Da Idomeni al Brennero: la marcia continua, l’umanità non si ferma

Anomalia Parma di ritorno dalla carovana solidale #OverTheFortress

1 / 4 / 2016

Il 18 marzo l’Unione Europea e la Turchia hanno deciso di fermare drasticamente il flusso dei migranti in viaggio verso l’Europa. L’intesa siglata da Ankara e Bruxelles si riduce all’unica opzione per i migranti di rimanere bloccati in Turchia.

L’accordo infatti stabilisce che chiunque raggiunga la Grecia in modo illegale, venga rispedito indietro. L’UE ha delegato alla Turchia, riconosciuta come “paese terzo sicuro” o come “paese di primo asilo”, la gestione del problema in cambio di 6 miliardi di euro, più la ripresa del negoziato per l’adesione all’UE, fermo da decenni a causa del conflitto che la vede coinvolta con la popolazione curda.

Uno stato la Turchia che non ha aderito alla Convenzione di Ginevra, un fatto che esclude iracheni, siriani e afgani dal riconoscimento dello status di rifugiato.

Molteplici critiche e preoccupazioni sono state espresse dall’Alto Commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite e diverse Ong, per il rispetto dei diritti umani dei rifugiati, hanno lasciato gli Hotspot in Grecia per non collaborare con un sistema ritenuto ingiusto. Amnesty International mette in crisi il concetto di Turchia come paese sicuro, evidenziando i rischi del rimandare i richiedenti asilo verso la Turchia. Medici Senza Frontiere ha deciso di chiudere le proprie attività di sostegno e supporto sull’isola di Lesbo. Decisione presa dopo l’accordo vergognoso tra UE e Turchia, comunicando di non voler essere complice di un sistema disumano, un sistema che non ha alcun riguardo per i bisogni umanitari e di protezione di richiedenti asilo e migranti.

Senza alcun tipo di dubbio, con lo stessa somma donata alla Turchia, la nostra UE avrebbe potuto intraprendere una strada diversa da quella che oggi viene imposta, predisponendo e strutturando modelli generali di accoglienza riguardanti tutti gli stati membri, costruire reali corridoi umanitari, creando un sistema di investimento sull’inserimento dei migranti.

Davanti ad un’Europa che dimentica i suoi valori, che rinnega ogni tutela fondamentale dei diritti umani, che stringe accordi sanguinosi unicamente per interessi economici, un’altra Europa è intervenuta.

E’ partita il 25 marzo da Ancona la marcia #overthefortress, diretta a Idomeni, confine greco-macedone. Centri sociali, associazioni, medici, esperti in materia legale, singole e singoli si sono riuniti per dare supporto materiale e solidarietà ai migranti che da tempo sono bloccati ai confini della fortezza Europa. L’obiettivo principale della marcia era e continua ad essere il rifiuto totale di un’Europa fatta di barriere e filo spinato; di un’Europa che, velandosi dietro la scusa della protezione dei cittadini europei, finge di non sentire le centinaia di migliaia di uomini e donne, in fuga da guerre e disperazione, bussare alle sue porte.

A pochi giorni dal ritorno, carichi di tante emozioni, è difficile poter esprimere ciò che i nostri occhi hanno visto. Ancora più difficile è stato ripartire, con l’arduo dovere di raccontare le voci che in questi pochi giorni abbiamo ascoltato.

Pensavamo di portare umanità in un luogo volutamente dimenticato, pensavamo fossero stati strappati i sorrisi da un viaggio che non vede una fine, da una libertà che viene bloccata da frontiere ed accordi. Pensavamo che, ad Idomeni, solo gli arcobaleni potessero oltrepassare indisturbati il confine.

La realtà è stata un’altra, ci sono momenti nella storia che verranno ricordati, non possiamo ancora capire e definire per esattezza ciò che accadrà, ma possiamo dire con sicurezza che il clima respirato a Idomeni ci rende forti, che la determinazione di quella gente non conosce né frontiere né confini. L’umanità e i sorrisi che ci hanno donato, la forza e la consapevolezza di una vita che deve e vuole essere vissuta, rende questa moltitudine di persone e di sogni molto più forti di ogni vile accordo.

Domenica 3 aprile andremo al confine italo-austriaco per riprendere la marcia. Un altro luogo rappresentativo del grande collasso dell’Ue. Per impedire che altri muri vengano innalzati, che altre porte vengano chiuse. Per ribadire che questo popolo in cammino, sta parlando all’umanità di tutte e tutti noi. Perché la loro marcia per la libertà, oggi, rende più liberi anche noi.

Con la chiusura della rotta balcanica, l’Italia torna ad essere un territorio privilegiato nel viaggio dei migranti verso il cuore dell’Europa, la principale porta d’accesso è il valico del Brennero che collega il Trentino all’Austria.

#overthefortress continuerà la sua marcia.

Saremo tanti, saremo determinati, l’umanità non si ferma.

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