Guai a chi ci tocca!

Diritti e spazi pubblici a Roma: trattative o barricate ?

Utente: MissV
1 / 10 / 2009

Questa mattina un centinaio di precari, studenti, sanza casa e migranti, organizzati con i Blocchi precari metropolitani, hanno iniziato un presidio permanente nella struttura dell'ex Gil di piazzale Adriatico, a Montesacro, di proprietà della Regione Lazio, l'ennesimo spazio abbandonato alla speculazione.

Una nuova tappa del censimento dal basso di un immobile lasciato alla rendita che i movimenti vogliono  inserire nel tavolo cittadino sull'emergenza abitativa e sugli spazi  sociali.

Il comunicato che lancia il presidio permanente:

In questa città stanno accadendo cose molto gravi. La crisi economica amplifica l’emergenza casa e la precarietà del lavoro, mentre il potere politico soffia sulla paura legittimando le aggressioni omofobe e/o razziste, attaccando la libertà d’espressione e di movimento e negando spazi e diritti al mondo della della formazione e della cultura.

Dopo gli sgomberi, gli arresti e le pesanti accuse nei confronti del movimento di lotta per il diritto all’abitare, si sono avviati tavoli di discussione con prefettura, sindaco di Roma e gli assessorati competenti. Questo è avvenuto grazie alla capacità di resistenza dimostrata in questi giorni da uomini e donne degne che in tutta la città hanno manifestato in difesa del diritto alla casa. Nei tavoli si sta discutendo molto dell’accoglienza, in primis degli sgomberati del Regina Elena, ed il ritornello che ascoltiamo riguarda la mancanza di aree e manufatti adatti. Spesso si chiede ai privati di fare la loro parte in cambio di premi sostanziosi, senza mai indicare chiaramente cosa farà l’amministrazione comunale o regionale.

Noi crediamo che si è già edificaito molto, soprattutto nel municipio IV, [Montesacro-Bufalotta]: è arrivato il momento di mettere mano al costruito pubblico e privato.

L’area ex Gil non viene mai menzionata come luogo da utilizzare a fini pubblici, anzi viene destinata in un elenco di beni da alienare. Eppure è di proprietà regionale. Contrastare la rendita e la speculazione significa anche occupare spazi come questi e reclamarne il loro uso immediato per fini sociali. Le minacce di sgombero degli spazi autogestiti e abitativi hanno l’obiettivo di neutralizzare chi si organizza per affermare i propri diritti.

In questo scenario, nasce l’ultima dichiarazione di guerra all’Horus libertato di piazza Sempione, che in questi anni ha rappresentato uno spazio di lotta per i precari e le precarie di questa città.

Noi non abbiamo paura!

Non faremo un passo indietro, consapevoli di scontrarci con la grande proprietà immobiliare che controlla giornali e politica. Iniziamo da oggi un presidio permanente nell’area dell’ex Gil per ricordare agli amministratori regionali, al sindaco, al presidente del municipio, al prefetto, al questore, al ministro degli interni, alla magistratura, che le questioni sociali non possono essere trasformate in questioni di ordine pubblico. Sgomberi e militarizzazione della città non risolveranno i problemi della precarietà sociale e abitativa, ma alimenteranno nuove tensioni e conflitti nella città.

Tutto questo dentro una crisi senza precedenti.

Chiediamo che il tavolo in prefettura apra una nuova stagione di confronto con i movimenti e che i manganelli vengano rimessi al loro posto. Reclamiamo l’mmediato inserimento degli spazi inutilizzati dell’ex Gil nel novero delle aree pubbliche utilizzabili per affrontare le emergenze sociali e abitative.

Restituiamo L’ex Gil Alla Citta’sosteniamo La Raccolta Di Firme Per La Legge D’iniziativa Popolare Per Il Diritto All’abitare

Fermiamo La Rendita E Le Colate Di Cemento Estendiamo A Tutti I Precari I Benefici Del Reddito Minimo Regionale

SIAMO INSEPARABILI.

Difendiamo gli spazi sociali e quelli abitativi.

Tutt@ Liberi!

Blocchi Precari Metropolitani - Horus Liberato 2.0

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