Asili nido - Anche Padova esclude chi non ha il permesso di soggiorno

La denuncia del Progetto Melting Pot, dell’Associazione Razzismo Stop, del Comitato Genitori ed insegnanti per la scuola pubblica di Padova, del Cesp e dei Cobas Scuola

15 / 4 / 2010

Nelle prime ore della mattinata un cittadino irregolarmente soggiornante si è rivolto al Progetto Melting Pot Europa ed all’Associazione Razzismo Stop segnalando la decisione del Comune di Padova.

Il sito web Padovanet.it, infatti, lo mette in evidenza fin dalle prime righe della sua pagina web dedicata alle iscrizioni agli asili nido comunali per il 2010.
Il grassetto non lascia spazio a dubbi: Il Comune verificherà la presenza e la validità dei documenti di soggiorno degli stranieri non comunitari (art. 6 comma 2 del D.Lgs. 286/98, modificato dalla legge 94 del 15 luglio 2009).
[ Vai al sito Padovanet.it ]
Una decisione che l’amministrazione attribuisce alle nuove disposizioni impartite con il pacchetto sicurezza dell’agosto 2009 e che ha scelto di ripetere pedissequamente.

Il regolamento di attuazione del Testo Unico sull’immigrazione, all’articolo 45, sancisce, senza ombra di dubbio, che “l’iscrizione dei minori stranieri nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene nei modi e alle condizioni previsti per i minori italiani. Essa può essere richiesta in qualunque periodo dell’anno scolastico. I minori stranieri privi di documentazione anagrafica ovvero in possesso di documentazione irregolare o incompleta sono iscritti con riserva” .

La garanzia della possibilità di iscriversi, anche agli asili nido, ed anche per gli irregolari, si può facilmente desumere, inoltre, da tutte le convenzioni internazionali che, ratificate dall’Italia, trovano applicazione immediata nel nostro ordinamento grazie all’articolo 10 della Costituzione. Il superiore interesse del fanciullo, dice la Convenzione di New York, deve essere tenuto in considerazione come preminente.

Alcune sentenze della Corte Costituzionale hanno poi in passato affermato che “il servizio fornito dall’asilo nido non si riduce ad una funzione di sostegno alle famiglie nella cura dei figli o di mero supporto per facilitare l’accesso dei genitori al lavoro, ma comprende anche finalità formative, essendo rivolto a favorire l’espressione delle potenzialità cognitive, affettive e relazionali del bambino”.
Questo per sciogliere ogni dubbio nei confronti di quanti si ostinano a proporre un’idea secondo cui gli asili nido si riducono ad un mero servizio utile alle famiglie affinché entrambi i genitori possano lavorare: un parcheggio per i figli in sostanza, secondo alcune amministrazioni tra cui quella padovana.

L’assessore Piron, insieme al Sindaco Zanonato hanno invece proposto una idea debole di amministrazione, anche e soprattutto nelle sue scelte più importanti, forse pensando che il modo migliore per governare la città fosse quello di proporre una ripetizione automatica della linea Bossi-Maroni che ha prodotto il pacchetto sicurezza, senza il coraggio che invece da altre parti, come a Torino, aveva caratterizzato l’amministrazione comunale qualche settimana fa. Il Comune del capoluogo piemontese infatti, ha da breve annunciato che gli asili nidi comunali sarebbero stati aperti a chiunque,con la garanzia che non sarebbe stata effettuata nessuna richiesta del permesso di soggiorno.

Si tratta quindi di una scelta (non di un obbligo), molto grave, che ricalca quella presa in questi giorni dal Comune di Bologna commissariato.

Il Ministero dell’Interno ha però ha confermato oggi che l’iscrizione anagrafica dei bambini stranieri anche agli asili nido, pur non trattandosi di scuola dell’obbligo, dovrà avvenire senza la richiesta del permesso di soggiorno.
Anche il Ministero governato dalla lega Nord quindi non è riuscito a spingersi oltre le amministrazioni di Bologna e Padova.

Dal canto suo l’amministrazione emiliana ha fatto sapere di aver scelto di modificare l’interpretazione iniziale facendo un passo indietro.
L’Assessore ai servizi scolastici Piron (Padova), fin dalle prime ore seguenti la denuncia dell’accaduto, ha invece rilasciato dichiarazioni che non fanno intendere nulla di positivo. Secondo l’assessore la posizione del Comune sarebbe corretta. Più fedele al pacchetto sicurezza degli stessi esponenti della Lega Nord.

La richiesta che facciamo al Comune di Padova è quella di cancellare immediatamente le disposizioni impartite comunicando pubblicamente la sua posizione.
Il problema principale infatti è che il solo fatto di aver annunciato la previsione produce inevitabilmente la paura degli stranieri irregolarmente soggiornanti nei confronti degli uffici e quindi li dissuade preventivamente a rivolgersi al settore servizi scolastici.
Una simile previsione, da parte dell’amministrazione comunale, non finisce che per produrre ancor più clandestinizzazione di quanto già da solo il pacchetto sicurezza non abbia prodotto finora

Progetto Melting Pot Europa
Associazione Razzismo Stop
Comitato genitori ed insegnanti per la scuola pubblica
Centro Studi per la Scuola Pubblica (Cesp)
Cobas Scuola

Per approfondimenti:
-  Il diritto dei minori stranieri privi di permesso di soggiorno all’istruzione, alla formazione e all’accesso ai servizi socio-educativi dopo l’entrata in vigore della legge n. 94/09 di Elena Rozzi.
-  I minori stranieri extracomunitari e il diritto all’istruzione dopo l’entrata in vigore della legge n. 94/2009 a cura di Asgi.
-  Pacchetto sicurezza - Il diritto all’istruzione per gli studenti "irregolari"a cura dell’ Avv. Marco Paggi
-  Risposta alla Faq n. 6 – Provincia di Bologna
-  Modulo di iscrizione ai Nidi di infanzia del Comune di Bologna

-  Bologna - Il Comune fa dietro front: asili nido anche senza il permesso di soggiorno
Dopo le mobilitazioni arriva la risposta ad un quesito sottoposto al Ministero dell’Interno: niente richiesta del permesso di soggiorno
-  Nidi di infanzia e pacchetto sicurezza. Il Comune di Bologna commissariato chiede il permesso di soggiorno per le iscrizioni
Alcune riflessioni a partire dal superiore interesse del minore
-  Torino - La scuola per l’infanzia va garantita a tutti i minori in condizioni di parità

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