Fano (Pu) - Occupazione abitativa di Fano: buoni propositi e stato d'assedio

4 / 11 / 2013

Sabato 2 novembre si è svolto l'ennesimo presidio di solidarietà sotto la nuova occupazione abitativa a Fano, circa 40 persone si sono riunite per dare un sostegno attivo alla famiglia Vindice e a quanti oggi subiscono sfratti, pignoramenti, sgomberi coatti, taglio delle utenze. Parliamo di una famiglia con figlio ipovedente che ha ricevuto un ordinanza di sfratto esecutivo con scadenza 30 ottobre, che ad oggi sarebbe in mezzo ad una strada se non avesse scelto di occupare un alloggio ERAP e denunciare pubblicamente una situazione ormai insostenibile. 

Mario e Raffaella potevano gestire questa situazione individualmente: occupare di notte, lontano dai curiosi e dagli sguardi indiscreti delle telecamere. Invece hanno preso una decisione più radicale, più consapevole, più coraggiosa: hanno deciso di affrontare pubblicamente e politicamente il loro problema risolvendolo in maniera diretta e collettiva. Facciamo questo appunto perché ciò che ci preme sottolineare è la legittimità di un occupazione abitativa che risponde ad un diritto assolutamente esigibile, il diritto all’abitare.

Contiamo in tutto il paese centinaia di migliaia di sfratti e pignoramenti, nella totale assenza delle istituzioni intere famiglie vengono disgregate e, fra strutture di accoglienza messe in piedi alla buona da qualche volenteroso e le banchine di qualche stazione, vengono abbandonate agli effetti devastanti della crisi. La precarietà e la disoccupazione di massa sono ciò che produce le morosità incolpevoli o l’impossibilità di sostenere un canone mensile ed è assurdo che la classe dirigente non prenda in considerazione l’impoverimento materiale subito negli ultimi anni dalle fasce medio basse. 

Rispetto a ciò il silenzio delle istituzioni e della classe politica è assordante. Il silenzio poi diventa repressione quando pezzi importanti di popolazione scendono in strada rivendicando diritti e dignità. Lo abbiamo visto a Roma con le cariche e i lacrimogeni sui comitati di lotta per la casa il 31 ottobre, lo vediamo a Fano con l’assenteismo di chi dovrebbe trovare presto una soluzione e invece si nasconde dietro sofismi legalitari e burocratici. In sostanza, mentre in comune si decide sulle sorti della famiglia Vindice, gli stessi sono costretti a vivere senza le utenze minime in una sorta di “stato di assedio permanente” che nulla ha a che vedere con i “buoni propositi” sbandierati dall’ amministrazione sui quotidiani locali. 

Chiediamo quindi l’immediata regolarizzazione delle utenze dell’appartamento recentemente occupato dalla famiglia Vindice in attesa di una soluzione definitiva sull’intera vicenda. Pretendiamo un assunzione di responsabilità coerente da parte della classe politica di questo territorio, gli estenuanti tempi della burocrazia e le dinamiche di partito non ci riguardano, così come non ci riguardano eventuali interessi elettorali da salvaguardare. Non siamo più disposti ad essere incantati da promesse e dichiarazioni rassicuranti a mezzo stampa, vogliamo case non chiacchiere da bar. 

Restiamo complici e solidali con la famiglia Vindice, determinati ad estendere questa esperienza di lotta e resistenza quotidiana nel nostro territorio, contro il ricatto infame di speculatori e amministrazioni compiacenti.

Blocco immediato degli sfratti e dei pignoramenti!

Prendiamo casa! Occupare è giusto!

Csa Oltrefrontiera - Pesaro

Collettivo per l'Autogestione - Urbino

Collettivo Klan-destino - Fano

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