I comuni italiani ed il loro indebitamento - Il caso di Roma Capitale e il lavoro di audit dal basso

31 / 3 / 2017

Prosegue il mini-ciclo di articoli (leggi qui la presentazione) dedicato all’indebitamento dei comuni italiani, curato da Francesco Silvi (economista e collaboratore di Globalproject). Il primo degli approfondimenti è dedicato al caso di Roma-capitale.

Nella vulgata giornalistica il debito di Roma viene descritto come “monstre”, “fuori controllo”, le cifre riportate variano da commentatore a commentatore. Dal 2016 all’interno delle rete DecideRoma si è creato un gruppo di lavoro per costruire un audit sul Debito di Roma e sin dall’inizio ha cercato di affrontare la tematica dell’uso politico del tema del debito[1].

Uno dei primi risultati è stato di fare chiarezza sulla grandezza di questo debito. La confusione nelle cifre riportate dalla strampa nasce spesso sia dal mettere insieme debito finaziario (mutui, obbligazion ed ecc..) e debiti commerciali, sia dall’unione di questi con il “commissariamento” del debito avvenuto nel 2008. Ma andando con ordine: prima di tutto l’indebitamento di un ente pubblico si valuta sul suo debito finanziario. Nel 1998 il debito finanziario di Roma risultava già considerevole per una cifra di circa 6 miliardi di euro, e dopo 14 anni si attestava poco sopra i 7 miliardi di euro. Durante gli anni 2000 non si è registrato quindi un aumento notevole, più rilevante è la finanziarizzazione del debito e della sua composizione avvenuta durante la Giunta Veltroni. Nel 2003 è stato emesso, tramite la borsa di Lussemburgo, il bond della città di Roma, che verrà ristrutturato nel 2007, e nel periodo 2002-2007 sono stati stipulati 9 contratti per l’utilizzo di derivati finanziari.

La situazione viene rappresentata così grave che all’inizio del 2008, appena eletto Alemanno, il debito viene “commissariato”. Cioè la sua gestione passa a un commissario a nomina governativa che deve lavorare alla sua riduzione, mentre il debito ordinario del comune viene azzerrato. Decretato dal governo Berlusconi come regalo alla giunta Alemanno, che può indebitarsi per più di un miliardo di euro nel suo primo anno, il commissariamento del debito diventa negli anni successivi una trappola per la città. L’IRPEF è la più alta di Italia e viene previsto un Piano di rientro volto alle solite linee guida: valorizzazione e svendita del patrimonio pubblico, privatizzazione dei servizi pubblici.

Ma era, ed è, così drammatica la situazione? Un possibile confronto può essere fatto con Milano, rapportando i debiti totali alle popolazione residenti.

Debito Roma-Milano

Il debito per abitante della capitale, sommando sia il debito commissariato che quello ordinario, è più basso rispetto a Milano praticamente in tutto il periodo considerato, con un calo evidente dopo il 2009. Ma allora perché si continua ad insistere che è necessario il piano di rientro? Senza negare le difficoltà economiche di un comune esageratamente grande dal punto di vista territoriale e senza pianificazione, con diverse difficoltà dal lato delle entrate, su Roma esiste una retorica del debito volta a indirizzare verso una precisa politica economica dello spazio economico urbano, con l’obiettivo di gestirla centralmente. Dimenticando ogni volta di raccontare l’origine di tale debito, la reale consistenza e la sua gestione.

In campagna elettorale la Giunta Raggi aveva promesso di istituire un audit pubblico sul debito, ma incastrata da problemi interni alla giunta e incapace di fare scelte politiche ha presentato un bilancio di previsione 2017 in linea con le sole esigenze di risparmio pubblico e la promessa dell’audit è rimasta lettera morta. Così ciò che rimane davvero in campo è la pratica che si sta realizzando dal basso di analisi e di discussione del debito. Questa deve necessariamente agire in connessione con le lotte e con i temi dei movimenti sociali se non vuole rimanere puro esercizio di stile, consapevoli della necessità di radicare l’analisi contabile e finanziaria nei fatti politici e nei conflitti della città. 

[1] Qui sono sintetizzati alcuni risultati del Gruppo Debito di DecideRoma. Le affermazioni in questo paragrafo sono solo mia responsabilità.

*** Per sopravvivere si occupa di economia. Principalmente di bilanci pubblici, sia dello Stato che degli enti locali, che lo ha portato a confrontarsi anche con la statistica territoriale e la costruzione di indicatori statistici per le politiche pubbliche. Su questi temi ha collaborato con le amministrazioni pubbliche. Su twitter -> @frasilvi

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