Fonte: Il Manifesto 14.01.2011

Complici di chi non si piega!

Lettera aperta dalla Sapienza agli operai della Fiat

15 / 1 / 2011

Car* opera*, siamo parte degli studenti e studentesse che si stanno mobilitando da mesi, anzi da anni, contro la sistematica erosione di diritti e contro le politiche che cercano di smantellare il sistema di formazione pubblica nel nostro paese. Non viviamo la realtà del lavoro in fabbrica ma conosciamo il lavoro in nero e sottopagato dei ristoranti e dei callcenter; il ricatto dei contratti a tempo, a chiamata, a progetto, degli stage gratuiti, l'angoscia della disoccupazione. La nostra generazione non sa cosa vuol dire avere un lavoro stabile e una continuità di reddito, ma conosce l'orizzonte infinito della precarietà.

La condizione entro cui siamo costretti a vivere oggi parla di un presente totalmente precario, senza garanzie e tutele, e un futuro che ci appare tetro e privo di prospettive; tuttavia non vogliamo arrenderci a questo stato di cose e stiamo imparando che si può uscire da questo ricatto: lo vediamo nelle lotte e nei tumulti che percorrono e percuotono ormai tutta l'Europa e il Mediterraneo. Crediamo di vivere, nella diversità dei casi, la vostra medesima condizione di ricattati e sfruttati, siamo convinti perciò che dobbiamo condividere il desiderio di ribaltare il piano, la volontà di darsi una mano, lo sforzo di immaginare un'alternativa.

La riforma Gelmini e il diktat di Marchionne, calpestando la nostra dignità e comprimendo i diritti, hanno in fondo la stessa aspirazione: ridurre il lavoro, come il sapere, a merce senza qualità, i lavoratori e gli studenti a macchine senza soggettività, utili e spendibili a proprio piacimento. Vi scriviamo questa lettera per comunicarvi la nostra vicinanza e solidarietà, perchè sappiamo che per voi è un momento molto delicato, perchè tramite un ricatto vergognoso vi si impone una scelta tra lavoro e diritti, tra lavoro e salute, tra lavoro e dignità.

Quando un infame accordo, come quello che vi sottopongono, mette in gioco la dignità, i diritti, la democrazia, la mette in gioco per tutti quanti, ed è per questo che venerdì 28 gennaio saremo in piazza al fianco di chi non ci sta a sottomettersi a questo sporco gioco. Vi scriviamo questa lettera per darvi la nostra disponibilità a lottare insieme per un lavoro dignitoso, per dei diritti inalienabili, per progettare un paese più giusto e conquistare un futuro migliore

Quando le difficoltà, i problemi, i ricatti si accumulano è il momento di metterli in comune per poterli affrontare; è il momento di scegliere di lottare per poter vivere dignitosamente.
Vi scriviamo questa lettera per dichiararci complici di chi non abbasserà la testa.

Student* e precar* della Sapienza in mobilitazione.

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