“Il nostro diritto allo studio è appeso ad un filo”

Iniziative, in tutto il territorio regionale, dei Coordinamenti Studenti Medi del Nord Est

17 / 11 / 2020

Nella Giornata Internazionale dello Studente in diverse città del nord est si sono svolte iniziative e conferenze stampa in alcuni luoghi simbolo del mondo della formazione. Gli studenti e le studentesse hanno preso parola in merito alla situazione che le scuole stanno attraversando in questo periodo: didattica a distanza, didattica digitale integrata, diritto allo studio e diritto alla salute.

Era il 1939 e durante una manifestazione svoltasi a Praga in occasione dell’anniversario dell'indipendenza della Repubblica Cecoslovacca, uno studente, Jan Opletal, fu ucciso da un colpo d’arma da fuoco. Il suo corteo funebre, a cui parteciparono migliaia di giovani, prese la forma di una manifestazione anti-nazista ed in questa occasione 1200 studenti e studentesse furono arrestati e deportati in campi di concentramento e alcuni di loro furono giustiziati senza processo. E’ in memoria di quella manifestazione che la data del 17 novembre è diventata la Giornata Internazionale dello Studente (e della studentessa vorremmo aggiungere), una ricorrenza che rivendica il diritto allo studio ed il diritto ad esprimersi di tutti gli studenti e le studentesse del mondo. E’ proprio il mondo della scuola e della formazione che in questi mesi di pandemia sta subendo i cambiamenti più drastici, e come studenti e studentesse non vogliamo smettere di prendere parola, di esprimerci e di mobilitarci per rivendicare un modello di scuola degno di essere chiamato tale.

Dopo il primo lockdown che ci ha costretti in casa per mesi, senza la possibilità di uscire, di confrontarci con i nostri compagni e compagne di classe, privi di lezioni che promuovessero il confronto tra docenti e giovani, davanti ad uno schermo e spesso senza gli strumenti adeguati per poter seguire le lezioni al meglio, il governo e le istituzioni di questo paese hanno avuto diversi mesi per prendere le misure e per effettuare i giusti investimenti per garantirci un ritorno a scuola in presenza e in sicurezza.

Questi investimenti non sono stati fatti, la sanità pubblica di questo paese si ritrova nuovamente incapace di garantire un numero adeguato posti in terapia intensiva, materiali e dispositivi sanitari necessari per le cure a tutti e tutte. Allo stesso tempo non sono stati fatti investimenti per aumentare gli spazi a disposizione delle scuole, che avrebbero permesso di dividere il corpo scolastico in classi meno numerose e quindi più sicure. Non sono stati assunti docenti a sufficienza per coprire le lacune precedenti e generate da questa situazione. Non si è dato vita a reali misure di welfare per aiutare le famiglie in difficoltà. Non sono stati fatti investimenti che permettessero di aumentare le corse scolastiche per evitare assembramenti sui mezzi pubblici. Non sono stati assicurati tamponi di massa nelle scuole ne dei reali presidi sanitari fissi all’interno degli istituti. Ancora una volta, di fronte all’inadeguatezza di questo sistema, le prime persone che ne subiscono le conseguenze sono gli studenti e le studentesse e il mondo della scuola che si ritrova nuovamente a dover chiudere e svolgere le lezioni a distanza.

Nella giornata di oggi, abbiamo preso parola per ribadire ancora una volta che quello che sta venendo tolto a milioni di studenti e studentesse in questo paese è proprio il diritto allo studio, è la possibilità di crescere confrontandosi con i compagni e le compagne di classe con consapevolezza e senso critico.

A seguire le iniziative che si sono svolte nelle città di Mestre, Padova e Vicenza. 

MESTRE (Ve)

Oggi come Coordinamento Studenti Medi Venezia-Mestre siamo scesi in piazza sotto l'Ufficio Scolastico Regionale per rivendicare, nella giornata dello studente e della studentessa, il bisogno di soluzioni reali che ci garantiscano un reale diritto allo studio.

Abbiamo voluto rappresentare in maniera simbolica la situazione in cui si trova il nostro diritto allo studio: su un patibolo con il cappio al collo, dove le uniche cose che possono tenerlo in vita sonoi: educazione, che sia sociale, ambientale, sessuale e di genere; riqualificazione di spazi che vengano adibiti a scuola permettendo di risolvere il problema delle classi pollaio; assunzioni, che garantiscano la costituzione di un maggior numero di classi riducendo il numero di studenti e studentesse per aula evitando il problema della mancanza di docenti; aumento dei trasporti e cura, indirizzata sia al metodo di insegnamento che alla sanità fisica e mentale di studenti e studentesse in un periodo difficile come questo.

Questi elementi sono gli stessi che il Ministero dell'Istruzione ha tolto al mondo della scuola uno a uno, portando quest’ultimo sull’orlo del baratro. per questo come giovani della nostra città e di questo paese non smetteremo di prendere parola e rivendicare investimenti e un reale diritto allo studio.

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PADOVA

Oggi il Coordinamento Studenti Medi di Padova ha presidiato davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale per dare visibilità alle reali necessità del corpo studentesco e sottolineare come la Dad non garantisca il diritto allo studio a tutti e tutte.

Il presidio si è svolto come parte integrante di un percorso che da mesi vede la collaborazione ed il dialogo del Coordinamento con i/le docenti e i genitori di Priorità alla Scuola, comitato con cui la scorsa settimana hanno seguito le lezioni online nel cortile del Liceo Fusinato, per portare centrale il concetto di scuola in socialità e sicurezza.

Il Coordinamento Studenti Medi rilancia la stessa iniziativa al Liceo Curiel, venerdì 20 novembre.

Dopo aver speso questo lungo tempo a richiedere sacrifici a studenti e studentesse e ad additare loro la colpa dell’incremento dei contagi, ora né la sanità, né i trasporti, né la formazione sono in alcun modo garantiti dal governo.

Con l’ultimo dpcm gli studenti e le studentesse medie di tutta Italia sono nuovamente costretti/e alla didattica a distanza, proposta come unica soluzione per ovviare all’aumento dei contagi. 

Saremo disposti ad accettare la dad esclusivamente come misura emergenziale e solo nel momento in cui non ci saranno alternative, che in questo  momento sappiamo benissimo esserci: l'aumento esponenziale delle corse dei mezzi, l’utilizzo dei numerosi edifici inutilizzati in città, l'assunzione di nuovi/e docenti e personale scolastico e tamponi gratuiti per tutti e tutte.

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VICENZA

Oggi nella giornata internazionale dello studente e della studentessa il Coordinamento Studentesco di Vicenza è sceso in piazza per ribadire ancora una volta che la DAD non è scuola. Per quanto sia l’unica soluzione che viene proposta dovrebbe essere l'ultima modalità da adottare.  Ma si è preferita la strada più semplice. Si è preferito chiudere le scuole piuttosto che organizzarsi per fare in modo che, con qualche fatica in più, potessero restare aperte, garantendo una degna istruzione e la presenza in sicurezza.

Con la DaD vengono introdotte dinamiche classiste, viene tolto il diritto all'istruzione, alla socialità e al confronto a migliaia di studenti. La scuola dovrebbe essere un luogo privo di discriminazioni. 

Uno spazio di confronto in cui crescere per essere poi pronti a vivere nel mondo. Invece le lezioni stanno diventando sempre più puro nozionismo. È per questo che è stata ribadita anche la necessità di parlare dei grandi argomenti del presente come razzismo, ambiente, omofobia, prevenzione del danno. Per questo è stato fatto un invito a partecipare alla lezione alternativa venerdì 27 novembre in cui si andrà a parlare con il professor Balestra di prevenzione alle droghe e marginalità, per dimostrare ancora una volta che l’alternativa c’è è che gli studenti e le studentesse vogliono istruirsi per davvero! 

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“L’istruzione è un nostro diritto, e se voi non ce lo garantite allora lo faremo da soli/e!”

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