Climate Justice Now!

Fabriano - Con il cuore a Copenhagen

Striscioni del Csa Fabbri per la città marchigiana

11 / 12 / 2009

Lunedì 7 dicembre  è iniziato a Copenhagen il COP15, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che terminerà il prossimo 18 dicembre.

Ancora una volta come in passato il vertice tratterà di questioni climatiche, l'emissione di CO2; va detto che al giorno d'oggi paradossalmente non siamo più vicini alla riduzione delle emissioni di gas serra di quanto non  lo fossimo quando i negoziati internazionali iniziarono, 15 anni fa.

Molto probabilmente non verranno neanche presi impegni concreti a breve termine, visto che si parla del  2050 come impegno a lungo termine, per scongiurare un sicuro fallimentocome è stato per gli scorsi negoziati.

Nel vertice danese a differenza di quelli passati va considerato lo “sfondo globale”, che è d'importanza centrale,cioè la crisi economica mondiale, la questione ecologica  dovrà rapportarsi a tutto questo, poiché la  crisi mondiale è estremamente collegata alle questioni dell’ambiente, delle risorse e dell’energia. Il “capitalismo verde” non può, né deve, essere la soluzione, il nostro pianeta non è illimitato per questo è necessario investire in alternative sicure, certe e sostenibili, ma facendo molta attenzione che tutto questo non diventi la nuova fonte di speculazione,colorare di verde il sistema economico capitalistico, senza modificare le sue metodologie di speculazione e di funzionamento non ha senso poiché sono esse che hanno determinato la crisi mondiale.

Non abbiamo bisogno di un “green business” ma di certezze per miliardi di persone indigenti, senza acqua e abitazione e impossibilitate ad accedere alla sanità. E' necessario iniziare una mobilitazione mondiale sulla crisi climatica e sulle devastazioni ambientali poiché tali fenomeni rappresentano la crisi ad ogni suo livello: dalla finanza alle guerre passando per le migrazioni dei popoli. Queste tragedie sono il frutto del sistema capitalistico e proprio per questo motivo non ci interessano tatticismi politici né approcci ideologici che pretendono di avere una risposta per tutto.

Purtroppo non saremo presenti fisicamente in Danimarca, ma i nostri striscioni appesi per la città vogliono esprimere la nostra vicinanza a tutti gli uomini e le donne dei movimenti sociali, ambientalisti, delle comunità indigene, che da tutti i continenti saranno nelle strade di Copenhagen per ribadire che le risorse naturali dei nostri territori non sono una merce, ma dei beni comuni che dobbiamo difendere per garantire un futuro a noi e alle generazioni future.

Abbiamo il diritto e il dovere di decidere sul futuro della nostra terra. Parallelamente al vertice è in svolgimento il “Klima Forum” un spazio di discussione e analisi costituito dal basso,  perché l'unica inversione di rotta possibile è quella che i movimenti sociali stanno costituendo con lotte, giorno dopo giorno, con   le battaglie globali e locali in difesa del territorio, dei beni comuni creando così una via d’uscita dalle crisi in cui l’ambiente, la dignità umana, i beni comuni e tuttele nostre attività siano salvaguardate dalle politiche di chi, devastando i territori, ha provocato l’attuale disastrosa situazione.

Le battaglie per la difesa dell'ambiente e dei beni comuni passano attraverso le mobilitazioni delle comunità in lotta: dal comitato No Centrali Api, a quello di Chiaiano contro la discarica,passando per la rete No Tav fino alle rivendicazioni dei movimenti per la tutela e la difesa dell'acqua pubblica e tanti altri ancora.

A difesa dei beni comuni e della dignità umana!

Con il cuore a Copenhagen!

Centro Sociale Autogestito Fabbri - Fabriano

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ClimateJusticeNow - Le foto degli striscioni