Comunicati di Adl Cobas Padova e Verona in merito ai fatti di ieri davanti i cancelli dell' Mtn

Presa di posizione pubblica riguardo l' aggressione subita dai lavoratori e rilancio della lotta

31 / 3 / 2012

Comunicato Adl Cobas Padova

E’ importante riflettere attentamente su quello che è successo ieri davanti alla MTN di Padova, in quanto segna, per la prima volta a Padova e non solo, un tentativo di intervenire sulle vertenze sindacali con metodi mafiosi. Stiamo parlando di una delle tantissime vertenze sindacali che caratterizzano la giungla della logistica, dove non solo l’art. 18 è roba dell’altro mondo, ma dove il “diritto” sul lavoro viene applicato tutti i giorni in modo diverso in relazione ai rapporti di forza esistenti. Poiché questo tipo di settore risente di una costante flessibilità nella movimentazione dei volumi, si vuole piegare la forza lavoro impiegata all’unico diritto riconosciuto, che è quello delle merci di arrivare a destinazione nei tempi e nelle quantità richiesti dal cliente. La forma del socio lavoratore di cooperative risponde a questo principio: una forza lavoro che non oltre ad essere inquadrata nel contratto nazionale applicato, risponde prima di tutto alle regole che la cooperativa impone attraverso il regolamento interno. Non c’è possibilità di scelta in questo senso, il lavoratore non può scegliere se accettare o meno di diventare socio della cooperativa: o si accetta, oppure non si lavora. La forma cooperativa, come è ormai ampiamente accertato, si presta ampiamente a garantire la massima flessibilità della forza lavoro, ad aggirare la legislazione in materia fiscale e contributiva, a mettere in atto, tramite il cambio e scioglimento programmato di cooperative, vere e proprie truffe ai danni dei lavoratori sottraendo loro quote significative di salario. Per questi motivi riteniamo sia fondamentale arrivare a mettere in discussione e in modo radicale la forma giuridica del rapporto di lavoro che passa attraverso la cooperativa. E’ da tempo che lo stiamo dicendo, pensiamo che sia giunto il momento di mettere in moto un movimento di lotta radicale contro la forma cooperativa. Ma ciò che è successo ieri ci parla di qualcosa d’altro ancora: si tratta di una cooperativa organizzata e capeggiata da un gruppo di persone che hanno ritenuto necessario intervenire su una vertenza sindacale usando metodi mafiosi. Non era in corso un blocco dei cancelli, o dei camion, semplicemente un gruppo di lavoratori che hanno in piedi una vertenza sindacale con la cooperativa Borgato e con MTN a Verona, avevano richiesto semplicemente il riconoscimento di alcuni diritti minimi, quali l’anzianità di servizio ed il precedente livello di inquadramento, a fronte dell’ennesimo cambio di appalto. Per sostenere le loro rivendicazioni si erano recati davanti alla sede padovana di MTN per sensibilizzare i lavoratori della cooperativa sulla loro vertenza, e sono stati affrontati da una squadraccia composta dai titolari della cooperativa, da alcuni “padroncini” e , purtroppo anche da alcuni lavoratori, istigati a partecipare alla spedizione punitiva, molto probabilmente sotto minacce e ricatti pesanti. I Borgato & C. hanno ritenuto legittimo intervenire in una vertenza sindacale, con la violenza, con le minacce e con il terrore. Questo è il punto! Ed è un punto che non può essere accettato e che deve essere respinto in tutti i modi. In questo senso, ci stiamo preparando per dare una grande risposta di lotta a quanto è successo, coinvolgendo, prima di tutto i lavoratori della logistica, ma anche tutte le forze sindacali, sociali e politiche che ritengono inaccettabile quello che è successo. Per lunedì prossimo è convocata la riunione dei delegati di ADL-Cobas della logistica per fissare le iniziative di lotta da intraprendere, già la prossima settimana, che devono aver un primo, chiaro e netto obiettivo: COOPERATIVE COME BORGATO DEVONO SPARIRE DALLA CIRCOLAZIONE. NON CI POSSONO ESSERE FORME SOCIETARIE CHE GESTICONO IL LAVORO CON METODI MAFIOSI. Per questi motivi lanciamo un appello anche alle forze istituzionali ed, in primis, alle prefetture di Padova e Verona, perchè convochino quanto prima MTN per arrivare a fare chiarezza sul rapporto che c’è con questa cooperativa, sul conto della quale sarebbe opportuno fare i dovuti accertamenti e sulla necessità di fare piazza pulita di organizzazioni criminali che gestiscono il lavoro.

Per Adl-Cobas, G. Boetto

Comunicato Adl Cobas Verona

La gravità di quanto avvenuto ieri 30 marzo 2012 a lavoratori nostri iscritti, impone una riflessione e una presa di posizione . Lo stato di agitazione dei lavoratori applicati presso MTN di S.Bonifacio, nasce per il mancato riconoscimento di livelli retributivi e anzianità già acquisiti da parte del datore di lavoro Cooperativa Borgato Group , nonché per il mancato pagamento da parte del precedente datore di lavoro Steel Coop 2 di migliaia di euro, tra cui stipendi e TFR, senza che MTN, committente obbligato per legge in solido al pagamento, intervenisse, nonostante le ripetute richieste e gli impegni verbali. Mercoledì 28 marzo è quindi di partito lo sciopero, preavvisato il 26 marzo con una lettera di indizione dello stato di agitazione proclamato da tutti i lavoratori in assemblea. La sera stessa Borgato Group tentava di organizzare , senza successo, il crumiraggio all’interno de magazzino e poi decideva di dirottare la produzione al magazzino MTN di Padova. Ieri mattina una decina dei venti lavoratori in sciopero si muoveva alla volta di Padova per sensibilizzare e diffondere la protesta coinvolgendo il magazzino MTN che lì ha sede nel quale erano appunto state dirottate le merci che avrebbero dovuto transitare per lo stabilimento di San Bonifacio.; ad attenderli, però, hanno trovato, organizzati dai responsabili della stessa cooperativa che gestisce il magazzino di Verona, una trentina di persone con bastoni, spranghe, coltelli. I lavoratori sono stati aggrediti fisicamente insieme a Marco Zanotto, rappresentante dell’ADL Cobas di Padova, che ha riportato la perforazione del timpano di un orecchio, e tutti i lavoratori hanno subito lesioni. A S. Bonifacio nel frattempo, i lavoratori rimasti a bloccare il magazzino, pur avendo ricevuto al solidarietà di una cinquantina di altri lavoratori iscritti ad ADL Cobas, nella serata venivano obbligati a sgomberare dalle Forze dell’Ordine, che eseguivano un provvedimento istituzionale. E questo alla presenza del responsabile di Borgato che aveva, secondo i lavoratori, organizzato il pestaggio. La gravità dei fatti si commenta da sé. Da un lato il sistema delle cooperative, che non è l’Eden dei diritti, come qualcuno pensa, ma la massimizzazione dello sfruttamento sui luoghi di lavoro, è libero di agire al punto di eliminare con la violenza chi vi si oppone. Dall’altro Istituzioni senza sensibilità e senso della misura, che, di fronte a fatti di tale gravità, adottano provvedimenti che disarmano chi si difende da un sistema di sfruttamento e rivendica legittimamente dignità reddito e diritti. Per questo, i delegati di Verona di ADL Cobas hanno deciso oggi di dare un segnale attraverso una pubblica manifestazione, che avverrà IL 14 APRILE prossimo e che si chiamerà” MARCIA DELLA DIGNITÀ”- Lavoratori di cooperative, precari, sfrattati, tutti coloro che sono vittime della crisi e di sistemi di sfruttamento e di indebitamento, marceranno da S. Bonifacio a Verona, per reclamare dignità, reddito, diritti. Per tutti. 

ADL Cobas Verona


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