La polizia irrompe nella casa cantoniera di Villa Cadè

Controlli e intimidazioni alle famiglie autoassegnatari della casa cantoniera di Villa Cadè

Comunicato del collettivo sotto tetto e dello sportello alla casa rispetto all'azione di controllo e intimidazione avvenuta ieri mattina a villa Cadè.

17 / 11 / 2009

La casa cantoniera di villa Cadè è stata occupata nel maggio del 2005 in maniera pubblica perchè alcune famiglie senza casa potessero viverci.  Prima di allora la casa era in stato di totale abbandono ormai da diversi anni ed è stata rimessa a posto proprio dai nuovi abitanti. Oggi, a distanza di più di quattro anni, vivono in quella casa due famiglie di cui una composta da una giovane madre con tre figli piccoli. Sempre oggi (ieri, ndr) sei agenti della polizia di stato si sono presentati alla casa , hanno aperto la porta di ingresso con la forza e, dopo aver intimidito gli abitanti , hanno portato in questura una persona e "sequestrato" i documenti di tutti .
All'arrivo degli attivisti del collettivo sottotetto gli agenti hanno più volte cambiato versione in merito alle motivazioni della loro presenza e dell'azione che stavano compiendo: prima hanno dichiarato di essere stati mandati ad eseguire lo sgombero dai nuovi proprietari della casa che hanno detto essere il corpo della polizia forestale, cosa poi rivelatasi falsa; in un secondo momento hanno dichiarato di essere intervenuti a causa di un presunto furto di corrente elettrica, altra cosa totalmente falsa. Come ultima spiegazione gli agenti hanno parlato di un semplice "controllo" su segnalazione di ignoti riguardo alla presenza di "clandestini" che non hanno comunque trovato.
Il clima di odio e di caccia alle streghe che si è creato anche nella nostra città è molto preoccupante: si chiudono locali pubblici, si blindano quartieri con operazioni militari e si sfondano porte di case per semplici segnalazioni riguardanti, ricordiamocelo, la semplice presenza di esseri umani. La sola supposizione della  presenza del "clandestino" basta  per provocare e giustificare operazioni di polizia e leggi d'emergenza che immediatamente, con l'aiuto di campagne mediatiche studiate appositamente, diventano spot pubblicitari su efficenza e sicurezza ad uso dei politici di turno e scuse per il varo di leggi vergognose come il recente pacchetto sicurrezza contro il quale manifesteremo, insieme a tanti altri, il 19 dicembre a Reggio Emilia.
Da questa storia nasce un'amara considerazione: qui tutti si adoperano per farsi difensori di non si sa quale sicurezza sgomberando, arrestando e deportando esseri umani ma nessuno pare preoccuparsi di garantire la SICUREZZA di avere una casa dove abitare e la possibilità di vivere in questa città nel rispetto dei diritti fondamentali. Le persone che stanno abitando la casa cantoniera di Cadè ne sono una dimostrazione: in quattro anni nessuno si è speso per risolvere la loro situazione di emergenza abitativa così come quella di tante altre famiglie che si trovano nella stessa situazione mentre gli interventi delle forze dell'ordine non si fanno mai aspettare.
I problemi sociali, constatiamo nuovamente, continuano ad essere affrontati come questioni di ordine pubblico, l'essere poveri è una colpa grave ed un vialibera per soprusi di ogni genere.
Ci chiediamo se ora che la crisi avanza e la disoccupazione inizia a dilagare queste siano le uniche "azioni concrete" che ci possiamo aspettare e ci chiediamo se il nostro futuro sarà fatto di sfratti, pignoramenti,sgomberi e migliaia di case vuote ad uso unicamente speculativo. Ci chiediamo se quello che ci aspetta sarà un futuro di baraccopoli e se poi non ci lasceranno neanche quelle perchè turbative del pubblico decoro.
Non siamo disposti ad accettare il futuro nero che altri hanno programmato per noi e crediamo che le azioni concrete che seriamente possano risolvere i problemi legati all'emergenza abitativa non prevedano l'uso delle forze di polizia ma la messa in campo di risorse sociali e, per una volta, di provvedimenti seri a scapito di rendite e speculazioni come il blocco immediato di tutti gli sfratti, la requisizione delle case sfitte dei grossi prorietari immobiliari e la garanzia di un reddito per tutti coloro che hanno perso e perderanno il lavoro.

collettivo sottotetto  - sportello per il diritto alla casa


Bookmark and Share

Casa cantoniera di villa cadè