Francia - Vietata la manifestazione in solidarietà della resistenza palestinese a Parigi

La manifestazione prevista per sabato 19 luglio in solidarietà alla resistenza palestinese è stata vietata per "evitare il rischio di violenze e di alta tensione" in piazza. Mentre i marines israeliani attaccano e gli F16 polverizzano le case di Gaza sollevando una fitta nebbia grigia di cemento e carne umana, la parola "pace" si consuma bruciando anche in Europa

18 / 7 / 2014

 Gli organizzatori, un cartello di collettivi e associazioni solidali con la lotta palestinese in tutte le sue espressioni, hanno reagito annunciando un ricorso urgente  presso il tribunale amministrativo nella speranza di ottenere il permesso di manifestare da Barbès a Opéra, quindi a distanza di istituti di culto e altri potenziali obiettivi dichiarati da alcuni gruppi che partecipano alle manifestazioni a sostegno della lotta del popolo palestinese.

Nella conferenza stampa hanno dichiarato per voce dell'avvocato Hosni Maati che "Tenuto conto della situazione a Gaza, la collera è grande e vorrà esprimersi. Che la manifestazione sia autorizzata o meno, migliaia di giovani convergeranno su Barbès."

C'è una inquietante simultaneità tra il controllo militare delle vite palestinesi da parte dello Stato ebraico e lo sversamento dilagante del conflitto israelo-palestinese sulle rive europee del mediterraneo. La metafora carceraria utilizzata dall'antropologo Jeff Halper sul paradossale 'sblocco' militare del 2005 a Gaza riassume bene l'ineluttabile contemporaneità della guerra nelle nostre vite: "Anche in una prigione i detenuti hanno un sostanziale controllo del territorio ma non per questo sono liberi."  In modo tutt'altro che simbolico la prigione di Gaza si importa come conflitto sociale nei quartieri popolari cosiddetti 'sensibili', anch'essi militarmente controllati e  ben poco pacificati con i fantasmi del colonialismo, delle metropoli europee. Poi esplode anche nelle piazze come a Parigi. 

In Francia, il conflitto Israelo-palestinese ancora insolubile attraversa in Mediterraneo e dilania il tessuto sociale dalla seconda Intifada. Si è poi acutizzato dopo ogni operazione militare israeliana. Gli attacchi del 2006, 2008-2009, 2012, 2014 sulla Striscia di Gaza e il ciclo di violenze che si ripete tra coloni ebrei e palestinesi in Cisgiordania echeggiano nei cortili dei licei francesi, nelle cités,  nei corridoi della metropolitana, nella fila per entrare al cinema…..al parallelismo della narrazione delle origini  e alla difesa dei propri diritti si è sostituito l'atavico arcaismo della vendetta.

Ma non c'è fatalismo nell'uso strumentale di una legittima e giusta causa, quella palestinese, per produrre odio antisemita. 

A dirlo, scriverlo si corre il rischio di rientrare nel gioco di ruolo e replicare il copione. 

Specialmente dopo la guerra di comunicazione che ha anticipato l'incursione armata questa volta scatenata  anche dal rapimento e dall'uccisione dei tre studenti di una yeshiva, scuola religiosa ebraica, e dalla quasi immediata ritorsione omicida sul giovanissimo palestinese arso vivo da coetanei ultra-ortodossi.  Vendetta mediaticamente annunciata che per la prima volta ha costretto i rappresentanti del governo israeliano a parlare di "terrorismo ebraico" e al tempo stesso riconfigurare  l'informazione come se l'insediamento delle colonie nei territori occupati appartenesse ad una fenomenologia e non all'anomalia del diritto internazionale. 

In Francia, solo in questi ultimi tempi c'è stato l'assalto omicida di Merah ad una scuola ebraica, i militari francesi che divulgano messaggi e immagini dichiaratamente antisemite, i bambini assassinati a Tolosa. Poi c'è stata l'incursione armata che ha causato la morte di un gruppo di persone nel Museo ebraico di Bruxelles. Gli autori di queste morti in Europa sono dichiaratamente di confessione islamica e cittadini francesi.  Si denuncia l'antisemitismo ma preferibilmente se arriva  dall'estrema destra mentre tutti gli attacchi e gli attentati commessi in Francia in questi ultimi decenni sono stati commessi da militanti dell'islam o da gruppi armati medio-orientali.

Per sondare sociologicamente l'antisemitismo, basta andare nei quartieri delle aree urbanizzate che dilatano il territorio metropolitano e vedere come l'intolleranza prende corpo e si trasforma nella cruda materia dell'insulto, della minaccia, della stigmatizzazione nella migliore delle ipotesi già solo salendo su un mezzo pubblico.  Una tragica vicenda ha segnato per tutte sia la cronaca delle banlieues che la politica, quella di Ilan Halimi, un adolescente torturato  per giorni e notti in un garage dove è stato sequestrato da coetanei perché ebreo, e perché "l'ebreo è un nemico, ricco, che appoggia Israele".    

Mentre i nostri smartphone possono  segnalare le esplosioni della difesa antiaerea israeliana non ci sono più i messaggi telefonici dell'esercito israeliano di avviso dei bombardamenti per evacuare gli immobili. Per uccidere un militante di Hamas o di un gruppo del Jihad islamico si continua ad elimina la famiglia intera, di solito donne e bambini. Come in passato ma ancora di più.  

Ad un km a nord della banda di Gaza ci si accomoda in terrazza per l'aperitivo e invece del tramonto si guarda la guerra inflitta ai palestinesi a distanza di sicurezza. Si segue la traiettoria dei missili tirati verso Israele interrotta dal "Kipat Barzel", cupola di ferro, e si esulta con fierezza come allo stadio. Da quelle parti decine di missili a corto raggio difficilmente intercettabili arrivano da Gaza quotidianamente 15 secondi dopo l'allarme, da 15 anni, e le fermate degli autobus sono dei bunker. Ai confini israeliani di Gaza, Sderot è una città operaia dove si esce solo per andare a lavorare e a fare la spesa, molti dicono che vorrebbero andarsene ma non hanno i mezzi per farlo.

All'apatia della comunità internazionale risponde la piazza europea, ma quale piazza? 

Una piazza composta da drappelli più o meno esaltati o stanchi, incapace, in Francia, di fare i conti con le nuove leve delle organizzazioni legate all'islam radicale, con le strutture educative confessionali che soppiantano una scuola repubblicana e laica sempre più rigida e rigorosamente immune al cambiamento sociale e culturale della popolazione francese. Una scuola pubblica che ha paura di un foulard in classe ma anche di un velo portato oltre il perimetro scolastico. 

A Gaza, Hamas importa un intero arsenale di missili iraniani, costruisce rifugi sotterranei ad uso esclusivo dei propri responsabili, lascia fare la "resistenza" ai suoi abitanti e amministrati mentre gareggia con i gruppi del Jiihad per importare militanti europei dalle cités francesi.

Cosi finisce che il "processo di pace" dopo essere passato per estorsione di fatto si trasforma in innesco da far esplodere a distanza.

Video degli scontri tra militanti pro-israeliani armati di spranghe e bastoni e pro-palestinesi  in Place de la Bastille (13/7/14) qui

TRADUZIONE dei Comunicati e appelli alle manifestazioni del 13 e del 19 luglio a Parigi:

APPELLO A SOSTEGNO DELLA MOBILITAZIONE

SABATO 19 LUGLIO, MANIFESTAZIONE A PARIGI, M° BARBÈS ORE 15

Resistenza contro i crimini sionisti a contro la complicità dello Stato francese!

Domenica 13 luglio 30 mila persone sono scese in piazza in solidarietà alla resistenza palestinese e contro la complicità del governo francese con i criminali sionisti. Per contrastare la nostra mobilitazione popolare le lobbies sioniste hanno inventato un attacco contro una sinagoga e mobilitato le loro reti, dalla LDJ (Lega di Difesa Ebraica, ndt.) ai vertici dello Stato, passando per la CRIF (Consiglio di Rappresentanza delle Comunità Ebraiche Frances, ndt.) e per i media dominanti con lo scopo di denigrare la nostra lotta contro il colonialismo.

Vorrebbero vietarci di esprimere la nostra solidarietà all'eroica lotta del popolo palestinese, Vorrebbero vietarci di affermare con fierezza la nostra opposizione al sionismo. Noi rispondiamo: Resitenza! 

Di fronte ad un sistema razzista e islamofobo, ad una sinistra e ad una destra francesi che non si sono disfatti dei vecchi riflessi coloniali, mentre l'oppressione colpisce i nostri, arabi, musulmani, neri, abitanti dei quartieri popolari, un diritto e un dovere si impongono: opporsi ai responsabili del governo corrotti e ipocriti che sostengono Israele.

La lotta in corso a Gaza e in tutta la Palestina è la nostra: si tratta di sconfiggere un progetto coloniale che allea un'ideologia razzista ad una tecnologia omicida il cui solo scopo è quello di neutralizzarci. Incapaci di fermare i missili della resistenza palestinese, i sionisti massacrano le famiglie e bombardano ciecamente case, dispensari, moschee.

Questa battaglia non finirà fino a quando l'assedio di Gaza sarà mantenuto e fino a quando i sionisti imprigioneranno e tortureranno i nostri. Questa guerra sarà vinta solo se resteremo tutti uniti, per la nostra dignità… e per la liberazione della Palestina.

La lotta armata in Palestina continua qui grazie alla nostra mobilitazione, nelle piazze, ovunque intensificando la campagna di boicottaggio e per sanzionare lo Stato sionista. Assumiamoci questa responsabilità, organizziamoci in modo autonomo, riuniamo tutti quelli che sostengono sinceramente la nostra causa!

 Fermare l'aggressione contro Gaza

Solidarietà totale e incondizionata alla Resistenza palestinese in ogni sua forma

Libertà per i prigionieri palestinesi

Sostegno alla Campagna BDS - Boycott, Disinvestimento, Sanzioni contro lo Stato d'Israele.

Basta con la complicità dei governanti francesi ed europei

Union Générale des Etudiants de Palestine-GUPS Paris; Mouvement des Jeunes Palestiniens-PYM France; Associations de Palestiniens en Ile-de-France; Fatah France; Génération Palestine; PIR; Uni-T;  IJAN; Ameddias; La Courneuve-Palestine; Actions Terres du Monde; Abna Philistine; Comité Action Palestine; ISM-France; Europalestine; Collectif des musulmans de France; GAB; Campagne Abrogation des Lois Islamophobes (A.L.I);  Association des Marocains en France; Mouvement Echaâb (Tunisie); Ailes-femmes du Maroc; Al Massar; collectif BARAKA; AMDH-Paris/IDF; Ettakatol (FDTL); Américains contre la guerre (AAW); Sortir du Colonialisme; Respaix Conscience Musulmane; L'Action Antifasciste Aube Champagne-Ardenne; Bouge qui Bouge  (77); H2B (77); L'Association la Colombe et L'Olivier; Amatullah (Bagnolet); Ziri (Bagnolet); collectif HAMEB; ARAC NOISIEL; Cuba Si France; Le front populaire de Tunisie; Federation des Associations des Marocains en France; AFAPREDESA; Etudiants Musulmans de France; 

MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETÀ CON LA RESISTENZA PALESTINESE

AGGRESSIONE SIONISTA: VIVA LA RESISTENZA PALESTINESE!

Nelle ultime settimane Israele ha intensificato la repressione contro i Palestinesi con centinaia di arresti, demolento le abitazioni, bombardando e assassinando e con il crimine, dar fuoco al giovane martire Abu Khdeir. Da quel momento l'esercito israeliano ha raddoppiato i bombardamenti provocando la morte di numerose famiglia nella striscia di Gaza. 

Ovunque nella Palestina occupata, i Palestinesi di rivoltano e affrontano l'esercito e la polizia israeliana. Ancora una volta il popolo palestinese afferma la sua unità nella lotta contro l'occupante e gli interventi armati della resistenza palestinese fanno eco alla mobilitazione popolare.

Questo nuovo attacco arriva dopo decenni di progetti e politiche coloniali volti all'esproprio e all'espulsione dei Palestinesi dalla loro terra. Tutto è stato messo in campo per tentare di indebolire la resistenza palestinese. Distruggere i villaggi, commettere dei massacri, sradicare gli alberi, costruire muri, imporre blocchi e copri-fuoco. E centinaia di migliaia di Palestinesi hanno conosciuto le prigioni israeliane.

Invece, lo Stato e i coloni sionisti beneficiano di una impunità totale agli occhi della "comunità internazionale" che non perde comunque l'occasione per condannare le azioni della resistenza del popolo palestinese sotto occupazione. Di fronte a questa sconcertante complicità non possiamo restare indifferenti. Per questo motivo affermiamo la nostra totale solidarietà alla resistenza palestinese e ci impegniamo a mobilitarci nella campagne BDS - Boycott, Disinvestimento, Sanzioni.

Fermare l'aggressione contro Gaza

Solidarietà totale e incondizionata alla Resistenza palestinese in ogni sua forma

Libertà per i proigionieri palestinesi

Sostegno alla Campagna BDS - Boycott, Disinvestimento, Sanzioni contro lo Stato d'Israele.

Basta con il silenzio complice della "comunità internazionale"

MANIFESTAZIONE  SABATO 19 LUGLIO ALLE 15, M° Barbès

Union générale des étudiants de Palestine-GUPS Paris; Mouvement des Jeunes Palestiniens-PYM France; Association de palestiniens en Ile de France; Fatah France; Génération Palestine; Parti des Indigènes de la République; Campagne BDS France; CCIPPP; UJFP; Europalestine; Forum Palestine citoyenneté; Collectif HAMEB; Inter-collectif de solidarité avec les luttes des peuples du monde arabe (L'inter-Co); IJAN France; Uni-T; ATMF; NPA; Collectif des Musulmans de France; PEACE (Palestine Action Espoir Corbeil-Essonnes); Collectif Palestine Paris 8; Américains contre la guerre (AAW); La Colombe et L'Olivier; AMEDDIAS; La Courneuve-Palestine; Les AmiEs de Tarabut - LAT; AMF; Ailes-femmes du Maroc; ATF; FTCR; Groupe de travail Palestine de la CNT; Actions TERRES DU MONDE; Femmes plurielles; mouvement ENSEMBLE; Argentinos para la Victoria/Francia; Al Massar; AMDH-Paris/IDF; Front-populaire de Tunisie; Réseau Euro-Maghrébin Citoyenneté et Culture; Mouvement Echaâb (Tunisie); Espace farabi; IDEAL-92; Association Tunisie Culture et Solidarité;

http://www.gups-france.org

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