verso il 6 settembre

Bologna - Occupata Equitalia verso lo sciopero generale

5 / 9 / 2011

Azione simbolica agli uffici di Equitalia. In mattinata una ventina di attivisti del Tpo, Sadir e Panenka sono entrati agli uffici della società di recupero crediti, sotto la sede del Comune di Bologna, iniziando la serie di mobilitazioni verso lo sciopero generale di martedì 6 settembre.

Ingresso con striscione e volantinaggio dentro gli uffici, slogan e piccolo corteo verso l'ingresso del Municipio. Lo striscione recitava: "Meno tasse, più reddito. Uniti contro la crisi". Sono state lanciate le prossime azioni, in serata presidio con la Fiom ai cancelli della Ducati Motors, corteo in mattinata da Porta San Felice e le altre tappe di mobilitazione per il prossimo autunno.

Questo il volantino distribuito.

EQUITALIA O..EQUIUSURA???-TASSE + REDDITO

Equitalia o Equiusura? Questo è lo slogan del popolo di precari,partite ive, agricoltori, pastori e tanti  altri che nei mesi scorsohanno giustamente occupato la sede di Equitalia Sardegna, accusata di“...applicare interessi e oneri che arrivano al 50% del dovuto,richiedere pagamenti per cartelle vecchie di anni, riproporre multegià pagate che vengono inviate tre o quattro volte, effettuarepignoramenti di abitazioni per somme irrisorie, sfornare cartellepazze...”.Ma come ogni cittadino/utente italiano sa bene, come tutti noisappiamo bene, il problema riguarda ovviamente l'intero Paese, dove le“vittime” di questa macchina infernale sono già milioni, e dovel'azione di Equitalia si configura già come ulteriore aggravio allepassate, recenti e future misure governative che colpisconopensionati, impiegati, autonomi, risparmiatori (valgano per tutti leinique e sconclusionate manovre dell'esecutivo di questi giorni).Ora, il problema non è scagliarsi contro il “braccio” adibito allariscossione dei tributi in quanto tale, ma di condannarne le modalitàdi azione e soprattutto la tendenza a trasformare il proprio ruolo inun vero e proprio “rastrellatore” di liquidità, dai cittadini allacasse pubbliche, operazione che ci sembra abbia poco a che vedere conuna lotta all'evasione che di ben altri provvedimenti avrebbe bisogno.Equitalia e questo governo di conseguenza hanno gioco ben facile nelfare la faccia feroce nei confronti, tanto per fare un esempio, dellecentinaia di migliaia di persone che, come noi, lavorano con lapartita iva, come lavoratori precari, come lavoratori autonomi o fintitali, e che, lavorando per le istituzioni pubbliche, vengono pagatecon mesi e mesi di ritardo e che per questo si trovanonell'impossibilità effettiva di pagare i tributi nei tempi stabilitiper legge.E con quali soldi dovremmo pagarle, le tasse, se i primi a non esseregiustamente ed equamente retribuiti siamo noi??E soprattutto, per quali prestazioni le dovremmo pagare, visto cheintere generazioni sono di fatto escluse dall'attuale sistema diwelfare e, nei fatti, non conosceranno mai la parola pensione?A proposito, che ne dite dell'iniziativa del governo di non tenere piùconto del riscatto del servizio militare o degli anni di studiouniversitario? Equitalia per caso ha intenzione di rastrellare anchele ultime quote dei milioni di euro letteralmente buttati nel riscattodi questi anni?Per questo noi precari, noi partite iva, noi co.co.pro., interinalilavoratori in nero siamo qui oggi. Per questo saremo domani in corteocon tutti quei soggetti che stanno subendo la crisi sulla propriapelle. Perché è il momento di rialzare tutti la testa e dire cheun’alternativa che parli il linguaggio del reddito garantito, dellademocrazia  e dei diritti non solo è possibile ma è sempre piùnecessaria.

Centro sociale Tpo - Uniti contro la crisi


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Bologna- Azione Equitalia