Difendiamo Django

Sabato 12 gennaio a Treviso (alle 16 in Piazza Santa Maria dei Battuti) mobilitazione in difesa del centro sociale Django

10 / 1 / 2019

Da poco più di un mese il centro sociale Django di Treviso è sotto attacco da parte dell’amministrazione leghista (perfettamente in linea del governo nazionale di Salvini), un attacco polito mal celato sotto un attacco amministrativo, fatto di sanzioni che sfiorano i 20000 euro, diffide e bugie sui quotidiani. Risulta chiaro quindi che al Comune di Treviso non stiano per niente bene le vere forme dal basso di rigenerazione urbana, di solidarietà, di progettualità sociali, di condivisione e di inclusione portati avanti dal centro sociale. A difesa di Django e dei progetti portati avanti anche con Open Piave viene lanciato l’appello per un presidio solidale, che pubblichiamo qui sotto, previsto sabato 12 gennaio alle 16.00 in piazza Santa Maria dei Battuti a Treviso.

Sabato 12 gennaio 2019 H.16 | mobilitazione cittadina in difesa dell’esperienza del CS Django | Piazza Santa Maria dei Battuti, Treviso (evento facebook)

La restaurazione

 

Nelle ultime settimane nella nostra città stiamo assistendo a un continuo attacco, da parte dell’amministrazione comunale, contro una delle più significative esperienze di autogestione e di rigenerazione urbana della città di Treviso.

L’attacco avviene non a caso nel momento in cui la neo giunta di Treviso inizia a muovere i primi passi per ripristinare lo Status quo precedente. Ce la ricordiamo? Servizi sociali inesistenti, razzismo sessismo e omofobia istituzionali, cementificazione selvaggia, zero spazio ai processi culturali, zero spazi.

Creare l’opposizione sociale al ritorno alla barbarie è una necessità che dobbiamo assumere in tanti. Perché quella barbarie significa più povertà, più sofferenza, più inquinamento, più malessere, più solitudine. Lanciamo quindi un presidio, il 12 gennaio, una chiamata collettiva per rispondere a chi ci vorrebbe zitti e docili. Noi siamo Django.

Django è una comunità aperta e che vuole essere il più inclusiva possibile. Una comunità che crede nella potenza della solidarietà e della cooperazione, e che costruisce ogni giorno percorsi di opposizione conflittuale a un modello che ci vorrebbe divisi e soli, vittime inermi dello sfruttamento a livelli differenziali, dello smantellamento della scuola, della devastazione del nostro territorio e dell'intolleranza.

A tutto questo in tanti stiamo cercando di costruire un modo diverso di stare insieme, di relazionarsi, di aiutarsi, di scambiarsi pratiche e pensieri.

Il problema per la Giunta non è di certo di natura burocratico – legalitario: ci fa ridere chi per anni ha perseguito i propri interessi, sacrificando il nostro territorio per rendiconto personale, smantellando il patrimonio pubblico della nostra città, rubando milioni di euro, e che ora si erge a paladino della giustizia.

Il problema per la Giunta è il fatto stesso che esista Django, uno spazio libero, una realtà che non saranno mai in grado di governare e sottomettere.

Per questo l'attacco della Giunta è un attacco politico a tutta la nostra comunità, a tutti quelli che non si arrendono alla barbarie, a un progetto politico che coinvolge tanti e diversi per età, provenienza, professione, genere e sensibilità: ci sono i contadini del Mercato Genuino Clandestino, ci sono i migranti dell’Opificio Talking Hands, ci sono le signore dello Spazio Bru (Baratto, riciclo e usato a sostegno del progetto Caminantes), i volontari del progetto Caminantes, gli aderenti al Gas e la Bottega di resistenza alimentare, le centinaia di persone che frequentano Django durante le rappresentazioni teatrali, i concerti, le presentazioni di libri, le performance poetiche. 

Django ha voluto poi condividere gli spazi dell’ex caserma con altri, singoli e associazioni, partendo dal presupposto che la contaminazione di idee è sempre positiva. E così è nata Open Piave, che formalmente ha partecipato a un bando di assegnazione e l’ha vinto. Formalmente (se la forma ha ancora valore per l’amministrazione). E anche sostanzialmente.

E sostanzialmente, insieme a tutte e tutti coloro che non accettano la restaurazione ma amano la libertà, scendiamo in piazza.”

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