Carrara - 25mln “regalati” ai potenti del marmo. E i cittadini assistono al rimpallo fra Procura e Amministrazione

Comunicato assemblea permanente di Carrara

4 / 2 / 2015

Oggi la firma dei rinvii a giudizio” è l’ultimo grande annuncio del procuratore Giubilaro, nel continuo balletto tra Procura e Comune di Carrara.

Sono ormai passati dei mesi dalle prime notizie sulla chiusura delle indagini riguardo i famosi “concordati” tra Comune e rappresentanti di settore per il contributo – noto ai più come “tassa marmi” – che dovrebbe provenire dall'attività estrattiva.

Secondo la legge regionale 78/1998, “per l’estrazione di materiali ornamentali […]” il titolare dell’autorizzazione è tenuto a versare al Comune un contributo rapportato alla quantità e qualità del materiale ornamentale estratto […] nel limite massimo del 5,25% del valore di vendita del materiale”, mentre per materiali industriali - scaglie, blocchi da scogliera o rocce da polverizzare per l’estrazione di dolomia - il tetto sul contributo è fissato, dalla stessa legge, al 10,50% sul valore di mercato.

Nel mirino della procura sono finiti i “concordati” del 2009, dove l’abuso si sarebbe compiuto non tanto nella definizione della tariffa, quanto nella definizione del valore di mercato del materiale: gli accordi infatti riportano che “il valore unitario concordato per i blocchi […] è determinato in 250 £ a tonnellata”. La tariffa si determina quindi per 25 euro a tonnellata (con un errore perfino nell'applicazione delle percentuali massime disposte per legge).

Il Procuratore Giubilaro annuncia da tempo di avere pronti sulla scrivania i rinvii a giudizio conseguenti alla chiusura delle indagini, i quali vedrebbero 15 processati per abuso d’ufficio; il 5 Gennaio scorso si parla di un’attesa di 5-6 giorni di tempo, ma i rinvii non arrivano. Continua invece una pioggia di indiscrezioni e di notizie sull'imminenza di questa operazione - l’ultima delle quali coinvolge la Corte dei Conti di Firenze - che fa tanto pensare ad un’altalena di potere tra Procura e Amministrazione o, ancora meglio, tra Procura e partito di maggioranza.

Se si volesse dar retta alle pance, si penserebbe subito ai disagi che tale provvedimento causerebbe alle prossime elezioni regionali. Se si volesse essere maliziosi, si penserebbe che questi ripetuti annunci servano a tenere pari quegli equilibri - ad oggi molto labili - tra le forze politiche in campo a Carrara, e che forse un altro scandalo “scomodo” per il PD (non solo a livello locale, ma anche nazionale) stia tentando di far capolino, venendo prontamente rimandato al mittente, e ritardandone dunque gli effetti. Del resto i nomi sono risonanti: sono coinvolti il sindaco Zubbani, il vice-sindaco Vannucci, 4 assessori (Bernardini, Andreazzoli, Benedini, Bernardi), alcuni funzionari fra cui Marco Tonelli (storica ombra del Comune di Carrara con delega al marmo e, da quest’anno, all'Urbanistica).

Se si volesse, appunto. Ma il dare credito o meno a queste sensazioni, non è il fulcro della questione.

Senza voler entrare nel merito di queste “dinamiche da palazzo”, ci si preoccupa invece della cittadinanza che - ad oggi - vede sottratti alle casse comunali 25 milioni di euro, in una città fra le più indebitate d’Italia.

Quanto tempo ancora si dovrà aspettare la consegna dei rinvii a giudizio?

Davvero le logiche di palazzo sono più importanti della giustizia, se per bassi e spregevoli giochi di potere si dovrà ancora una volta parlare di “reato prescritto”?

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