Bari - Somos todos indios del mundo!

30 / 9 / 2018

Nella giornata di ieri, la manifestazione Bari non ha paura ha attraversato le strade di Bari. Più esattamente, le strade del quartiere Libertà. Un quartiere popolare, seppur al confine del centro, che la settimana scorsa ha vissuto due eventi: la partecipata manifestazione antifascista Mai con Salvini e la vile aggressione ai danni di alcuni compagni e compagne. 

Da venerdì 21 settembre, Bari ha vissuto giornate elettrizzate dalla rabbia che in tante e tanti abbiamo provato dopo questa aggressione. I compagni e le compagne di Ex Caserma Liberata Bari hanno steso un comunicato in cui hanno narrato la grande manifestazione di quel giorno e il momento dell’aggressione rilanciando una chiara idea: «resistere all’apartheid e al classismo di questo momento storico, scendendo tutte e tutti in piazza».

La giornata di ieri è stata, appunto, una giornata importante per la città di Bari. I corpi di militanti, attivist* e antifascist* hanno attraversato il quartiere Libertà per riprendersi temporaneamente le strade. Hanno danzato, discusso, scambiato idee nella Piazza del Redentore - piazza, si ricordi, da cui i/le compagni/e aggrediti erano partiti una settimana fa. E poi i saperi, di classe e di lotta, che hanno tradotto negli interventi la volontà di creare ponti tra le pratiche avanzando forme di vita non-fasciste prima che anti-fasciste. Perché quelle scese ieri in piazza sono soggettività che rifiutano il fascismo in quanto ne sono al di fuori delle logiche e delle pratiche, pur dentro le tenaglie giuridiche e le azioni squadriste. 

A fronte di tutto ciò, è da registrare comunque l’assurdo dispiegamento di forze dell’ordine nella città, che hanno addirittura seguito i compagni e le compagne al ritorno all’Ex Caserma Liberata. Assurdo, perché se da anni non si vedono questi numeri nell’impiego di forze di polizia, questo rimane lo stesso impensabile guardando la propria città militarizzata e il suo centro completamente sotto il controllo diretto della Questura. 

Siamo tutt* indigeni del mondo, perché il mondo è fatto da mondi e i corpi nelle piazze creano ponti fra di essi. Perché il fascismo non ci farà distogliere dall’obiettivo principale, che è il Capitale. Perché li combatteremo entrambi, coscienti della comune radice di essi: la sopraffazione dei popoli in nome della proprietà privata. 

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