Firmato il patto per la sicurezza tra Maroni e Filippeschi: più polizia e telecamere.

Approvato il paCCo Pisa Sicura.

11 / 6 / 2010

Mercoledì alle ore 10.30 in prefettura è stato firmato, alla presenza del ministro degli interni Maroni, il “patto per Pisa sicura”: un accordo fra sindaco e governo che porterà ad un aumento sul nostro territorio di agenti di polizia ed una maggior disponibilità di fondi da investire per la sicurezza, soprattutto per la proliferazione di telecamere. Quella del bisogno di “maggiore sicurezza” sembra diventare veramente un'ossessione per il nostro sindaco, che in un periodo di crisi reale, incapace di dare risposte concrete ai bisogni, costruisce campagne mediatiche, retoriche e populiste, per compattare l'opinione pubblica su paranoie ingiustificate.

La giornata di oggi è quindi in totale continuità con quello che è accaduto a Pisa nell’ultimo mese, e se per Filippeschi è una vittoria...per noi è sinceramente uno schifo...più che un patto è un pacco...

D'altra parte il contesto nazionale non ci fa certo dormire tranquilli. La finanziaria italiana non ha nulla da invidiare a quella greca: è un piano di tagli agli stipendi, rassegnazione alla disoccupazione e sacrifici per i più deboli.

Le molte problematiche sociali che la crisi fa emergere hanno però trovato una risposta unitaria della politica istituzionale nella militarizzazione del territorio. Lo diciamo senza eccessiva enfasi, ma chiaramente! E ciò che fa più rabbia è che questa militarizzazione, spacciata per esigenze di difesa, è in realtà diretta verso chi cerca di dare risposte alternative e dal basso alla crisi. Verso chi non conosce la rassegnazione e vuole dare un senso anche ai propri desideri. Verso chi tenta di trasformare le proprie paure in qualcosa di positivo e nuovo. Insomma verso chi sta dando quelle risposte reali che le istituzioni non sono capaci nemmeno di abbozzare.

Già prima dell'asse di ferro Filippeschi-Maroni questa città stava cominciando ad avere un’inquietante confidenza con la celere, le forze dell'ordine in assetto antisommossa...Ma perchè? Le abbiamo viste chiamare dal moribondo Rettore Pasquali (un abusivo che non si dimette nonostante la scadenza del mandato) per sgomberare palazzo Mastiani e poi per blindare Palazzo alla Giornata; le abbiamo viste maneggiate con spregiudicatezza dallo sceriffo Filippeschiper sgomberare le case di Via Marsala, le “degradanti” tende in Largo ciro Menotti e il presidio sotto al comune. Insomma ogni mattina, da qualche settimana, quando passeggiamo per Pisa,il paesaggio assomiglia sempre più a quello di una dittatura sudamericana.

Il volto di questa città è cambiato, gli spazi di democrazia si stanno pezzo per pezzo restringendo, mentre istituzioni deboli ed incapaci di gestire la crisi agitano spettri quali sicurezza e degrado per giustificare attacchi fino ad ora impensabili alle libertà individuali. Sono lontani anni luce i tempi della “rossa toscana”, di istituzioni che, seppur detestabili, fornivano almeno una risposta politica alle questioni sociali, invece di relegarle tutte a problemi di ordine pubblico.

Ma Pisa è davvero una città insicura? Degrado non è insicurezza. Il degrado può essere un problema, ma senz’altro non si può risolvere con polizia e telecamere. Viviamo una situazione particolare: ci si lamenta, giustamente, che i vicoli vengano scambiati per wc, ma per risolvere il problema vengono chiamati in causa i carabinieri, quando sarebbe sufficiente installare dei bagni pubblici. Un discorso analogo riguarda il consumo di sostanze, sempre più problematico. Ma, ci chiediamo, quei 750.000 euro che ilcomune spende per poterci spiare, non potrebbero essere usati per pagare operatori sociali? Così da investire in una seria politica di riduzione del danno anziché fare del proibizionismo una fallimentare bandiera.

Congratulazioni sindaco Filippeschi!! Hai superarto a destra la Lega, ne hai imparato la lezione alla perfezione: agitare paure, creare mostri (migranti, studenti, drogati) per poterli confinare e marginalizzare, dare poi una ridicola dimostrazione di forza dispiegando ovunque le cosiddette forze dell’ordine.

Filippeschi, sappi però che non hai vinto, non ci stupiremmo se col calar del sole qualche studente, stanco di tanto controllo e nessuna garanzia per il proprio futuro, dovesse entrare nei gangli del tuo sistema di (in)sicurezza e renderlo inutilizzabile!

Tijuana project

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