Parma, Stop pignoramenti, moratoria mutui per tutte/i

Il diritto alla casa viene molto prima delle pretese speculative delle banche e delle immobiliari

Presidio della Rete diritti in casa davanti all'Istituto Vendite Giudiziarie di Parma

28 / 10 / 2009

Gli attivisti e le attiviste della Rete diritti in casa oggi pomeriggio hanno denunciato, davanti all'Istituto Vendite Giudiziarie di Parma, un caso di pignoramento di un'immobile dato dall'insolvenza nei pagamenti delle rate del mutuo bancario.

Il caso della famiglia di Mohammed Safi è emblematico: racconta la difficile situazione di tante famiglie, sia italiane che migranti.

Mohammed è muratore, costruisce case per gli altri, ma rischia di non averne più una sua.

Negli anni precedenti ha cercato casa in affitto ed ha dovuto rinunciare, sia per i costi sia perché, troppo spesso, i grandi e piccoli proprietari immobiliari per pregiudizio non affittano alle famiglie di migranti.

L’unica possibilità che si è aperta davanti a Mohammed per avere un tetto sopra la testa è stata quella di accendere un mutuo ventennale, comprare un rudere a Mezzani Superiore, a pochi chilometri da Parma, e ristrutturarlo a sue spese. Con il sogno davanti agli occhi di diventare proprietario di una casa e di garantire ai propri figli una stabilità economica e una sicurezza abitativa che lui non ha mai potuto avere. Un sogno comune a tanti. Il sogno italiano!

Con il lavoro suo, della moglie e di amici che lo hanno aiutato, il rudere è diventato una casa di tutto rispetto, dove poter vivere decentemente con la sua famiglia.

Purtroppo però, la crisi del settore edile non gli ha garantito di poter continuare a lavorare come negli anni del boom e lui, pur essendo artigiano qualificato, non ha potuto garantirsi un reddito adeguato per sostenere la famiglia e continuare a pagare il mutuo.

Il sogno va in frantumi e la vita di questa famiglia viene stravolta dalle continue minacce di pignoramento dell'immobile, poi dalla richiesta formale dell'Ufficiale giudiziario di liberare la casa, e poi in ultimo dalla sua messa all'asta. La prima udienza, senza incanto, mercoledi 22 ottobre, andata a vuoto, e la seconda udienza, con incanto, oggi 28 ottobre, anch'essa senza risultati (iter tipico della maggiorparte delle vendite giudiziarie in cui i compratori fanno andare a vuoto le prime sedute, aspettando la caduta del 20 % della base d'asta dell'immobile per fare eventuali offerte successive più convenienti).

La casa che oggi viene messa all’asta ha però una particolare caratteristica che non può essere trascurata. E’ abitata da una famiglia che vuole restare unita e vivere nella casa conquistata con tanta fatica e spendendoci i risparmi di 22 anni di permanenza in Italia.

Come viene calcolato dalle banche tutto il portato di lavoro e fatica, ma anche di creatività e ingegno che questa donna e questo uomo hanno donato alle 4 mura che oggi gli vengono sottratte? Una casa ha solo il valore oggettivo del terreno, della location, del cemento e dei mattoni di cui è fatta? Oppure c'è una componente soggettiva di lavoro prodotto che viene omessa da questo calcolo? Nel caso di un alloggio pignorato tutta questa parte di "ricchezza" accumulata non viene restituita.

Non sarà facile, per chi volesse acquistare all’asta quell’alloggio, entrarne effettivamente in possesso.

Mohammed e la moglie rivendicano il diritto di restarci dentro, di poterla usare, magari con un piano di rientro economico adeguato alla loro attuale situazione.

Anche l’ABI ha recentemente riconosciuto lo stato di necessità di tante famiglie sottoposte alle vessazioni del mutuo e sospenderà a partire dal mese di gennaio 2010 il pagamento dei ratei per le famiglie in difficoltà.

Peccato che le procedure di messa all’asta e conseguenti sfratti per mancato pagamento ratei siano già effettivi per tantissime famiglie da anni!!

Vista la situazione di crisi economica drammatica che colpisce tanti lavoratori è necessario il blocco degli sfratti e l’estensione retroattiva della sospensione del pagamento delle rate di rimborso dei mutuo per le famiglie in difficoltà.

Nell’immediato non potremo che opporci alle procedure di sfratto sia ipotecario che per morosità per difendere un diritto, come quello ad avere un alloggio dignitoso, che viene molto prima delle pretese speculative di banche e palazzinari vari.

Se agli sfratti per morosità ci opponiamo con i picchetti, agli sfratti ipotecari ci opporremmo con il blocco delle aste: dalla prossima settimana ci divertiremo a raccontare ai possibili compratori chi sono Mohamed, chi è sua moglie, chi sono i loro bambini e quali sono i loro desideri.

Un avvertimento ai possibili compratori: non si fanno affari sulla vita di chi oggi ha deciso di non pagare la crisi!

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