Casa Diritti Dignità: basta ipocrisie e rappresaglie repressive sulla giornata del 20 maggio, i violenti siete voi

Madiba Street Parade Sabato 23 Maggio ore 16 @Stazione Fs... Madiba Madiba! Equal Rights and Justice we defende!

22 / 5 / 2015

Dalla stampa locale apprendiamo che continua la rappresaglia e il tentativo maldestro di trasformare le lotte sociali e per il diritto all'abitare in questioni di ordine pubblico.

Facciamo un passo indietro. Mercoledì 20 maggio siamo partiti in corteo spontaneo da via Dario Campana, dove per tutto il pomeriggio - in uno scenario surreale che ha trasformato la via in un check point a cielo aperto - si era svolto un presidio di solidarietà permanente.

Il corteo si è diretto poi in Piazza Cavour dove ha sede il Comune.

Se all'ingresso del Municipio avessimo trovato il Sindaco e gli assessori della Giunta Comunale pronti per un incontro, non ci sarebbe stata nessuna tensione.

Gli attivisti, gli sfrattati, gli homeless volevano consegnare simbolicamente un materasso al Sindaco Gnassi, perché quello che omette sempre di ricordare è che nella sua RIMINING le persone soffrono e la povertà aumenta.

Dopo la tensione accumulata in una lunga e surreale giornata era normale che la rabbia degna si esprimesse dopo che il Sindaco si è rifiutato di incontrare gli sgomberati dai due spazi.

Nessuno però pone l'accento sulla violenza che questi ultimi hanno subito per tutta la giornata, in considerazione del fatto che il Sindaco ha deciso per il sequestro di Casa Madiba Network (come Ponzio Pilato se ne è lavato le mani) senza mai avere aperto un vero tavolo di trattativa con gli homeless e gli attivisti e senza mai averli ricevuti.

Così è tutta del Sindaco la responsabilità della violenza agita mercoledì 20 maggio contro l'esperienza di Casa Madiba Network, Sindaco che ha dato mandato a Fabio Mazzotti (dirigente PM) per la richiesta di sequestro preventivo dell'immobile dell'ex caserma dei vigili del fuoco - di proprietà del Comune - alla Procura della Repubblica.

E' in questo contesto che durante le cariche sono stati lanciati pomodori e cartoni di uova (non bottiglie di vetro) che avevano l'obiettivo di colpire il portone del Municipio, il portone chiuso della vergogna.

La comunità politica di Casa Madiba Network ha sempre attuato pratiche conflittuali affermative e ricompositive nelle quali tanti e tante possano riconoscersi. La Questura questo lo sa e lo sa bene.

Non si tratta solo di consenso ma della necessità di far crescere una consapevolezza fra chi subisce gli effetti della crisi economica e delle politiche di austerità che per conquistare nuovi diritti è necessario mettersi in gioco fino in fondo, creare nuovi immaginari e pratiche di lotta.

La conferma arriva anche dalla piazza del 20 maggio, nessuna forza politica e/o associativa presente si è dissociata dalle pratiche messe in campo quel giorno. Anzi tutti hanno condannato le cariche a freddo e l'evidente tentativo di provocazione dei reparti schierati.

La pace e l'ordine pubblico (come lo chiamano) non si fa con la guerra ai poveri, con le cariche dei reparti, con gli sgomberi violenti come quello di Villa Flo ed Eva (dove la celere è entrata spaccando porte e finestre come possono testimoniare diversi homeless presenti), con i sequestri di immobili comunali e la rottura dei materiali contenuti all'interno, come l'istallazione fotografica permanente di Casa Madiba o il generatore rotto dagli operai comunali quando è stata collegata la saldatrice per murare l'edificio e saldare le griglie di protezione alle porte e alle finestre. Alla faccia dei lavori di riqualificazione!

Se qualcuno vuole alzare il livello della tensione e agitare lo spettro di misure cautelari faccia pure.

Noi guardiamo proprio altrove e come abbiamo detto ieri all'uscita dal consiglio comunale “via via la polizia! Non abbiamo bisogno di voi!”.

Qui non ci sono dieci sparuti e impauriti attivisti ma una città degna che ha alzato la testa e non si fermerà di fronte a queste ennesime minacce.

Starà alla coscienza dei dirigenti della Questura decidere se falsamente utilizzare i referti medici (per ipotetiche bottigliate di vetro che non sono mai state tirate) contro chi ha sempre manifestato in modo pacifico (non pacificato), a volto scoperto e a mani nude lottando a fianco degli oppressi per affermare nuovi diritti e aprire spazi di movimento e di democrazia sempre più ristretti in questo paese.

I referti medici gli abbiamo anche noi, ma non servono, bastava guardare alcuni volti tumefatti di ieri in consiglio comunale. Per questi chi pagherà? Per le persone senza casa sgomberate con la violenza chi pagherà?

Ma questa è l'Italia della scuola Diaz, delle torture di Bolzaneto, dei Cucchi, degli Aldrovandi solo per citarne alcuni. Ed è anche con questa Italia qui che il 20 maggio abbiamo dovuto fare i conti, in una giornata buia che rimarrà nella storia della città e nel curriculum professionale del Sindaco (ancora per poco) di Rimini.

Ci vediamo domani, Sabato 23 maggio alle ore 16.00 alla Stazione Fs per la Madiba Street Parade

Madiba Madiba! Madiba Madiba! Equal Rights and Justice we defende!

Bookmark and Share

Gallery

La violenza è a senso unico: le manganellate

I disegni dei bambini di Casa Madiba