Appello internazionale di City Plaza: il 18 marzo diventi la Giornata di mobilitazione europea

1 / 3 / 2017

Nel cupo e tetro cielo d’Europa, la Resistenza è la luce che brilla.

Il 18 marzo 2016, dopo la breve estate dei rifugiati, e dopo l’ondata di solidarietà manifestatasi in tanti modi diversi sulle isole greche del Mediterraneo e nell’Europa continentale, viene firmato l’accordo della vergogna fra l’UE e la Turchia, finalizzato a “gestire i flussi di rifugiati” e a blindare ancora di più i “proibiti” confini europei.

La rotta Balcanica è bloccata, e migliaia di rifugiati restano intrappolati in Grecia, ammassati dentro strutture inadeguate e di fortuna, nascosti agli occhi del pubblico e condannati a quel vuoto spaziale e temporale che è la vita quotidiana all’interno dei campi [di accoglienza ndr].

Nel corso degli eventi, il 22 aprile, ad Atene, gruppi di attivisti e di rifugiati occupano il City Plaza Hotel, che era rimasto chiuso e abbandonato per sette anni. Questi gli obiettivi dell’occupazione:

realizzare subito e concretamente (secondo la logica del “qui-ed-ora”) un modello di accoglienza dignitoso all’interno dello spazio urbano; rompere con la formula della “reclusione” creando nuove opportunità di relazioni sociali e nuove forme di convivenza multiculturale; dare vita ad un vero e proprio esempio di auto-organizzazione, che possa testimoniare il suo messaggio in tante lingue diverse, a voce alta e chiara: viviamo insieme, lottiamo insieme, vinceremo insieme!

Da allora, molto, e niente, è cambiato nell’Europa dispotica dei nostri giorni.

Un anno prima della “primavera della vergogna”, il 18 marzo 2015, la grande folla del movimento europeo anti-austerità si radunava davanti alla Banca Centrale Europea, per manifestare contro l’altra componente dal volto autoritario dell’Europa di oggi: la crisi finanziaria in corso e il regime di devastazione sociale ed economico come metodo adottato per superarla. Questo non è stato solo un momento di mobilitazione, ma anche una vera e propria pietra miliare e un punto di riferimento immediato per tutti quelli che, in Europa, si oppongono alla dottrina economica detta “non-c’è-alternativa [al neoliberismo]” (There - Is - No - Alternative, spesso abbreviata in TINA) e, invece, lottano per costruire un diverso destino comune. Anche l’occupazione dell’Hotel City Plaza ha segnato un passo importante in questo percorso di profondo cambiamento; è stata una parola in più nel libro delle domande senza risposta che contestano l’applicazione in tutta Europa della politica “non-c’è-alternativa”.

In qualità di Assemblea del City Plaza, che rappresenta uno spazio di resistenza contro l’Europa diventata un unico “limbo” indefinito e una terra di precarietà, noi lanciamo questo APPELLO ad una mobilitazione europea per il 18 marzo 2017, anniversario della firma del trattato UE-Turchia, ma anche anniversario del primo importante passo compiuto insieme verso un futuro comune.

PERCHÉ, anche se City Plaza è la casa di centinaia di rifugiati e, insieme, una casa internazionale di lotta per la libertà di circolazione e per l’integrazione dei rifugiati, essa non può, da sola, riportarci indietro alle estati passate: le acque del Mediterraneo continuano ad essere la tomba di migliaia di migranti; i confini interni e esterni dell’UE funzionano come zone di Apartheid, dove i diritti umani sono sospesi, mentre l’Europa stessa sta affondando nella follia dell’austerità e sta diventando un’unica gigantesca area di tensione sociale, uno spazio aperto a pratiche di stampo fascista e a “umori” per i quali la vita umana sta gradualmente perdendo significato.

PERCHE’ la lotta contro ogni forma di oppressione è GLOBALE e CONTINUA.

PERCHE’ ogni lotta a favore della pace, della libertà e della dignità, ovunque si combatta, è una lotta che appartiene all’umanità intera.

PERCHE’ nel cupo e tetro cielo d’Europa, la Resistenza è la luce che brilla.

Spazio Accoglienza Rifugiati City Plaza - Assemblea del 13.11.2016

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