Perché ogni silenzio è complice

Dossier Libia, tutti gli orrori dell'altra sponda del Mediterraneo

Un progetto di LasciateCIEntrare per urlare cosa accade ai migranti in un Paese che è "sicuro" solo per la politica europea

6 / 12 / 2018

Nessuno dica che non lo sapeva. Quanto accade nei lager libici è sotto gli occhi di coloro che vogliono vedere. Reportage giornalistici, testimonianze dirette, fotografie, allucinanti video girati qualche volta dalle vittime più spesso dagli stessi torturatori per ricattare i familiari dei seviziati o semplicemente per divertimento. Tutto questo è noto al mondo. Dite piuttosto che non ve ne frega niente o che non sono affari vostri, ma non dite mai che la Libia è un Paese sicuro o che i lager in cui rinchiudono i migranti sono centri di detenzione al pari di tanti altri.
E non dite nemmeno che l'Italia, l'Europa, noi stessi non abbiamo responsabilità di quanto accade in quel Paese. È con i nostri soldi, quelle della "cooperazione", che i torturatori sono pagati per torturare, è con le nostre motovedette che la guardia costiera riprende i barconi dei profughi in fuga, quando non li affonda direttamente per lasciarli morire nel Mediterraneo.

Abbiamo trasformato il fenomeno della migrazioni in un business e lo abbiamo appaltato alla criminalità organizzata. In cambio, ci è stata restituita quella paura sufficiente per giustificare una politica fascista, populista e xenofoba. Una politica fatta di emergenze urlate, di proclami vuoti, di notizie false. Una politica che ha come unico obiettivo la limitazione dei diritti civili, la criminalizzazione dei movimenti e l'instaurazione di un regime totalitario. In altre parole, una politica che ha come obiettivo la stessa democrazia.

In tutto questo processo, il silenzio è complice. E per questo abbiamo deciso di denunciare con tutta la voce che abbiamo quanto accade in Libia. Perché tollerare tali continue e sanguinose violazioni dei diritti più basilari dell'uomo significa rinunciare alla nostra stessa umanità. Significa accettare il fascismo e la violenza come qualcosa di inevitabile. Oggi in Libia domani in Italia e in Europa.

Dossier Libia è nato all'interno della campagna LasciateCIEntrare in collaborazione con Asgi e Progetto Melting Pot proprio per questo scopo. Raccogliere reportage e testimonianze di quanto accade ogni giorno su quella sponda del Mediterraneo. Reportage di giornalisti di tutti i media del mondo che hanno acconsentito a collaborare con noi. Testimonianze raccolte dai volontari della rete di operatori che lavorano quotidianamente con le vittime della tortura e che abbiamo scelto di pubblicare senza censure - e vi assicuro che per noi questa non è stata una scelta facile! - proprio perché nessuno possa dire, un giorno, "io non lo sapevo".

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