Fridays For Future - Piazze oceaniche per la giustizia climatica

Sull’onda delle battaglie portate avanti dall'attivista svedese sedicenne Greta Thunberg, in tutto il mondo oggi appuntamenti e manifestazioni per mettere in discussione l'attuale modello di sviluppo che è alla base del climate change. In Italia cortei da nord a sud della Penisola.

15 / 3 / 2019

«Everyone is welcome. Everyone is needed. Let’s change history. And let’s never stop for as long as it takes. We are unstoppable, another world is possible!». Con questo slogan milioni di giovani di tutto il mondo stanno scendendo in piazza per fermare i cambiamenti climatici.

Manifestazioni in quasi 110 Paesi, in oltre 5.000 città. Una giornata epocale per la giustizia climatica, che fa tremare chiunque in questi anni ha sistematicamente sabotato ogni iniziativa volta a mettere in discussione l'attuale modello di sviluppo che è alla base del climate change. Dai negazionisti "alla Trump" ai fautori del capitalismo sostenibile "alla Macron", l'intera governance mondiale si trova oggi inadeguata di fronte alla spinta che viene dal basso e che si rappresenta nelle piazze di tutto il globo.

Il capitalismo non è sostenibile, non lo è perché continua a rimanere ancorato a modelli energetici basati sul fossile, non lo è perché si regge sempre di più sulle grandi opere infrastrutturali che devastano l'ambiente, non lo è perché produce come non mai sviluppo diseguale. Per queste ragioni le piazze di oggi vanno interpretate come una grande sveglia globale da parte di chi pretende una trasformazione radicale e subitanea dell'esistente.

La campagna Fridays For Future sta portando alla luce una fetta di popolazione giovane che sente come propria la preoccupazione per il proprio futuro e per il pianeta. E sono proprio le giovani generazione le vere protagoniste di oggi.

Nell'ancora freddo Nord Est la prima città a partire con il corteo è Treviso: sono in quattro mila e tra le richieste «cambiare il sistema per non cambiare il clima, trasporto pubblico eco-compatibile, consumo del suolo pari a zero, basta al ciclo della carne e dell’agricoltura intensiva, alla cementificazione, alle grandi opere inutili, alla plastica nei mari».

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A Venezia più di 10 mila giovani hanno invaso il piazzale della stazione per poi attraversare la città che in Italia meglio rappresenta i rischi connessi agli effetti del cambiamento climatico: l'innalzamento del medio mare, l'esasperazione dei fenomeni intensi mettono a rischio la sopravvivenza dell'isola. «Abbiamo abitato questo pianeta per pochi anni, troppo pochi perché qualcuno possa rimproverarci o addossarci le colpe dell'inquinamento dell'aria, dell'acqua, della terra. Sono studenti e studentesse i responsabili delle deforestazioni, dell'estrazione di carbonfossili, delle trivellazioni? Sono bambini e bambine ad avvelenare le falde acquifere, a devastare il delta del Niger? La risposta è NO: pretendiamo che a pagare per la riconversione energetica siano i veri colpevoli. Vogliamo che multinazionali, compagnie miliardarie fermino la devastazione ambientale che i loro sistemi di produzione provoca. E mentre loro saranno impegnati su questo fronte a noi, che lottiamo e combattiamo per il qui e ora, spetterà la costruzione di un'alternativa, di un mondo realmente vivibile, sano, giusto» si sente a più riprese nei vari interventi.

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Oltre venti mila persone in corteo anche a Padova, dove il piazzale della stazione traboccava fin dalle 8.30 della mattina, quando l'assemblea dei Fridays For Future aveva lanciato la colazione con frutta e verdura recuperata dallo scarto della grande distribuzione organizzata. Alle 9.30 il piazzale della stazione non era più sufficiente a contenere la folla, il corteo si è avviato invadendo tutto il centro storico. La grande folla di giovani che chiede un cambiamento reale e radicale, sistemico e strutturale, si è riversata in Prato della Valle dando vita ad un'assemblea durata oltre due ore con interventi di rilancio del percorso di mobilitazioni e di approfondimenti. Molti i cori ed i cartelli che hanno unito le due istanze calde dell'attualità, climate change e migrazioni, il più divertente "più pinguini meno Salvini". Tutto il corteo ha espresso la netta coscienza che un futuro e un pianeta su cui vivere possono esistere se e solo se la lotta è comune tra istanze sociali ed ambientali.

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E ancora folle oceaniche a Vicenza dove più di 10000 persone in piazza per Fridays For Future. Un fiume in piena che ha attraversato la città indicando e sanzionando i luoghi responsabili del cambiamento climatico e del sistema delle grandi opere quali Eni, Benetton, Confindustria e Comune di Vicenza. 

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A Schio quasi tremila studenti in corteo nel giorno del climate strike al grido di «Cambiamo il sistema, non il clima».

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Parte per ultimo a nord est il corteo di Trento che ha dovuto tardare la sua partenza a causa dei grossi numeri che hanno comportato anche una ridefinizione del percorso della manifestazione. Migliaia di persone giovani e non - circa sette mila - hanno paralizzato la città per dire basta alla devastazione dei territori. Nel corteo ci sono cartelloni di ogni tipo da quelli in cui si parla di riscaldamento globale, alla distruzione delle foreste ma anche la necessità di preservare beni fondamentali come l'acqua per arrivare poi, provocatoriamente, a chi è arrivato al corteo vestito da Donald Trump oppure anche da dinosauro con la scritta “Voi siete ancora in tempo”. «Al fianco della generazione che vuole cambiare il pianeta e lottare contro il climate change al fianco dei lavoratori di Ricicla, insieme per la difesa del pianeta ai nostri posti ci troverete sempre» si sente con grande entusiasmo dal microfono.

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E ancora, spostandosi più a sud, a Napoli decine di migliaia di studenti e studentesse hanno dato vita ad una piazza moltitudinaria, coloratissima che rivendica a gran voce il proprio futuro. Cinquanta mila giovani che al grido «Stop Climate Change! Stop Biocidio e devastazione ambientale» hanno sequestrato simbolicamente l'assessorato all'ambiente della Regione Campania, denunciando la complicità di partiti e istituzioni nella devastazione del territorio regionale.

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Nel capoluogo campano le forze dell'ordine hanno messo in atto una vergognosa provocazione ai danni di quello che era un corteo determinato, pacifico e moltitudinario. Un corteo che a quanto pare ha intimorito il ministro Salvini che, in visita a Napoli, è dovuto entrare dal retro del palazzo della Prefettura protetto da un dispiegamento impressionante di forze dell'ordine in assetto antisommossa.

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A Roma circa cinquanta mila persone di tutte le età sono ora in presidio a Piazza Venezia. Dalla piazza un messaggio chiaro: il pianeta non è a servizio delle grandi multinazionali e dei potenti che lo inquinano! Gli abitanti e le abitanti della Terra si stanno ribellando contro un sistema produttivo che non tiene conto della ricchezza della biodiversità, che sfrutta e saccheggia i territori e privatizza le risorse naturali. Nella piazza viene rilanciata la grande marcia per il clima contro le grandi opere del prossimo 23 marzo.

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Risalendo per la penisola, anche nelle Marche in migliaia le studentesse e gli studenti di ogni ordine e grado che hanno manifestato nella giornata di sciopero per il clima. Cortei ad Ancona, Macerata, Senigallia e Pesaro. Iniziative in piazza a Fano, Senigallia, Fabriano, Urbino e Ascoli Piceno come anche in altre città e centri minori come Cupramontana, Santa Maria Nuova e Porto Sant'Elpidio, a conferma della capillarità della diffusione di una mobilitazione spontanea e autorganizzata. In strada anche gli attivisti di TrivelleZero Marche, della rete TerreInMoto e dei comitati ambientali in che si battono contro la raffineria Api. Manifestazioni nel pomeriggio sono previste a Jesi e San Benedetto del Tronto.

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Grossa partecipazione anche a Perugia, con circa dieci mila persone. Corteo partito da piazza Partigiani e diretto verso il centro storico. Era dai tempi dell’Onda che non si vedevano questi numeri in città.

A Milano, invece, almeno 100.000 studenti scendono in piazza per gridare a gran voce che bisogna fermarsi, che un altro mondo è possibile e deve al più presto divenire sostenibile. (foto Barbara Raimondi).

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A Torino una marea di giovani sin dalle prime ore del mattino ha riempito piazza Arbarello: dalle elementari al liceali e all'università, ma anche rappresentanze dei lavoratori e dei sindacati, docenti e bambini. Migliaia in piazza anche a Bari, Palermo, Catania, Firenze, Pisa, Genova, Cosenza.

Da tutti i cortei viene rilanciato il prossimo appuntamento: il 23 marzo a Roma, manifestazione nazionale per la giustizia climatica e contro le grandi opere

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