Fabriano - Il comunicato "negato" agli operai in lotta

All'assemblea "pubblica" dei sindacati confederali del 17 dicembre

17 / 12 / 2009

  Di seguito il comunicato che ci è stato impossibile leggere

L’assemblea di oggi rappresenta un momento di centrale importanza sia per la vertenza dell’Antonio Merloni, sia per la tremenda crisi che attraversa il territorio fabrianese, ma non solo.

A livello nazionale il 22 gennaio è stato firmato da Cisl, Uil e Ugl un accordo che se da un lato assicura la sopravvivenza burocratica del sindacato, dall’altro distrugge la contrattazione collettiva e depotenzia le lotte dei lavoratori. Siamo nelle mani di un governo che tra gli ennesimi attacchi ai lavoratori italiani, ha scippato i soldi del TFR dirottandoli sulla spesa corrente.

In questa fase, più che mai, invitiamo la Cgil a indire uno sciopero generale prolungato che colleghi le rivendicazioni sociali alla difesa dei diritti democratici, uno sciopero che tenga conto delle rivendicazioni che provengono dal basso e che si ponga obiettivi e risultati concreti per la ripresa di un paese socialmente disgregato che attraversa una profonda crisi socio-economica.

Molte sono state, questo autunno, in Italia le iniziative di protesta dei lavoratori, dall’INNSE di Milano, passando per Termini Imerese, fino ad arrivare ai tanti territori in lotta, comprese le proteste dell’ascolano e l’occupazione degli uffici dell’Antonio Merloni a Fabriano.

Questa iniziativa di lotta ha rappresentato un momento storico per la nostra città. Ma ci sono stati anche dei momenti difficili e degli aspetti negativi della vicenda che qui doverosamente vanno sottolineati: la Uilm non si è presentata durante i giorni dell’occupazione e la Fim pur avendo un delegato in occupazione non ha smentito le iniziali dichiarazioni che sostenevano che le lotte dei presidi andavano contro i lavoratori.

Quanto alla Fiom diversi dei suoi delegati, anche di altre aziende, hanno partecipato all’iniziativa di lotta, anche se i vertici provinciali e regionali non si sono presentati al presidio allestito sotto gli uffici e non hanno fatto dichiarazioni pubbliche di solidarietà.

Noi degli Effetti Collaterali non siamo contro il sindacato, ma crediamo che nel momento in cui ci sono lavoratori in lotta, che difendono con le unghie e con i denti il sacrosanto diritto a mantenere il posto di lavoro,  il sindacato debba stare dalla parte di chi protesta, senza esitazioni!

Lanciamo dunque oggi, da questa sede, un invito alla Fiom, i cui lavoratori hanno avuto parte attiva nelle mobilitazioni di questi mesi, a ricomporre la frattura con la sua base, affinché il sindacato mostri maggiore coraggio e determinazione nell’appoggiare le lotte e nell’ascoltare le istanze che vengono dal basso.

Gli operai, gli studenti, i precari, i disoccupati degli Effetti Collaterali

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