Per lo Sciopero generale.

Difendiamo ed estendiamo l’Articolo 18

Diritti per tutti

24 / 4 / 2012

Gli scioperi spontanei, le manifestazioni, i blocchi stradali delle ultime settimane contro la riforma del mercato del lavoro, hanno dato un segnale forte e chiaro della volontà da parte di ampi settori sociali di riaprire una nuova stagione di lotte.

Questa insorgenza ha determinato una prima forte risposta sociale contro lo spietato incedere del Governo Monti, sostenuto dalla grande coalizione e dai media mainstream, nell’applicare le ricette di austerità che vogliono far pagare i costi della crisi strutturale in atto a lavoratori, precari, pensionati, migranti, a quel 99% della popolazione che si impoverisce a scapito dell’1%.

Sabato 14 aprile, insieme a molte realtà del mondo del lavoro e del non lavoro, del precariato e dell’autoorganizzazione sociale, abbiamo partecipato all’Assemblea di Bologna della FIOM in cui, a partire dalla comune battaglia per la difesa dell’articolo 18, si è cercato di configurare un percorso comune per il rilancio delle lotte sociali.

Lo smantellamento dell’articolo 18 di fatto generalizza la precarietà come condizione di vita per tutti e per questo diventa immediatamente una battaglia che supera le divisioni create ad arte tra garantiti e non garantiti oppure tra diverse generazioni. La difesa della democrazia e della dignità di tutti i lavoratori richiedono una mobilitazione permanente che punta non solo a difendere i diritti acquisiti ma soprattutto alla conquista di nuovi diritti in un percorso che non potrà in ogni caso concludersi con il voto parlamentare sulla riforma Fornero.

Vogliamo sostenere con forza alcune parole d’ordine alla base di una piattaforma sociale unitaria:
difesa ed estensione dell’art.18 a tutte le categorie di lavoratori, per rivendicare la democrazia nei luoghi di lavoro contro lo strapotere padronale e la mercificazione delle nostre vite;
riforma ed estensione degli ammortizzatori sociali per garantire la continuità del reddito e l’accesso ai servizi per tutti i cittadini, a prescindere dalla forma contrattuale con cui sono messi al lavoro. Se la gestione della forza lavoro al tempo della crisi porta il nome di precarietà, con 46 tipi diversi di contratto, le Partite IVA, il lavoro gratuito, la nostra risposta è lottare per la continuità del reddito come forma di rifiuto dei ricatti e riunificazione di tutti i lavoratori.

Per questo vogliamo rilanciare le proposte emerse dall’Assemblea del 14 aprile:
- organizziamo in ogni territorio assemblee territoriali aperte che costituiscano degli spazi comuni di soggetti differenti per dare impulso alle mobilitazioni attraverso la discussione e la partecipazione;
- rivendichiamo la necessità dello sciopero generale come percorso di lotta reale che parte “dal basso” e vive nelle lotte concrete nei luoghi di lavoro, nelle città, in tutti i territori;
- costruiamo un primo grande momento di visibilità nella giornata del 20 maggio, anniversario dello Statuto dei Lavoratori del 1970. Una giornata non solo per difendere lo Statuto e i diritti ma per allargarli a tutti. Una giornata capace di parlare a molti e di dire che la battaglia continuerà.

ADL COBAS

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