I battenti in legno del Teatro Marinoni si chiudono. L'esperienza continua.

Comunicato di uscita degli occupanti del Teatro Marinoni

8 / 9 / 2011

 Ieri pomeriggio singoli cittadini, compagnie teatrali, artisti e associazioni del territorio hanno partecipato all'assemblea per raccogliere le prime idee sul futuro del Teatro Marinoni, unico teatro del Lido abbandonato da più di vent'anni. Dalla discussione sono emerse alcune questioni che interrogano l'amministrazione comunale, la Regione e le istituzioni teatrali e culturali della città.

1. Chiediamo al Sindaco Orsoni, che ha appoggiato le ragioni dell'occupazione, di preservare il carattere pubblico del Teatro Marinoni, svincolando lo spazio dal preliminare di vendita che il 31 dicembre 2011 lo consegnerà, insieme a tutta l'area dell'ex Ospedale al Mare, alla Società Est Capital.

2. Chiediamo garanzie ufficiali sulla destinazione d'uso del Teatro Marinoni. Non ci basta una generica indicazione sulla fruizione “aperta” alla cittadinanza. Vogliamo che venga rispettata e tutelata l'originaria destinazione a luogo teatrale e culturale.

3. Chiediamo che il Teatro Marinoni divenga bene comune, un modello di gestione costruito attraverso un processo partecipato di cittadinanza attiva.

Questa occupazione mette sotto accusa il sistema di potere che amministra la distruzione pianificata di tutto il territorio, dal Teatro Marinoni al Lido, alla laguna.

Chiediamo le dimissioni immediate del commissario straordinario Spaziante, responsabile dello spreco dei 37 milioni di fondi pubblici destinati al Palazzo del Cinema e piano di speculazione e cementificazione che riguarda tutto il Lido.

Chiediamo la sospensione del provvedimento di commissariamento del Lido che di fatto consegna nelle mani di una sola persona poteri illimitati sulla gestione di un territorio.

Chiediamo al Sindaco Orsoni, al Presidente della Regione Zaia, al Ministro dei Beni Culturali Galan un resoconto trasparente della gestione dei fondi pubblici. Che si pronuncino sul futuro del Palazzo del Cinema e sulla risoluzione del cratere d'amianto. Subito.

La loro “riqualificazione” equivale a corruzione, cemento, interessi privati, speculazione, cosche. Stanno distruggendo il volto e l'identità storica e culturale del Lido per costruire una Miami veneziana. Questi giorni di occupazione hanno mostrato cosa significa concretamente praticare la cultura come bene comune: uno spazio vuoto e deserto che ricomincia a respirare, attraverso un gesto radicale.

È questo il mondo in cui vogliamo vivere.

Teatro Marinoni Occupato

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