Castelgomberto (VI)- Tanti corpi, una sola voce: blocchiamo le grandi opere

Presidio contro l'inaugurazione di un nuovo cantiere della SPV.

4 / 12 / 2014

Questa mattina circa 150 persone dei comitati territoriali locali e veneti, si sono ritrovati a Castelgomberto (VI), nei pressi del cantiere delle gallerie di S.Urbano della Superstrada Pedemontana Veneta (a pagamento), per ribadire quanto vanno sostenendo da anni, ossia che questo modello di sviluppo, basato su cementificazione e corruzione, deruba il nostro presente e la possibilità di chi verrà dopo di noi di una vita degna.

Abbiamo aspettato l’arrivo di Zaia e dei boiardi regionali Vernizzi e Fasiol, nonchè delle autorità locali, per dirgli in faccia che se ne devono andare a casa, per i danni che hanno provocato al nostro territorio e per il degrado ambientale ed economico che hanno facilitato e incentivato.

Zaia non si è presentato, non ne ha avuto il coraggio. Sa che ogni volta che verrà dalle nostre parti, lo aspetteremo. Sa che o viene di nascosto (come fece a suo tempo all’inaugurazione dell’inesistente ponte sull’Astico) o ci troverà lì a ricordargli la vergogna di avere governato per venti anni con la banda reo confessa Galan, Chisso &CO.

Ma questa è solo una parte del messaggio che vogliamo mandare. Oggi infatti è stata la prima mobilitazione a livello regionale dopo l'approvazione del decreto Sblocca Italia, che ha dato il via solo in Veneto a 12 nuove grandi opere, tutte calate dall'alto, ignorando quindi qualsiasi autonomia dei territori ed ogni minimo concetto di democrazia. La presenza di così tanti comitati, dall’Alto Vicentino a Venezia a Trento, ci ha rinforzati nell’idea che ogni singola realtà che lotta localmente è parte di un sistema più grande, e che si è creata di fatto una piattaforma allargata che si opporrà a tutte le grandi opere in partenza.

Quello che abbiamo ascoltato negli interventi di oggi ci dice anche che le lotte ambientali non sono disgiunte da quelle sociali e di classe. La precarizzazione della vita di ognuno di noi è evidente sia in termini economici che ambientali. Ogni ammalato per inquinamento della falda o per l’amianto o per diossine da incenerimento o per discariche abusive o per qualsiasi altro fattore esogeno, diviene precario nella sua esistenza in modo analogo ai giovani (ma non solo) lavoratori a contratto o ai cinquantenni (ma non solo) che perdono il posto di lavoro e non possono rientrare nel mercato perchè troppo vecchi.

A fronte di una situazione di degrado del paese intero, la proposta dei boiardi regionali e statali è: cemento e grandi opere, grandi opere e cemento. Rispondono al fallimento con le stesse misure che ci hanno portati al fallimento. Ecco perchè è stato importante esserci oggi e perchè ci saremo ancora in futuro.

Rete Comitati Alto Vicentino

Comitati Difesa Salute e Territorio Valle Agno Alto Vicentino

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Commento Lanfranco Tarabini, Comitato No Pedemontana