Migliaia di fiaccole illuminano le terre del terremoto

Aquila - Oltre 5.000 per chiedere "Verità e giustizia"

Il corteo aperto dal Comitato Parenti dei giovani assassinati nella Casa dello Studente

6 / 7 / 2009

Parte alla mezzanotte tra il 5 e il 6 luglio la fiaccolata promossa dai cittadini dell'Aquila a tre mesi dal terremoto. In una città che sembra una città-fantasma presidiata da centinaia di forze dell'ordine, pian piano la fiaccolata si ingrossa riempiendo le strade deserte.

Gli aquilani non sono soli: accanto a loro questa sera ci sono i No Dal Molin di Vicenza, le delegazioni arrivate da Chiaiano e moltissime persone arrivate a portare la loro solidarietà.

Alla partenza Sara Vegna del coordinamento 3e32 spiega le ragioni dell'iniziativa.

Dopo un chilometro il corteo si ferma per ascotare le parole di Simona del Comitato Parenti ed Amici dei giovani morti nella Casa dello Studente.

Simona chiarisce perchè hanno sceto di aprire il corteo con unostriscione che denuncia come "assassinati" i govani morti nella Casa dello Studente durante il terremoto.

Assassinati perchè troppe sono le responsabilità di una gestione dissennata e piegata agli interessi economici nella costruzione di molte strutture della città come anche la Casa dello Studente.

Simona, a conclusione dell'intervento, ringrazia della partecipazione il Presidio No Dal Molin e i Comitati di Chiaiano.

All'arrivo nelle vicinanze del centro storico il Comitato Parenti ed Amici dei giovani morti nella Casa dello Studente.raggiunge lo stabile che ospitava moltissimi giovani al momento della scossa, mentre a gruppi di duecento, per motivi di sicurezza, gli Aquilani rientrano nella piazza del Duomo.

La piazza si riempie di fiaccole e poco prima delle 3.32 Cinzia Bottene del Presidio No Dal Molin porta il slauto dei vicentini in lotta ai cittadini dell'Aquila, denunciando l'assurdità delle scelte governative che hanno voluto trasformare strumentalmente questa città  nella vetrina del G8.

Un messaggio che fa sentire vicine comunità che hanno scelto di prendere in mano il loro futuro.

Alle 3.32, dopo un minuto di silenzio, mentre una fiaccola accesa viene alzata sulla fontana centrale, un grande applauso rompe il silenzio. E' la voce di chi non vuole più essere nascosto.

Sara Vegna chiude l'iniziativa lanciando un appello a continuare uniti le mobilitazioni dei prossimi giorni

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L'Aquila - Foto fiaccolata del 6 luglio '09