Imbrattano le mura esterne del Senato in protesta contro i crimini climatici del Governo, Ultima Generazione va a processo

Processo in direttissima per Ultima Generazione dopo l'azione al Senato, prossima udienza il 12 maggio.

3 / 1 / 2023

Quello di ieri è stato un «gesto di disobbedienza civile», che si aggiunge ai tanti altri svolti in questi mesi, volto ad attirare l’attenzione sulla crisi climatica. Sono diverse le richieste degli attivisti, tra cui l’abbandono dei combustibili fossili. «Il Governo e la classe politica che lo sostiene li continuano a finanziare e incentivare, accelerando così il collasso eco-climatico e condannando i loro stessi concittadini a sofferenze e morte», spiega Ultima Generazione in una nota.

Delle cinque persone fermate ieri, tre sono state arrestate con l’accusa di danneggiamento aggravato. Il giudice ha convalidato gli arresti e ha rimesso i tre in libertà. L’udienza è rimandata al 12 maggio. Al momento nessuna misura cautelare, neanche l’obbligo di firma, a quanto dichiarato.

A seguito dell’azione di protesta, sono stati molti gli esponenti politici che hanno preso posizione, condannando in larga parte quanto accaduto. Non solo, il presidio in solidarietà convocato per questa mattina - in concomitanza al processo - è stato annullato. La polizia questa mattina ha atteso un'attivista di Ultima Generazione sotto l'albergo che doveva essere intervistata per la Rai. È stata prelevata e portata via.

Al Governo Ultima Generazione chiede lo stop alle trivellazioni di gas naturale e alla riattivazione delle centrali a carbone, l’attivazione immediata di 20GW di energie rinnovabili, fra eolico e solare, creando così nuovi posti di lavoro per chi opera nell’industria fossile.

In una nota Rise Up 4 Climate Justice dichiara «ci chiediamo se chi invoca delle pene esemplari per un imbrattamento con della vernice lavabile abbia anche il coraggio di denunciare i finanziamenti fossili, le garanzie assicurative, le facilitatazioni legislative di cui si sta macchiando questo Governo. La quasi totalità dei parlamentari di è detta indignata rispetto al gesto, ma la differenza è che la vernice si lava via, il cambiamento climatico no. Ancora una volta “lo stolto” indica i muri imbrattati del Senato, simbolo istituzionale che continua a fregarsene del collasso che ci troviamo davanti, ne sono un esempio il caldo torrido dell’ultima estate che continua imperterrito, l’alluvione di Ancona, le frane di Ischia giusto per citare qualche esempio».

E continua «ancora una volta si rende evidente quanto la classe politica tutta (e parte dell’opinione pubblica) abbia un problema con l’accettazione del dissenso e della protesta. Ancora una volta ci si concentra sulle modalità di azione e non sul merito della vicenda.

Di fronte alla crisi climatica in atto, continuiamo a rimanere il sesto Paese al mondo per finanziamenti fossili. Stiamo trasformando l'Italia nel hub europeo del gas, investendo pesantemente nella rigassificazione di gas liquefatto, finanziando progetti di estrazione nel Sud Globale. Riapriamo le centrali a carbone. Quando i responsabili della nostra rovina verranno processati? Quando si reputerà criminale questa condotta anziché il dissenso politico?».

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