Attivisti in sciopero della fame

21 / 2 / 2014

Paolo Di Vetta e Luca Fagiano, por­ta­voce dei movi­menti romani per il diritto all’abitare, sono da otto giorni agli arre­sti domi­ci­liari insieme ad altre 15 per­sone sot­to­po­ste a prov­ve­di­menti restrit­tivi tra Roma e Napoli. Ieri hanno annun­ciato l’inizio di uno scio­pero della fame per pro­te­sta con­tro il silen­zio della poli­tica e dei «media main­stream» con­cen­trati sulle sorti del governo Renzi e non sulle con­se­guenze delle poli­ti­che di auste­rità: pri­va­tiz­za­zione dei ser­vizi e ven­dita dei beni comuni, gli sfratti per moro­sità incol­pe­vole e la disoc­cu­pa­zione dila­gante. La Pro­cura della Repub­blica di Roma con­te­sta una serie di reati come adu­nata sedi­ziosa, vio­lenza, resi­stenza, lesioni e dan­neg­gia­mento aggra­vati e, quello più grave, di rapina di uno sfol­la­gente e di uno scudo di pro­te­zione in dota­zione ai cara­bi­nieri, quest’ultimo, come hanno rac­con­tato le cro­na­che di quel giorno è stato resti­tuito dai mani­fe­stanti ad un agente della Digos. Alcuni di loro hanno rila­sciato ieri dichia­ra­zioni spon­ta­nee, con­te­stando le accuse e richia­mando le ragioni poli­ti­che delle mobi­li­ta­zioni nell’ambito della que­stione sociale e della difesa dei diritti. Si atten­dono le deci­sioni del Gip nei pros­simi giorni.

I fatti risal­gono al 31 otto­bre 2013, il giorno della con­fe­renza Stato-regioni con­vo­cato sul tema della casa, quando il movi­mento mani­fe­stò a Roma per rag­giun­gere via della Stam­pe­ria, sede dell’incontro. Il cor­teo di alcune migliaia di per­sone fu bloc­cato in via del tri­tone da uno sbar­ra­mento di camio­nette dei cara­bi­nieri. Di Vetta e Fagiano erano, come sem­pre, in prima fila schiac­ciati tra il cor­done di poli­zia e cen­ti­naia di per­sone che pre­me­vano alle loro spalle. La dina­mica di quella gior­nata viene rias­sunta dai due atti­vi­sti in una let­tera, inti­to­lata «La vera rapina», che rico­strui­sce il con­te­sto poli­tico, e il rac­conto suc­ces­sivo al 19 otto­bre, quando nella Capi­tale mani­fe­sta­rono oltre 70 mila per­sone per il diritto alla casa, al red­dito e con­tro le grandi opere come la Tav.

Pochi giorni dopo il movi­mento incon­trò il mini­stro delle infra­strut­ture Mau­ri­zio Lupi a Porta Pia, in una piazza dove per giorni spun­ta­rono decine di tende. I por­ta­voce sono stati rice­vuti in dele­ga­zione dal mini­stro, insieme al sin­daco di Roma Igna­zio Marino e al suo vice Luigi Nieri. Di Vetta e Fagiano ricor­dano anche l’incontro del 31 otto­bre con il mini­stro per l’integrazione Cécile Kyenge, pre­sente alla con­fe­renza Stato-regioni, e un altro con il Pre­fetto di Roma Giu­seppe Peco­raro. «Ricor­diamo il nulla di fatto sul fronte del governo – scri­vono – e gli sforzi fatti a livello locale in attesa di un prov­ve­di­mento gover­na­tivo sem­pre annun­ciato, ma mai rea­liz­zato». A Roma, il movi­mento per la casa è riu­scito a nego­ziare con il pre­si­dente della regione Lazio Nicola Zin­ga­retti, con il sin­daco Marino e espo­nenti di entrambe le giunte.

Da pochi giorni è stata appro­vata una deli­bera regio­nale per l’emergenza abi­ta­tiva. «Il frutto di un con­fronto con le isti­tu­zioni — scri­vono Fagiano e Di Vetta — È stato costruito attorno alle que­stioni sociali e non su quella che potes­sero essere trat­tati come temi giu­di­ziari e/o di ordine pub­blico». Si rischia di «var­care la soglia di una demo­cra­zia già ristretta e senza ossi­geno ed entrare nella dimen­sione di un vero e pro­prio regime». Sel, Rifon­da­zione, Pdci, Usb hanno cri­ti­cato dura­mente gli arre­sti e gli obbli­ghi di firma. Nell’appello dif­fuso ieri dal coor­di­na­mento cit­ta­dino di lotta per la casa, Bloc­chi pre­cari metro­po­li­tani, Degage Acro­bax Pro­ject e Ale­xis, viene denun­ciato il ten­ta­tivo di «inde­bo­lire e desta­bi­liz­zare un movi­mento com­po­sto da migliaia di per­sone dalla Valle di Susa a Palermo. Il 31 otto­bre c’eravamo tutti in piazza».

La mobi­li­ta­zione con­ti­nua domani in occa­sione della gior­nata nazio­nale in difesa del movi­mento No Tav, il 27 feb­braio chie­derà al comune di Roma di pro­ce­dere con il cen­si­mento degli sta­bili che per­met­te­rebbe l’attuazione della deli­bera regio­nale sulla casa. Il 15 marzo con una mani­fe­sta­zione «per la libertà e con­tro la repres­sione». Il 12 aprile ci sarà un cor­teo con­tro l’austerità euro­pea. Si pre­pa­rano le mani­fe­sta­zioni anche al primo mag­gio a Roma e Milano.

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