Importante vittoria del Comitato Bellunese Acqua Bene Comune

Belluno - Vinto il referendum contro la centrale Camolino-Busche

I cittadini del Comune di San Gregorio votano contro la realizzazione della mega centrale Camolino-Busche proposta da Enel e EN&EN

3 / 2 / 2011

389 contrari 43 favorevoli. Questo è il risultato finale della Consultazione Popolare promossa dal comune bellunese di San Gregorio nelle Alpi, nella quale i cittadini sono stati chiamati a esprimersi sulla questione relativa alla costruzione di una nuova mega centrale idroelettrica da 90 gigawatt l'anno voluta dalle società private Enel ed En&En. Il risultato del referendum esprime con forza la contrarietà della cittadinanza verso un progetto che prevede la realizzazione di una condotta forzata con un diametro di circa 5 metri e una lunghezza poco inferiore agli 11 chilometri, con una portata massima di 50 metri cubi di acqua al secondo. Una condotta che dovrebbe attraversare sotterraneamente 4 comuni bellunesi tra cui proprio San Gregorio, dove l’amministrazione a differenza degli altri comuni interessati, ha voluto che fossero direttamente i cittadini, attraverso il referendum, a decidere sulla questione. 

L’importanza del risultato è ben sottolineata dal Comitato Bellunese Acqua Bene Comune che ha dato vita a un’importante campagna d’iniziative per bloccare la realizzazione del progetto: “Oggi è una giornata importante per il territorio bellunese. I cittadini di San Gregorio con il loro voto contrario hanno detto un NO deciso alla realizzazione di un’opera dall’enorme impatto ambientale. Un’opera inutile per la nostra provincia dove si produce già molta più energia di quanta ne venga consumata e lo testimonia l’enorme artificializzazione che hanno dovuto subire i fiumi di queste montagne dove il 90% delle proprie acque è già captata, derivata, sfruttata in oltre 200 chilometri di tubature che in lungo e in largo attraversano la provincia bellunese. Ma questo voto contrario esprime, soprattutto, la dignità di una comunità che si è rifiutata di svendere la propria terra, che non si è lasciata corrompere dalle promesse economiche fatte dalle società promotrici del progetto. In realtà si tratta di poche briciole rispetto ai milioni di euro che Enel ed En&En hanno in previsione di guadagnare.” 

Ma probabilmente, non avevano messo in previsione, con altrettanta accuratezza, il fatto che di fronte avrebbero trovato un comitato e una comunità pronti a dar battaglia. Infatti, subito dopo aver avuto accesso allo studio del progetto, il comitato ha promosso un ciclo di conferenze per informare la cittadinanza sulle reali dimensioni dell’opera, sull’impatto ambientale e sugli eventuali rischi idrogeologici connessi alla sua realizzazione. Il malumore che si è sollevato tra la popolazione e il dibattito alimentato dal comitato ha obbligato la Provincia a indire un consiglio ad hoc per discutere sulla questione. In quell’occasione fu presentata dalla minoranza una delibera nella quale si chiedeva all’amministrazione provinciale di schierarsi contro la realizzazione del progetto, ma la maggioranza, in primis la Lega Nord, si rifiutò di votarla spalleggiando gli interessi dei soliti “predoni dell’acqua” che in cinquant’anni hanno in sostanza privatizzato la gestione dei corpi idrici nel territorio bellunese. Un ulteriore dimostrazione della contraddizione di un partito capace di predicare demagogicamente concetti come “l’autogoverno territoriale” e allo stesso tempo di schierarsi in favore di soggetti come l’Enel che hanno, di fatto, il controllo di gran parte dell’acqua dei fiumi bellunesi, vincolando con le loro attività la possibilità da parte delle comunità locali di poter usufruire appieno di una risorsa così importante per lo sviluppo turistico del territorio. 

Ma lo straordinario risultato referendario di San Gregorio è l’ennesimo importante segnale di una rinnovata volontà da parte dei cittadini di farsi carico del futuro del territorio bellunese e di dire basta a quei processi speculativi che in questi anni hanno compromesso importanti ecosistemi fluviali. Un risultato costruito, come ci tiene a sottolineare il comitato, lavorando sodo sul territorio: “In questi mesi abbiamo cercato di essere presenti in ogni circostanza in cui si discuteva della questione, abbiamo cercato di creare una rete diffusa sul territorio coinvolgendo più persone possibili. Prima raccogliendo firme contro il progetto e poi, durante le due settimane del referendum, siamo andati casa per casa, paese per paese per informare i cittadini del comune di San Gregorio dell’esistenza del referendum e sulla possibilità che avevano di bloccare un’opera così mostruosa. Il porta a porta è stato fondamentale.”

Ora la parola passa alle istituzioni locali. Il Sindaco ha già dichiarato che il risultato del referendum sarà vincolante per le scelte dell’amministrazione vista anche la notevole partecipazione ben al di sopra del quorum richiesto del 25% degli aventi diritto al voto. “L’aver raggiunto il quorum”, continua il comitato,” non era affatto scontato e molti, soprattutto qualche amministratore locale, sperava nel fallimento del referendum e della nostra campagna informativa dichiarando più volte, anche in consiglio provinciale, la propria contrarietà a qualsiasi forma di consultazione popolare. Ma adesso San Gregorio ha creato un precedente importante e il risultato del referendum assume un valore simbolico che va oltre la questione della centrale. Una comunità, infatti, ha rivendicato la propria autonomia su una decisione così importante per il territorio. Come diciamo sempre, si scrive acqua, ma si legge democrazia.”

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