Ca'Bembo... non lo chiuderete mai come volete voi!

29 / 4 / 2015

Il motivo che ci spinge a scrivere questo comunicato subito dopo la giornata del 28 aprile, in cui nella scuola media Dante Alighieri si è svolto l’incontro con il rettore Bugliesi, mamme della R.Michiel e tecnici arpav, è il seguente: la disinformazione. Sui nostri quotidiani locali leggerete ovunque che il rettore ha comunicato la chiusura preventiva del giardino in attesa di una bonifica di cui non si conoscono ancora i tempi e che sarà presentata solo a settembre. Il collettivo Li.s.c. smentisce nella maniera più assoluta una chiusura del giardino fino a quando non sarà resa pubblica la procedura di bonifica e sarà allora possibile pensare a una breve chiusura dello spazio. Fino a quel giorno, il giardino di Ca’Bembo resterà aperto alla città e rimarrà tale per tutta l’estate. E lo sarà perché è un patrimonio cittadino che viene continuamente attraversato e che anche ieri è stato difeso da un’intera fetta di città, che non ci sta a subire l’ennesimo sfregio di uno spazio abbandonato. Non ci fanno paura gli allarmismi del rettore, che tanto insiste sulla sicurezza e le sue responsabilità sulla vita e sulla morte dei suoi beneamati studenti: siamo certi che, a vent’anni, nessuno mangia terra a cucchiaiate. E ci fanno ridere gli allarmismi lanciati dai titoli dei giornali quando l’Arpav ieri ha più volte ripetuto che i livelli di diossina presenti sono sopra la norma ma non sono di per sé dannosi, né sussiste alcun tipo di pericolo grave per nessuno.

Proprio per questo comunichiamo a tutta la città che non solo abbiamo deciso di continuare a tenere aperto il giardino, ma anche di organizzare il 3 maggio un incontro con il regista Andrea Segre ( dottore di ricerca di Sociologia della Comunicazione presso l'Università di Bologna), che con i suoi documentari si è sempre occupato della marginalità di etnie, popoli e culture. In questa occasione il regista presenterà nel giardino di Ca’Bembo il suo ultimo libro "FuoriRotta - Diari di viaggio", in cui ha raccolto i diari scritti durante dieci anni di viaggi intorno alla Fortezza Europa e nel cuore della sua regione di provenienza, il Veneto. Le letture saranno accompagnate da immagini inedite, mai montate, e da estratti dei suoi documentari "A Meta"̀, "Marghera Canale Nord" e "La Mal’Ombra". 
L’ennesimo appuntamento importante e stimolante che il collettivo Li.s.c. organizza in un solo anno di occupazione, l’ennesimo confronto con una città che ha sempre risposto in maniera positiva a tutto ciò che il collettivo ha prodotto, a dimostrazione della voglia che c’è di tenere aperto questo enorme patrimonio. Un’interazione continua, quella tra la città e il giardino di Ca’Bembo, come dimostra l’enorme attraversamento di questo spazio e la numerosa partecipazione all’evento di ieri, che il collettivo ha saputo creare. Lo scambio continuo tra giardino e città sta anche nella collaborazione tra la nostra realtà e quella di Villa Heriot, altro spazio che rischia un’operazione di speculazione edilizia e che è stato e sarà ancora salvaguardato proprio dai cittadini. Proprio per questo, abbiamo deciso insieme a Villa Heriot di aderire alla manifestazione No Grandi Navi del 9 maggio, creando uno spezzone che parlerà di diritto alla città, di spazi da salvare e salvaguardare, di una città diversa, che pare ancora possibile quando guardiamo a esperienze come quella del giardino di Ca’Bembo. Porteremo i nostri discorsi e le nostre esperienze dentro a una manifestazione, che partendo dal tema Grandi Navi, cerca di immaginare insieme a tutti i cittadini una Venezia diversa, vera, #invendibile e aperta. Come il nostro giardino. 
La voglia di continuare con questi nostri progetti, con le nostre attività, con il nostro percorso, cresce ulteriormente quando pensiamo alla giornata di ieri, 28 aprile, quando si è svolto un incontro importante per il giardino di Ca’Bembo e il suo futuro. Chi era presente in quell’aula sa benissimo che tale importanza non deriva certo da apocalittiche decisioni finali che in quel tavolo sono state prese. Il che è da specificare. 
Sempre nella logica di terrore e creazione di chiacchera da bar, i nostri giornaletti locali sono usciti non solo con titoli allarmanti a cui siamo ormai abituati (e di cui alcuni cittadini si sono giustamente lamentati ieri), ma anche con un  racconto della giornata assolutamente straniato e falsato dall’inchino perenne a cui certi giornali non sanno proprio resistere dinnanzi a qualsiasi forma di autorità, magnifici rettori compresi. Dunque, ciò che ha detto il rettore (e quindi la posizione dell’università) è ormai nota a tutti: l’impegno a presentare un progetto di bonifica entro settembre, l’attuazione di tale bonifica e quindi la calorosa promessa che “tutti i bambini potranno tornare a giocare nel loro parco”. Perfetto. Tutto splendido. Se non fosse che questo parco, dopo anni di abbandono, è già vivo, è già attraversato dai bambini, dai ragazzi, dalle mamme. E qui si inserisce la mancanza d’informazione, a cui ora cerchiamo di sopperire. Quei ragazzi che questo parco l’hanno riaperto e riqualificato siamo noi studenti di Li.s.c. che, ovviamente, a quell’incontro ci siamo andati anche se, incredibilmente, non siamo stati invitati, come se non esistessimo, come se non fossimo una delle parti da coinvolgere per il futuro del giardino, come se fossimo “ignoti”. E qui inizia il vero “perché” dell’importanza di questo incontro. Per prima cosa perché era da un anno che chiedevamo questo appuntamento, alla faccia di chi ci dipinge come i soliti polemici buoni solo a dir di no e senza volontà di ascoltare le controparti. Ma il dato più importante di ieri non è certo questo, così come non lo sono le parole del Rettore Bugliesi: il dato più importante di ieri è stato che gli studenti di Li.s.c. hanno portato dentro quell’aula della scuola Dante Alighieri talmente tanti ragazzi e universitari da riempire tutti i posti a sedere disponibili, il dato importante è che i nostri due interventi sono stati fatti tra gli applausi scroscianti di tutti i presenti, il dato importante è che le mamme della scuola elementare R. Michiel, da sempre con noi in questa lotta, non solo hanno ottenuto la promessa da parte del rettore di una firma di convenzione, che renda disponibile il giardino ai loro bambini una volta che sarà bonificato, ma hanno anche difeso, elogiato, portato come esempio sano questi studenti che oggi i giornali vogliono dipingere solo come i polemici della situazione. Anzi, addirittura come gli inesperti del caso, come i testardi che si ostinano a volere tener aperto un giardino in cui vi è diossina. Ebbene anche questo, altro non è che un regalo dei giornali al nostro magnifico rettore. E questo è il vero, ultimo, più significativo dato della giornata di ieri, il collettivo Li.s.c. ha prodotto, insieme a Legambiente, un  primo e iniziale progetto di bonifica del giardino, che è stato presentato e consegnato al rettore Bugliesi. Anche se i giornali dimenticano di scriverlo, noi studenti siamo i primi a voler una bonifica vera del giardino, tanto da aver coinvolto un gruppo riconosciuto come Legambiente per provare a proporre una procedura.

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C’è però un punto su cui non siamo disposti a cedere. A differenza di chi ieri per interessi personali ha ripetuto più volte di non voler tornare a parlare degli eventi passati, che hanno portato alla chiusura di questo giardino, noi abbiamo memoria e ci ricordiamo bene di quando siamo entrati a Ca’ Bembo. Abbiamo trovato un cantiere aperto da anni e che doveva essere preposto alla bonifica, del tutto abbandonato, finto, senza attrezzi  e senza operai. Una vera presa in giro in uno scenario cittadino in cui sempre più mancano spazi non solo per noi studenti, ma per la città tutta. E non vogliamo, così come non lo vogliono le mamme e quella parte di città che era presente con noi all’incontro, che ciò possa risuccedere. 
È per questo motivo che la prospettiva del rettore di chiudere già da ora il giardino, “in forma preventiva” e in attesa di una bonifica di cui ancora non si conoscono tempi e forme, ci pare inaccettabile e inattuabile. Anzi, come già affermato in precedenza, fino a quando le procedure di bonifica non saranno rese pubbliche e a conoscenza di tutti, ci sentiamo in dovere di tenere aperto questo spazio che noi abbiamo restituito alla città e che noi, in questo anno di attività, abbiamo tenuto vivo, alla faccia di chi lo aveva chiuso e abbandonato per farne una speculazione edilizia, che sempre noi abbiamo sventato con la campagna #invendibili. Non solo, a fronte delle molteplici attività che abbiamo svolto sia in giardino che dentro l’università (dal cinema all’aperto fino a conferenze svolte con professori universitari arrivati da tutto il mondo), riteniamo giusto continuare a proporre eventi, incontri e attività, che sono sempre stati seguitissimi dalla cittadinanza.
Dunque, di chiusure e bonifiche se ne riparlerà a Settembre; a fronte anche del fatto che neppure la svendita sembra essere del tutto scongiurata, dato che il tar si esprimerà solo il 10 giugno a proposito del ricorso di “Italia Nostra” sulla legittimità dell’alienazione dell’immobile. Per tutte queste ragioni la nostra occupazione non si ferma qui. Le nostre lotte continuano. E il giardino aperto a tutti, che avete conosciuto in questo anno, continuerà  a essere tale. È una promessa. 
Vi aspettiamo tutt* nel giardino più bello di Venezia!

Li.S.C. #invendibili

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