Ciao Paola

Oggi, a Roma, se n’è andata silenziosamente, con leggerezza Paola Meo. Una donna forte.

17 / 7 / 2014

Oggi, a Roma, se n’è andata silenziosamente, con leggerezza Paola Meo.

Era malata da tempo. Ma se la incontravi non lo dava a vedere, non si lamentava, parlava con distacco del suo male; ci ha convissuto caparbiamente, combattendolo con tutta la forza che riusciva a estrarre dal desiderio di essere, sempre, partecipe al divenire delle lotte.

Gran donna Paola, indomita, generosa e positiva in tutte le circostanze di una vita tumultuosa, attraversata di corsa, fin dagli esordi nel Veneto, di quello che sarebbe divenuta l’esperienza politica ed organizzativa di Potere Operaio, germinata attorno al tavolo della sua cucina, sempre aperta, spesso già svuotata. Un’ospitalità, la sua, tutta veneziana, senza fronzoli e libera.

Una vita militante a tutto tondo la sua, prima attraverso le lotte operaie del Veneto, da Venezia a P.to Marghera, a Padova; poi a Milano dentro l’esperienza delle Assemblee Operaie Autonome, a capofitto, come insegnate di lettere, nella valorizzazione delle mitiche 150 ore di diritto allo studio, sperimentate all’Alfa Romeo di Milano in concorso con quella che è stata la FIM di Giorgio Tiboni.

Nell’aprile del 1979 è stata trascinata, con 2 figli ancora piccoli, Anna e Francesco, dentro il gorgo calogeriano della caccia alle streghe contro Toni Negri, suo marito e compagno di vita vissuta, e l‘improbabile gotha del terrorismo italiano ed europeo. Paola era sempre presente in ognidove, su e giù per la penisola, dentro e fuori le carceri speciali, a tutte le udienze nelle aule bunker, trasformate in tribunali.

Un periodo terribile per tutti, compagni, compagne, mogli e figli, fratelli e amici, vissuto con grande dignità, aldilà delle contingenti difficoltà personali.

Poi la rinascita collettiva e di Paola, aria nuova, grande protagonismo, dall’occupazione dei Centri Sociali, dal Leoncavallo in avanti, passando per il bagno collettivo nell’umidità del Chiapas per sentire e tastare live, quello che aveva da dire di concreto il Subcomandante Marcos; fino all’altro ieri, quando passava, per scambiare le opinioni, per cercare un confronto, dalle parti della CasaLoca, del Cantiere, del Lambretta.

Grande, Paola.

Noi ti abbiamo conosciuto cosi, come una donna tenace, potente, curiosa, gentile e generosa. E cosi a noi piace ricordarti.

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