la paura tra la gente, cercano di sottometterla con il discorso sulla paura del dopo. La cosa più importante è fermare queste politiche barbare.

Questa cosa penso che l'hanno capita in Grecia tantissime persone anche per questo noi andiamo bene nei sondaggi. Però i sondaggi non bastano, noi dobbiamo dare risposte sociale. Le diamo tutti i giorni sia con gli ambulatori medici e farmaceutici, che nascono praticamente come i funghi dopo la distruzione della sanità pubblica, sia con le forme di solidarietà nei quartieri per le persone con meno risorse, per le persone che hanno il pericolo di perdere le loro case, perchè non possono pagare i debiti. A tutti i livelli cerchiamo di dare una risposta alle esigenze dei cittadini . Abbiamo detto fin dall'inizio della crisi “non lasciamo nessuno solo”. Il peggio che si può fare è di lasciare le persone isolate, annientate da queste politiche.

Noi non vogliamo essere una sinistra di carità e filantropia, cioè fare solidarietà in questo senso, ma invece dare una risposta organizzata e politica, per cambiare le nostre vite. Questo è la nostra provocazione contro queste politiche e speriamo di riuscire a farcela.

Abbiamo un problema di alleanze. Abbiamo ancora un Partito comunista di Grecia che fa una tremenda guerra contro qualsiasi cosa di questo genere. Nei giorni scorsi una loro deputata ha detto, visto che abbiamo anche le elezioni amministrative, che se ad Atene nel secondo turno passasse il candidato di Syriza e il candidato di Alba Dorata, loro si asteranno. Questa è una cosa tremenda, detta da una persona di sinistra, democratica, che il neofascismo, il neo nazismo, la criminalità organizzata sia uguale ad un partito di sinistra. Abbiamo molto da fare ancora però penso che la risposta alla crisi greca in questo momento sarà una risposta positiva e avrà ripercussioni anche per il resto dell'Europa. Una vittoria nostra in Grecia non sarà una vittoria solo per i greci ma anche per gli italiani, spagnoli, portoghesi per tutti quelli che sono colpiti dalla crisi ma anche per i paesi del nord europa che hanno visto le loro condizioni economiche e sociali peggiorare di giorno in giorno.

Parlavi prima della necessità di riattraversare il discorso sull'Europa, contro il pericolo dell'anti-europeismo, per affrontare di petto la questione dell'Europa come spazio di riferimento. In questo contesto cosa sta muovendo la candidatura di Tsipras?

Sta muovendo, da quello che abbiamo visto non solo negli altri paesi ma anche in Italia, il meglio di queste società, che si trovano in Europa. Stiamo facendo un esperienza molto grande con la candidatura di Tsipras a presidente della Commissione europea. Abbiamo segnali molto positivi. Un caso particolare, dobbiamo dire, che è l'Italia perchè questo è un paese molto grande, il più grande paese dell'eurozona colpito dalla crisi. Qui si sono potute riunire tutte queste forze sociali, politiche, della sinistra, progressiste, attivisti dei movimenti, delle associazioni. Siamo contenti di dire che non è rimasto fuori nessuno, questo è stata una cosa importante che ha fatto vedere la maturità delle persone in Italia e la loro voglia di combattere le politiche che distruggono anche l'Italia. Ma la cosa più importante è che si vede una prospettiva, che c'è una proposta da fare di fronte  al pericolo di vedere avanzare in diversi paesi europei le destre xenofobe e razziste, neorazziste, tutto il peggio delle nostre società e dall'altra parte vedere che i conservatori insieme ai socialisti continuano a insistere sulle stesse politiche come in Germania con il governo delle larghe alleanze. Quello che avete vissuto anche in Italia, con un governo che ha preso il potere senza essere eletto dai cittadini. Siamo a livelli di democrazia inesistenti.

Noi vogliamo costruire l'Europa democratica, creare nuove istituzioni europee, dare peso ai parlamenti, particolarmente al parlamento europeo e avere istituzioni elette.

Vogliamo cambiare il ruolo della finanza in Europa, dell'economia in Europa. Creare un Europa politica. Questo significa che la Banca Centrale Europea deve smettere di essere al servizio dei banchieri, degli strozzini del mercato, degli speculatori delle borse.

La Bce deve essere il creditore di ultima istanza e fornire soldi freschi a bassi interessi agli stati. Quello che abbiamo vissuto finora deve finire.

Questa Europa è finita da tempo e dobbiamo crearne  una nuova.

Dobbiamo a maggio mandare il più possibile di deputati e eurodeputati di sinistra, progressisti che vogliono quest'altra Europa in parlamento.

Dobbiamo dare battaglia a Francoforte ma anche a Berlino per cambiare le politiche che applica la Merkel perchè non dobbiamo scordare che con queste politiche abbiamo 27 capi di governi che ogni tanto si incontrano per seguire le politiche che emana la signora Merkel. Questa europa tedesca deve finire.

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