Parma, giovedì 19 giugno - ore 20. Sala Riunioni via Bizzozero 19

I diritti si conquistano

Appello per la costruzione di un'assemblea cittadina in difesa dei diritti dei lavoratori

17 / 6 / 2014

Il settore della logistica, uno dei più usuranti a livello fisico, è anche uno dei meno tutelati a livello contrattuale. Malattie professionali e infortuni sul lavoro sono troppo ricorrenti, molto spesso causati da ritmi produttivi eccessivi e turni di lavoro estenuanti. Il CCNL di settore però prevede che i primi tre giorni di assenza dal lavoro non siano mai pagati, dal quarto in poi viene retribuita una parte ridotta: un'autentica beffa! Laddove sarebbero necessarie maggiori tutele si innesca un meccanismo di concorrenza a ribasso e a farne le spese sono i lavoratori, usati quando sono abbastanza sani da reggere certi ritmi di lavoro e abbandonati non appena si consumano. Perché un settore così usurante deve essere meno garantito di molti altri? I facchini sono persone di serie C?

Da alcuni anni però i lavoratori, insieme a sindacati di base e auto-organizzati come l'ADL Cobas, stanno lottando per vedersi riconosciuto il diritto ad una vita degna che passa anche attraverso maggiori tutele salariali. Grazie a forti ma legittime mobilitazioni in tanti magazzini sono state ottenute integrazioni che hanno permesso il rispetto del pieno salario, l'acquisizione dei buoni pasto, delle malattie e infortuni pagati al 100% fin dal primo giorno.

Anche in Taddei Training, cooperativa che lavora nel magazzino Number1 di Parma e che distribuisce alcuni dei grandi marchi dell'industria italiana, stiamo lottando per avere quei giusti e necessari adeguamenti contrattuali che già in tante altre città sono stati ottenuti. La coop, invece di venire incontro alle richieste dei suoi lavoratori, ha preferito muovere guerra a chi si stava impegnando in prima fila per il miglioramento delle condizioni di lavoro.

A seguito di un incidente sul lavoro, un RSA dell'ADL Cobas è stato sospeso e accusato ingiustamente di aver provocato l'incidente nel quale è rimasto ferito. Quale lavoratore metterebbe a repentaglio la propria vita? Quale facchino rischierebbe di procurarsi un danno fisico sapendo che il proprio corpo è il suo fondamentale strumento di lavoro? Cosa ne avrebbe potuto mai guadagnare se infortunio e malattia sono per contratto sottopagati?

Come se non bastasse, l'azienda ha deciso addirittura di licenziarlo!

Per questo il 6 giugno abbiamo proclamato uno sciopero all'interno del magazzino Number1, perché davanti a una provocazione del genere non potevamo rimanere fermi, bisognava ribadire con forza il principio che la vita e la salute dei lavoratori non sono in svendita.

La risposta della Taddei è stata gravissima. Davanti all'ingresso del magazzino abbiamo trovato uno schieramento di vigilantes che da alcuni giorni prima stazionavano là con l'intento di intimorire i facchini. Non appena ci siamo avvicinati alla strada questi sono intervenuti aggredendo i lavoratori e uno di loro è rimasto a terra ferito. È la prima volta che accade un episodio del genere in cui guardie private si sostituiscono illegittimamente alla forza pubblica col chiaro scopo di reprimere le proteste dei lavoratori. Si tratta di un fatto gravissimo e inaccettabile che viola qualsiasi principio di democrazia, un'azione violenta finalizzata a inibire qualsiasi rivendicazione dei lavoratori.

Invece di concedere quelle necessarie integrazioni salariali su malattia e infortunio, i soldi dei lavoratori vengono spesi per pagare dei picchiatori che minacciano e aggrediscono i lavoratori stessi!

Come se non bastasse, a partire dal giorno seguente molti dei ragazzi che avevano scioperato si sono trovati improvvisamente cambiati di mansione. Se scioperi ti puniamo: questa è l'idea che l'azienda vorrebbe far passare.

Infine a dieci di loro è stato comunicato anche il trasferimento presso altro magazzino: un'autentica rappresaglia!

Se questi episodi dovessero restare impuniti allora si affermerebbe il principio che l'infortunio è colpa del lavoratore e che lo sciopero non è più un diritto; questo colpirebbe non soli i facchini della Taddei, ma tutti i lavoratori. Crediamo quindi che sia giunto il momento di prendere parola pubblicamente su quanto sta accadendo nel magazzino Number1. Per questo lanciamo per giovedì 19 giugno alle ore 20.00, presso la Sala Riunioni in via Bizzozero 19 a Parma, un'assemblea cittadinain cui discutere dei gravi episodi in questione. Invitiamo quindi lavoratori e lavoratrici, cittadini, associazioni, partiti e solidali a partecipare; l'obiettivo è quello di costruire insieme dei momenti di protesta per affermare con forza chei diritti non si calpestano, che i lavoratori non si toccano, che la dignità si rispetta.

Associazione Diritti Lavoratori

Per info e adesioni: adlcobas.bologna@gmail.com - 3807887043

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